Cina inarrestabile: raddoppio del PIL previsto entro il 2035

Riccardo Lozzi

26/02/2021

26/02/2021 - 16:44

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Il PIL della Cina potrebbe raddoppiare entro il 2035, superando gli Stati Uniti nel 2028 come prima economia del mondo. Il rapporto di Bank of America.

Cina inarrestabile: raddoppio del PIL previsto entro il 2035

La crescita inarrestabile della Cina potrebbe portare il Dragone a raddoppiare entro il 2035 il proprio Prodotto Interno Lordo, superando gli Stati Uniti come prima economia del mondo nel 2028.

Bank of America ha confermato le dichiarazioni di Xi Jinping dello scorso novembre, quando il presidente della Repubblica Popolare affermava già la possibilità di raggiungere questo ambizioso traguardo, duplicando nello stesso periodo di tempo il reddito pro capite del Paese.

Secondo alcune stime, il risultato deriverebbe da un’espansione media annuale del PIL di circa il 4,7% per i prossimi 15 anni. Un obiettivo certamente non semplice da conseguire, ma che, come è stato rivelato da Helen Qiao, responsabile dei mercati asiatici per la banca statunitense, sarebbe alla portata di Pechino.

PIL della Cina potrebbe raddoppiare per il 2035

Nell’ultimo anno, mentre le maggiori potenze globali hanno subito una contrazione dell’economia interna a causa della crisi pandemica, la Cina ha registrato una crescita del 2,3%, con un +6,5% nell’ultimo trimestre del 2020.

Inoltre, il Fondo Monetario Internazionale ha previsto un aumento dell’8,1% per il 2021, staccando gli stessi Stati Uniti e l’Unione Europea che si dovrebbero attestare secondo alcune stime, rispettivamente, intorno al +5,1% e +3,8%, dopo i cali del 3,5% e del 6,8% osservati in questo difficile 2020.

A differenza degli Stati occidentali, il Covid-19 sembra giocare quindi un ruolo positivo e decisivo per il sorpasso storico della Cina nei confronti degli USA.

Gli ostacoli per la crescita economica della Cina

Ci sarebbero comunque degli ostacoli che potrebbero impedire alla Cina di conquistare gli obiettivi economici dichiarati.

Tra questi vengono citati, in particolare, l’invecchiamento della popolazione che potrebbe danneggiare la crescita potenziale, l’elevato rapporto debito/PIL che minaccerebbe la stabilità economica e, infine, un modello basato troppo sugli investimenti pubblici e difficilmente sostenibile nel lungo termine.

Tuttavia, come è stato riportato dal rapporto di Bank of America, tali fattori potrebbero rallentare leggermente l’incremento della produzione economica interna, senza però affossarla.

Gli effetti della guerra commerciale con gli USA

Il Governo cinese avrebbe già individuato tali pericoli, avviando misure in grado di contrastarne gli effetti. Tra queste una maggiore stabilizzazione del debito pubblico e politiche per un’ulteriore urbanizzazione ed espansione del settore dei servizi.

Sono invece le minacce esterne quelle su cui il regime guidato da Xi Jinping ha minor controllo, come un possibile inasprimento nei rapporti con Washington. Nelle sue prime dichiarazioni sembra infatti che Biden voglia perseguire le politiche avviate durante la presidenza di Trump, le quali hanno portato a un aumento delle tensioni tra Cina e Stati Uniti .

La guerra commerciale tra le due superpotenze globali potrebbe causare però gravi danni anche agli States, i quali, secondo un report della Camera di Commercio americana, con l’innalzamento dei dazi potrebbero subire perdite pari a 1 trilione di dollari in 10 anni.

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