Cina: segnali di raffreddamento. Inflazione sostenuta ma calmierata a 5.3%. Crescita economica rallentata. Effetto, forse, della stretta monetaria adottata dalle autorità.

Nadia Fusar Poli

11 Maggio 2011 - 14:37

Cina: segnali di raffreddamento. Inflazione sostenuta ma calmierata a 5.3%. Crescita economica rallentata. Effetto, forse, della stretta monetaria adottata dalle autorità.

L’inflazione in Cina continua ad essere su livelli sostenuti, ma pare in raffreddamento. Gli altri dati diffusi stamane, tra cui la produzione indsutriale e i prestiti bancari, suggeriscono un rallentamento della crescita nella seconda economia mondiale. Questo potrebbe essere l’effetto della poltica restrittiva attuata negli ultimi mesi dalle autorità di Pechino. Per gli analisti i risultatati emersi dai dati pubblicati oggi sono il segnale che gli interventi adottati e, soprattutto la stretta monetaria, stanno producendo i primi rislutati.

Analisi dei dati

Nel mese di aprile i prezzi sono saliti del 5,3% mentre il mercato si attendeva un rialzo del 5,2% al massimo. L’aumento è tuttavia in leggero declino dal 5,4% di marzo. Su base mensile il dato è sceso dello 0,1% da marzo, contro lo 0,2% di declino mensile di marzo su febbraio.
I prezzi alla produzione sono saliti del 6,8% dall’anno precedente, in calo rispetto al 7,3% registrato in marzo e al di sotto della stima di consensus del 7%, con una crescita mensile dello 0,5% contro l’1% precedente. "L’impatto dei prezzi alimentari sull’indice dei prezzi al consumo è sceso nel mese di aprile», ha detto Laiyun Sheng, portavoce del National Bureau of Statistics (Nbs), l’Ufficio centrale di statistica cinese che fornisce i dati.
L’ente di statistica cinese ha rilevato che si è a sua volta attenuato il contributo degli alimentari - voce molto sensibile all’attenzione dei politici cinesi - sulla generale crescita dei prezzi.
"I prezzi delle verdure sono diminuiti grazie ad un clima più favorevole e ad una maggiore offerta».
Le misure adottate dal governo per controllare l’inflazione «hanno avuto effetti positivi iniziali» ha detto Sheng, che ha proseguito sostenendo che «le pressioni inflazionistiche sono rimaste elevate a causa della situazione in Cina e all’estero».
Diffusi anche altri dati macroeconomici come le vendite al dettaglio, indicatore principale della spesa dei consumatori, aumentate del 17,1% in aprile, e del 16,5% nei primi quattro mesi dell’anno. Pubblicato anche il dato sulla produzione industriale, salita del 13,4% nel mese di aprile rispetto all’anno precedente. Nel primo trimestre - secondo l’ufficio centrale di statistica cinese - la produzione industriale era salita del 14,4%. Da segnalare poi che a fine aprile gli affidamenti bancari in Cina risultavano in crescita del 17,5% su anno, il tasso meno sostenuto da 29 mesi a questa parte. D’altra parte l’aggregato monetario M2 si è espanso del 15,3% nell’ultimo mese, meno delle attese, facendo segnare la crescita più bassa anche in questo caso da 29 mesi.

SONDAGGIO