Come appreso di recente, il ministro del commercio cinese ha comunicato in anticipo, sia agli Stati Uniti che all’Europa, l’intenzione di implementare controlli sulle esportazioni come parte del loro programma di protezione della «sicurezza nazionale». È importante notare che questa misura non ha preso di mira specifici Paesi, ma è stata annunciata come parte di una politica più ampia. Le restrizioni riguarderanno due metalli, il gallio e il germanio, ampiamente utilizzati nella produzione di semiconduttori. Queste limitazioni dovrebbero entrare in vigore il primo agosto.
I Paesi occidentali hanno espresso preoccupazione in merito a questa mossa da parte della Cina, soprattutto considerando che la decisione è stata presa poco prima della visita di Janet Yellen, segretario del Tesoro degli Stati Uniti, in Cina. Durante il suo viaggio, la segretaria si concentrerà sull’importanza della cooperazione tra le principali potenze economiche mondiali per affrontare le sfide globali attuali. Sarà data particolare attenzione alla sicurezza nazionale, ai diritti umani e alla cooperazione su vari fronti, sia etici che economici.
Cina: lo scenario si fa ancora più complicato
Questa decisione presa dalla Cina rappresenta solo una delle numerose mosse nella complessa partita commerciale tra Cina e Stati Uniti, che evidenzia ancora una volta la tensione persistente nel panorama commerciale tra le due nazioni. Questa situazione è ancora più significativa considerando il contesto economico attuale, che si presenta decisamente complesso per entrambi i fronti. Negli Stati Uniti, la Federal Reserve mostra una chiara determinazione nel perseguire un programma aggressivo per raggiungere l’obiettivo di inflazione, mentre in Cina si fatica a raggiungere gli obiettivi di crescita delineati all’inizio dell’anno, con la PBOC sempre più incline ad avviare nuovi programmi di stimolo economico.
Secondo i clienti di Goldman Sachs nella Cina continentale, nonostante le azioni intraprese dalla banca centrale cinese, gli investitori nel paese non si aspettano molto dalle ampie misure di stimolo previste. Secondo i gestori di patrimoni delle istituzioni ad esse collegate, l’allentamento della politica monetaria non stimolerà la crescita, ma piuttosto rimuoverà gli ostacoli a breve termine. Non sorprende, quindi, che a seguito del primo taglio dei tassi, i prezzi delle obbligazioni siano aumentati e lo yuan cinese si sia abbassato, mentre le stime continuano a indicare un sentimento pessimista tra gli investitori.
Cosa aspettarsi dai mercati finanziari cinesi?
L’andamento tecnico dello Shanghai Stock Exchange Composite Index continua a mostrarsi tendenzialmente negativo ormai da maggio 2023, quanto si sono iniziate a palesare le complicazioni economiche del Paese. La situazione non sembra migliorare a seguito degli ostacoli commerciali e il mercato azionario cinese non sembra ancora affatto intenzionato a recuperare quota.
Shanghai Stock Exchange Composite Index, 1D
Grafico a candele giornaliero dello Shanghai Stock Exchange Composite Index. Fonte: teletrader.com