Chi è Sara Pedri e cosa si sa della sua scomparsa

Elisa Corpolongo

10 Luglio 2021 - 22:46

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La vicenda di Sara Pedri sta diventando un giallo intricato sul quale ancora non ci sono certezze: vediamo chi è la giovane ginecologa e cosa si sa della sua scomparsa.

Chi è Sara Pedri e cosa si sa della sua scomparsa

Le indagini sono ancora in corso, ma dalla documentazione dell’Azienda sanitaria presa in esame, emergono evidenze su una situazione lavorativa di reparto molto critica a cui Sara Pedri, la giovane ginecologa scomparsa, era sottoposta in maniera continuativa.

Gli inquirenti ci tengono a precisare che nulla è ancora certo sulla vicenda, ma un fatto è che la giovane ginecologa dell’Ospedale Santa Chiara è sparita in data 31 marzo 2021 a Forlì, nei pressi di Cles e ancora poche sono le notizie riguardanti la vicenda che la vede purtroppo protagonista; vediamo chi è Sara Pedri e anche cosa si sa della sua scomparsa.

Chi è Sara Pedri

Sara Pedri è una ginecologa dell’Azienda sanitaria Santa Chiara di Trento; ma prima ancora di essere una lavoratrice, Sara è una giovane donna di appena 31 anni.

La più temuta delle ipotesi inerenti alla sua scomparsa è che si tratti di un suicidio. Tuttavia, il corpo non è stato ancora trovato. Pertanto, la giovane ginecologa, a oggi, è considerata scomparsa da ben 4 mesi.

Cosa si sa della sua scomparsa

La sera prima della scomparsa, Sara Pedri si era dimessa dall’incarico a Cles, dove era stata trasferita da Trento soltanto due giorni prima.

Il motivo di questo trasferimento e poi della rinuncia sembrerebbe coincidere con una pessima situazione lavorativa riscontrata nel reparto dell’Azienda sanitaria Santa Chiara di Trento. Infatti, la giovane aveva confessato al ragazzo e alla sorella di essersi tolta un peso ottenendo quel trasferimento.

La vicenda di Sara Pedri

Tutta la storia è ancora poco chiara e sembra essere molto delicata. La sorella di Sara aveva già espresso opinioni in passato sulle condizioni umilianti e sul clima disumano che la giovane ginecologa era costretta a subire sul luogo di lavoro.

Tutto ciò che si sa, a oggi, è che l’auto abbandonata di Sara Pedri è stata ritrovata vicino al lago artificiale di Santa Giustina e il cellulare è stato trovato proprio sul sedile della macchina della giovane.

Le ricerche e le inchieste

I Carabinieri di Cles spiegano che quel lago è purtroppo noto per i suicidi e che le ricerche sono molto complesse, poiché in quel punto confluiscono ben quattro torrenti alpini che comportano di doversi confrontare con un’ingente quantità di detriti, rami e tronchi trasportati dalle acque.

Intanto, non ci sono certezze - come spiegano i Carabinieri di Cles - e le indagini proseguono su di un duplice fronte: da una parte il lago alla ricerca di un corpo; dall’altra parte il reparto di Ginecologia.

La figura del primario di Ginecologia nella vicenda di Sara Pedri

Il primario del reparto di Ginecologia Saverio Tateo, che ora è stato trasferito per il corso delle indagini e una maggiore prevenzione e tutela, potrebbe avere un ruolo chiave nella vicenda, anche se niente è ancora confermato dalle indagini degli inquirenti.

Intanto, una lettera diffusa nel reparto e genericamente firmata “medici, infermieri, ostetriche, operatrici sanitarie, segretarie” sostiene che sia inammissibile che un uomo di così alto calibro e così grande professionalità venga screditato “senza ritegno” in questo modo.

L’email di Sara al primario: cosa si sa davvero

Tra i documenti in esame c’è anche una email che si è rivelata essere il motivo del coinvolgimento del primario di Ginecologia - di fianco alle accuse di mobbing della famiglia della giovane donna.

L’email in questione iniziava con l’appellativo “sovrano illuminato” direttamente rivolto al primario, e continuava poi spiegando che la situazione lavorativa, che sarebbe dovuta essere per Sara un’occasione formativa, si era rivelata in realtà una causa di profonda ansia che si era posta alla base di un blocco ormai impossibile da superare.

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