Chi è Klaus Lange, la presunta spia cinese arrestata in Europa con legami con l’Italia

Elisa Corpolongo

07/07/2021

07/07/2021 - 18:42

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Il caso della presunta spia doppiogiochista per Berlino e Pechino è stata arrestata: ecco chi è Klaus Lange e quali sono i suoi legami con l’Italia.

Chi è Klaus Lange, la presunta spia cinese arrestata in Europa con legami con l'Italia

La vicenda è molto intricata e riguarda una situazione di presunto spionaggio. La figura al centro della vicenda è quella di Klaus Lange, posto sotto arresto in Europa dalla Procura federale lo scorso 21 giugno.

Ebbene, l’accusa nei confronti dell’uomo è proprio quella di spionaggio. Si pensa, infatti, che Klaus Lange - con un’età di ben 74 anni - abbia lavorato con il ruolo di presunta spia cinese, oltre che avere dei forti legami con l’intelligence dei tedeschi.

Pare, per di più, che la figura della presunta spia cinese posta sotto arresto abbia anche dei legami con la penisola italiana: ma vediamo chi è Klaus Lange e quali legami ha con l’Italia.

Chi è Klaus Lange, la presunta spia cinese

Klaus Lange è un politologo tedesco arrestato a Monaco, che è stato accusato - insieme alla moglie - di aver compiuto attività illecite di spionaggio in favore della Cina. Sembrerebbe essere una presunta spia.

Il politologo tedesco era anche un informatore dell’ingelligence della Germania del Bnd (Bundesnachrichtendienst) e l’animatore di Transnational Studies Institute (Its), un think-tank specializzato in affari internazionali. In mezzo a questi incarichi, pare che Klaus Lange - che già collaborava con gli 007 tedeschi - sia stato assoldato dai cinesi nel corso del 2010.

I presunti legami con l’Italia

Un legame con l’Italia potrebbe essere trovato nel fatto che la moglie - coinvolta nella vicenda al pari di Klaus Lange - è italo-tedesca con domicilio a Bolzano, in Italia. Il vero dubbio su un possibile legame italiano di questa storia di spionaggio deriva comunque proprio dalla figura della moglie e dal suo domicilio.

Tuttavia, la storia non è ancora del tutto chiarificata dagli inquirenti e sembrerebbe non riguardare in modo diretto l’Italia, anche se durante il 2018 era stata condotta una collaborazione dell’Aisi, il Sistema di informazione per la sicurezza.

L’attività in Alto Adige

Un ulteriore legame con la penisola italiana è che, secondo quanto dicono le ricostruzioni fatte da alcuni media, l’attività di spionaggio a favore dei servizi segreti cinesi sarebbe stata svolta dalla sede situata in Alto Adige.

Dal 2013, l’attività di Lange in Alto Adige si era fatta più frenetica: da maggio a giungo, infatti, fra Bolzano e Gais, l’Its (Transnational Studies Institute) aveva lavorato maggiormente, organizzando dei frequenti seminari che successivamente non avevano più riguardato l’Italia.

È stato, inoltre, lo stesso Lange ad affermare che i cinesi avevano più volte tentato, in tempi passati, di avvicinarsi a lui e alla sua attività. Per di più, la sua abitazione a Monaco di Baviera aveva già subito una perquisizione durante il corso del 2019 e, in quell’occasione, era stato posto sotto sequestro un ingente quantitativo di computer e dati.

I dubbi delle autorità italiane sull’attività di spionaggio

L’arresto a Monaco e le accuse - che comunque dovranno essere confermate - sollevano diversi dubbi di cui si occuperanno necessariamente le autorità italiane.

Pare, infatti, che Klaus Lange sia in attività su suolo italiano da ormai 10 anni. Perciò, la domanda che si pongono gli inquirenti è come sia possibile che, in tutto questo tempo, una presunta spia cinese abbia potuto operare senza incorrere in alcun intralcio.

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