Paolo Sarullo a Sanremo, chi è? Ecco cosa gli è successo e chi sono gli aggressori

Simone Micocci

26 Febbraio 2026 - 20:01

Paolo Sarullo ospite a Sanremo 2026: chi è, cosa è successo la notte dell’aggressione ad Albenga e chi sono gli aggressori condannati per il pestaggio che lo ha reso tetraplegico.

Paolo Sarullo a Sanremo, chi è? Ecco cosa gli è successo e chi sono gli aggressori

Paolo Sarullo sarà oggi ospite della terza puntata del Festival di Sanremo, in uno spazio dedicato a un tema che purtroppo continua a essere drammaticamente attuale: il bullismo e la violenza tra giovani.

Un momento voluto dalla direzione artistica di Carlo Conti per accendere i riflettori su una storia che ha scosso l’opinione pubblica. Quella di Paolo Sarullo, infatti, è una storia dolorosa: il 19 maggio 2024, a 25 anni, è stato aggredito fuori da una discoteca da quattro ragazzi. Un pestaggio che per dinamica ha ricordato a molti il caso di Willy Monteiro Duarte: anche in questo caso un gruppo contro un solo giovane, colpito con violenza. La differenza è che Paolo è sopravvissuto, ma solo dopo un lungo periodo di coma e comunque riportando conseguenze permanenti, essendo rimasto tetraplegico.

Proprio per le sue condizioni di salute, Paolo Sarullo non potrà essere fisicamente presente sul palco dell’Ariston. Come anticipato in conferenza stampa, interverrà in collegamento dal Centro Santa Maria dei Poveri – Polo riabilitativo del Levante Ligure della Spezia, dove è ancora in cura.

Una storia che fa riflettere e che riporta al centro una domanda inevitabile: chi era Paolo Sarullo prima dell’aggressione? Cosa è successo esattamente quella notte? E chi sono, e cosa è successo ai suoi aggressori? Ecco cosa sapere per arrivare preparati al collegamento di questa sera.

Chi è Paolo Sarullo

Paolo Sarullo è un ragazzo di Albenga che fino al 19 maggio 2024 conduceva una vita normale: lavorava, usciva con gli amici, era appassionato di musica e grande tifoso della Sampdoria. Aveva 24 anni quando, all’uscita di una discoteca tra Albenga e la frazione di Vadino, la sua vita è stata stravolta per sempre.

Erano da poco passate le 3:30 del mattino. Paolo stava tornando a casa a piedi con un amico, portando a mano il suo monopattino elettrico. Nei pressi del Conad di Vadino viene raggiunto da un gruppo di quattro giovani - tre maggiorenni e un minorenne - in vacanza in Liguria. Uno di loro gli strappa il monopattino e si allontana, così che Paolo e l’amico li inseguono per riaverlo indietro.

Pochi istanti dopo, davanti al parcheggio di un condominio, uno dei ragazzi sferrà un pugno diretto al volto di Paolo. Il colpo lo fa cadere all’indietro: la testa batte violentemente sull’asfalto. L’impatto provoca un’emorragia cerebrale devastante, facendo iniziare così un calvario durato mesi.

Trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, Paolo viene sottoposto a due interventi chirurgici da circa 15 ore ciascuno. Resterà in coma per oltre 3 mesi, sospeso tra la vita e la morte. In meno di un anno subirà oltre 50 ore complessive di operazioni. La diagnosi è durissima: tetraplegia, con compromissione gravissima delle funzioni motorie.

Oggi Paolo è ancora ricoverato in un centro riabilitativo alla Spezia, dove affronta un lungo percorso di fisioterapia e logopedia.

Non è autosufficiente e comunica principalmente attraverso lo sguardo e lievi movimenti. Accanto a lui ci sono sempre la madre Miranda, che ha lasciato il lavoro per assisterlo, e la cugina Rossella, diventata il volto pubblico della battaglia della famiglia.

Chi sono gli aggressori?

Gli aggressori di Paolo Sarullo sono quattro giovani che la notte del 19 maggio 2024 lo incrociarono ad Albenga, nei pressi di Vadino, dopo l’uscita da una discoteca. Si tratta di tre maggiorenni - tra i 18 e i 20 anni all’epoca dei fatti - e di un minorenne.

I loro nomi non sono mai stati rivelati, ma sappiamo che l’autore materiale del pugno è stato condannato in primo grado a 6 anni di reclusione per lesioni gravissime e rapina, con l’aggravante dei motivi futili e abietti. La Corte d’Appello ha confermato la condanna penale e stabilito una provvisionale di 1.270.000 euro in favore di Paolo e 200mila euro per la madre. Il giovane, attualmente detenuto per un’altra condanna, risulta però nullatenente e non ha versato alcuna somma, lasciando la famiglia di Paolo a fare i conti con spese enormi e un futuro ancora tutto da costruire.

Un secondo maggiorenne è stato condannato a 3 anni e 6 mesi per il suo ruolo nella rapina del monopattino. Avendo ammesso le proprie responsabilità e risarcito in parte il danno economico legato al furto, ha ottenuto le attenuanti e la sospensione condizionale della pena.

Il terzo maggiorenne è stato invece condannato a 8 mesi per omissione di soccorso: il tribunale ha ritenuto che, pur non avendo partecipato materialmente al pugno, non abbia prestato aiuto in una situazione di evidente gravità.

Infine, la posizione del minorenne è ancora al vaglio della Procura dei Minorenni di Genova.

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