Cipro esce dal piano di salvataggio e avanzano i fondi: i motivi del successo

Cipro conclude il piano di salvataggio concesso dalla Troika, che aveva visto il sistema finanziario dell’isola crollare nel 2013. Dal bail in alle riforme, tutti i motivi del successo.

È passato poco tempo dalla profonda disperazione in Europa causata dall’ennesimo paese sull’orlo del collasso. Risale al 2013 l’esplosione del panico sul sistema finanziario di Cipro, con un relativo declassamento dei titoli di Stato a junk bond e lunghe file ai bancomat mentre il paese si avvicinava all’orlo del collasso.

A marzo 2016, grazie ad un piano di salvataggio, riforme e misure di austerità, aiuti finanziari per 10 miliardi sono di euro Cipro è una delle economie più solide dell’eurozona.

Cipro conclude il piano di salvataggio con successo, ecco come

Cipro è ufficialmente uscita dal suo piano di salvataggio da 10 miliardi di euro con un forte successo; circa il 30% dei fondi per il salvataggio non sono stati utilizzati.

Nella giornata di lunedì Cipro è stata elogiata in una dichiarazione dell’Eurogruppo, uno dei creditori che supervisionato l’implementazione del piano di salvataggio del Paese.

«L’Eurogruppo si congratula con le autorità cipriote per l’implementazione di successo del programma e gli importanti risultati ottenuti negli ultimi tre anni, grazie anche alle istituzioni per il loro contributo fondamentale a questo fine.»

L’Eurogruppo ha accolto con favore la capacità dell’economia di Cipro di proseguire il trend positivo, mentre il sistema bancario continua a migliorare.

«L’impegno delle autorità e del popolo cipriota nei confronti degli accordi generali del programma è stato essenziale per una performance fiscale che ha superato le aspettative. Questi sviluppi positivi sono stati strumentali nel guadagnare la fiducia degli investitori nell’economia di Cipro»

ha aggiunto l’Eurogruppo.

Cipro: cosa è successo nel 2013?

L’uscita dal piano di salvataggio da parte di Cipro è fondamentale per l’isola poiché corrisponde ad un ritorno alla credibilità a livello interazione sui mercati finanziari, dopo essere il quarto paese della zona euro ad aver avuto un disperato bisogno di un Bail out dopo Irlanda, Portogallo e Grecia e nel 2013 anche la Spagna.
Attualmente rimane in corso solo il piano di salvataggio della Grecia, il terzo.

Nel 2013 il sistema bancario di Cipro è crollato, soprattutto a causa della sua esposizione alla Grecia, in crisi dal 2012. Per poter ricevere un salvataggio da 10 miliardi di euro, Cipro ha dovuto accettare il bail in - meccanismo attraverso il quale furono attuali prelievi sui depositi e controlli di capitali per salvare le banche.

La Cyprus Popular Bank e la Bank of Cyprus sono state ricapitalizzate grazie a queste misure, dei prelievi forzosi molto controversi sui depositi dei privati al di sopra dei 100.000 euro. Le vittime principali sono stati i risparmiatori e gli investitori russi, convinti di utilizzare l’isola come paradiso fiscale.

Il processo verso la salvezza di Cipro è stata supervisionata dalla «troika», composta dal Fondo monetario internazionale (FMI), Banca centrale europea (BCE) e della Commissione europea.

I motivi del successo di Cipro

Gran parte del successo di Cipro nel completare il piano di salvataggio è stata la stretta aderenza alle misure di austerità imposte e l’implementazione delle riforme, comprese quelle sul settore pubblico e sul sistema pensionistico, accompagnate da un piano di privatizzazione, tutto previsto e richiesto dalla Troika.

I mercati stanno monitorando con attenzione l’economia di Cipro e la possibilità che possa continuare sulla giusta via anche alla conclusione del piano.

Il ministro delle Finanze cipriota aveva dichiarato alla CNBC nel mese di febbraio che anche quando Cipro sarebbe uscito dal piano di salvataggio sarebbe rimasta «molto concentrata e molto impegnata a mantenere lo sforzo sulle riforme e il mantenimento di norme fiscali, mantenendo un occhio vigile sul nostro settore bancario».

Nonostante il successo del piano di salvataggio del paese, infatti, i crediti deteriorati (NPL) restano una spina nel fianco del sistema bancario cipriota. Gli ultimi dati della banca centrale del paese mostrano un numero totale dei i crediti in sofferenza a circa 27 miliardi di euro.

Il futuro per Cipro

Cipro può vantare ora una crescita dell’economia dello 0.4% nel quarto trimestre 2015, secondo gli ultimi dati dell’Istat, contro il +0.3% della Germania e il +0.2% di Francia e Portogallo.

Tuttavia, il passato insegna e abbiamo imparato che un cauto ottimismo è il miglior modo di guardare all’Eurozona vittima della bassa inflazione, una crescita essenzialmente bassa nel suo complesso e una disoccupazione allarmante in molti paesi, che spesso mette a dura prova la fiducia delle imprese e la ripresa - a Cipro, per esempio, il 15,3 percento degli adulti è ancora disoccupato.

Allo stesso modo, l’Eurogruppo non si fa illusioni sul fatto che Cipro possa continuare a procedere da sola con successo. Nonostante il sistema bancario cipriota abbia attraversato quella che è stata definita una «profonda trasformazione», il lavoro deve continuare con determinazione per assicurare la riduzione dei crediti deteriorati «a livelli più sani

L’Eurogruppo, infine, ricorda che Cipro deve completare la privatizzazione dell’Autorità cipriota delle telecomunicazioni, che sarebbe «un altro step a favore della crescita».

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