Collirio difettoso ritirato dalle farmacie: il lotto interessato

Chiara Esposito

7 Settembre 2021 - 22:23

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Attenzione ai farmaci che acquistate: un collirio difettoso non è più in commercio. Tutti i dettagli sul lotto interessato e cosa fare se ne siete in possesso.

Collirio difettoso ritirato dalle farmacie: il lotto interessato

Lo Sportello dei diritti fa una segnalazione contestualmente a un lotto di farmaci ritirati dai punti vendita. Per segnalare ai consumatori la presenza di questo difetto di qualità ha diffuso le informazioni circa il prodotto in oggetto: un collirio commercializzato in Italia dall’azienda Santen Italy SRL.

Casi come questo, prontamente segnalati alla popolazione, possono però far sorgere dei dubbi sul comportamento che il cliente deve adottare qualora sia lui per primo a riscontrare delle anomalie. Sapere come indicare alle autorità la possibile pericolosità di un medicinale che non rispetta le indicazioni originarie è importante poiché quest’azione è un atto civico di fondamentale importanza.

Se si è invece in possesso di un prodotto non ancora utilizzato, ma ritirato dal commercio è lecito chiedere un rimborso? Vediamo cosa dice la legge a riguardo.

Il medicinale interessato dalla segnalazione

Il collirio che la ditta milanese Santen ha prelevato dai punti vendita in cui era stato distribuito è una specialità medicinale IKERVIS. Il medicinale ovviamente non è difettoso in tutti i casi, ma la notizia fa riferimento a un lotto specifico il cui identificativo è il 1N80E con scadenza minima 02/2023. La confezione riporta quindi le seguenti informazioni: 1mg/ml collirio emulsione 0,3 ml 30 contenitori monodose, AIC 044013011.

Questi dati sono stati diffusi dallo “Sportello dei Diritti” e, nella comunicazione, si registra la motivazione adottata per il procedimento con la firma della presidente delle onlus Giovanni D’Agata. La stessa, infatti, riferisce un “difetto di qualità per presenza di particelle microscopiche del principio attivo ciclosporina” .

Solitamente il farmaco IKERVIS è prescritto per trattamento della cheratite grave che consiste nell’infiammazione della cornea. Possiamo inoltre specificare che il medicinale è destinato al consumo da parte di pazienti adulti e gli eventuali rischi che il lotto ritirato potrebbero aver causato non hanno intaccato la salute dei minori.

Come segnalare un farmaco difettoso?

Alla luce di eventi analoghi ci si potrebbe interrogare su cosa bisogna fare nel caso in cui siamo noi per primi a riscontrare delle anomalie nei prodotti che assumiamo e per chiarire le idee circa la procedura da seguire c’è l’AIFA.

Sul sito dell’ente vi è un documento che riporta le modalità attraverso le quali si può presentare una segnalazione spontanea.

Questa comunicazione è quindi relativa all’ «insorgenza di una reazione avversa che si sospetta si sia verificata dopo l’assunzione di un farmaco».

Non ci sono limitazioni rispetto a chi può presentare la documentazione necessaria. Questo vale anche per farmaci senza obbligo di prescrizione. Nel processo di valutazione conseguente saranno considerate tutte le specifiche indicate dal cittadino.

Farmaco difettoso: si viene rimborsati?

Qualora ci si trovi nella posizione di aver acquistato il farmaco che viene ritirato dal commercio, ma non si è ancora fatto uso del flacone o della boccetta, è possibile chiedere un rimborso spese? A carico di chi sarà questo eventuale risarcimento?

La Corte di Cassazione, esprimendosi in merito, ha fatto riferimento alla responsabilità del produttore del medicinale. Questo nel caso in cui sia la fabbricazione del medicinale stesso a essersi rivelata problematica.

La risposta è quindi presto detta: bisogna valutare caso per caso a seconda della gravità e attraverso indagini mirate ad chiarire l’effettiva pericolosità del farmaco, ma anche eventuali cause esterne che possono essersi rivelate concorrenti.

Il prodotto verrà dichiarato difettoso e il cliente risarcito solo se lo stesso verrà considerato non in grado di raggiungere “lo standard di sicurezza che il consumatore può legittimamente attendersi”.

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