Ethereum, Bitcoin crollano. Cina vieta le ICO: “sono illegali”

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Ethereum, Bitcoin crollano. Cina vieta le ICO: “sono illegali”

La Cina vieta le ICO, uno dei motivi del rally delle criptovalute. La raccolta è ora illegale, le start up devono restituire i fondi raccolti. Bitcoin e Ethereum in profondo rosso.

Le autorità finanziari cinesi proibiscono la raccolta di fondi tramite le ICO con efficacia immediata, e non solo: i regolatori chiedono anche che il capitale raccolto fino ad ora attraverso questo strumento di raccolta di capitale in criptovalute venga restituito agli investitori.

Dopo le voci durante il fine settimana per cui la Cina sarebbe stata in procinto di bloccare le start-up di blockchain che raccolgono fondi tramite le ICO (Initial Coin Offering), le autorità hanno confermato a pieno lo scenario.

In tutta risposta le valutazioni delle criptovalute sono scese velocemente: in poche ore il Bitcoin ha perso oltre 210 dollari a quota 4.421, per un ribasso di quasi il 5%. Ethereum, la criptovaluta più utilizzata nel mondo delle ICO, perde ora l’11.44% a quota 311,5 dollari.

Cina: le ICO sono illegali

La banca centrale del Paese, la Banca Popolare della Cina, ha rilasciato nella sessione di lunedì una dichiarazione ufficiale in cui definisce la vendita di token “illegale”. La decisione è stata presa in collaborazione con la Commissione per la regolamentazione della Cina, la Commissione per la regolamentazione bancaria cinese e la China Insurance Regulatory Commission.

La dichiarazione afferma inoltre che i dipartimenti competenti monitoreranno da vicino la dinamica del settore e rafforzeranno la cooperazione con i servizi giudiziari e con i governi locali al fine di «controllare risolutamente il caos del mercato». IL caso di sarà sospettato di portare avanti l’attività criminale verrà trasferito alla magistratura, si aggiunge.

Le autorità finanziarie cinesi chiedono inoltre che il capitale raccolto tramite le ICO in passato venga restituito agli investitori:

«A decorrere dalla data del presente annuncio, tutti i tipi di attività di finanziamento in emissione di valute cessano immediatamente. Le organizzazioni e gli individui che hanno raccolto un finanziamento in token dovrebbero prendere accordi per la restituzione».

Duro colpo al mondo delle criptovalute

Inoltre, gli exchange di criptovalute e le piattaforme di trading in token in Cina non possono più consentire la partecipazione alle ICO ai propri clienti, secondo quanto stabilito dalle autorità. Le banche e altri fornitori di servizi finanziari non sono autorizzati a facilitare la partecipazione alle ICO o ad avere alcuna altra connessione con le società che raccolgono fondi tramite e la vendita di criptovaluta.

Questa notizia ha il potenziale di influenzare notevolmente l’ecosistema del mercato delle criptovalute e forse anche di dare una fine all’attuale «ICO-Mania». Certo, non tutte le offerte iniziali di valuta sono state fatte in Cina, ma secondo alcuni dati di mercato circa il 60% degli investitori è cinese.

Anche se i regolatori non possono impedire agli investitori di inviare denaro per partecipare alle ICO all’estero, non avere una capacità di farlo in Cina alla luce del giorno potrebbe gravemente ostacolare il modo in cui le start up cinesi raccolgono il capitale a loro necessario.

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