Ci vorranno anni per una ripresa completa del trasporto aereo

Michael O’Leary, CEO di Ryanair, lancia l’allarme dopo l’introduzione di nuovi lockdown in Europa. Il settore aereo, fortemente colpito dalla crisi, rischia di rimanere al di sotto dei suoi standard per alcuni anni.

Ci vorranno anni per una ripresa completa del trasporto aereo

Il settore del trasporto aereo rischia di impiegare diversi anni prima di tornare ai consueti standard operativi.

È questo il grido d’allarme che Michael O’Leary, CEO della compagnia low cost Ryanair, ha lanciato durante un’intervista concessa alla CNBC. I nuovi lockdown implementati dai Governi restringono la libertà di movimento dei cittadini e colpiscono il business delle compagnie aeree e del turismo.

Dopo mesi di perdite, causate sia dalle misure restrittive che dalla crescente riluttanza dei cittadini a viaggiare, le compagnie aeree fanno ora i conti con previsioni di lungo termine che gettano ombre sulla stabilità del settore.

Trasporto aereo in sofferenza: Ryanair lancia l’allarme

L’Europa è pronta a chiudersi di nuovo per contenere la seconda ondata del coronavirus. Le nuove restrizioni, che colpiscono trasversalmente tutti i settori dell’economia, allarmano gli operatori del trasporto aereo, settore che dall’inizio della pandemia ha operato costantemente al di sotto dei suoi standard.

È stato proprio il CEO di Ryanair a portare avanti le istanze delle compagnie aeree europee. Nel mirino di O’Leary c’è soprattutto la gestione del tracciamento da parte del Governo inglese che, se eseguita correttamente, “avrebbe evitato il ricorso a un nuovo lockdown”.

La compagnia low cost irlandese ha rivelato che, tra aprile e settembre, il crollo delle entrate è stato del 78% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (80% di clienti in meno). Negative anche le prospettive future, con la operatività sulle tratte europee che secondo O’Leary rimarrà limitata “per i prossimi anni”.

I numeri della crisi del settore aereo

L’allarme di O’Leary segue la pubblicazione del report di ottobre di Air Transport Action Group, organizzazione Ginevrina che analizza lo stato di salute del settore del trasporto aereo.

Il rapporto ha rivelato che, in prospettiva, sono 46 milioni i posti di lavoro che la crisi corrente potrebbe mettere a rischio (88 milioni sono le posizioni attualmente attive nel comparto). Ad essere colpiti non saranno solo i lavoratori delle compagnie aeree o gli addetti aeroportuali, ma anche i dipendenti delle aziende legate al turismo o alla fornitura del settore.

Una ripresa del comparto nel breve periodo sembra fuori portata e, secondo gli osservatori, non si potranno raggiungere i livelli pre-crisi prima del 2024. Le compagnie aeree (inclusi giganti come Lufthansa e Air France), intanto, continuano ad effettuare tagli al personale per affrontare la lunga stagione al ribasso che si profila nei prossimi mesi.

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