Chi è Daniele Franco, nuovo direttore generale di Bankitalia

Specialista dei conti pubblici, Daniele Franco ha avuto conflitti sia con Renzi che con Di Maio

Chi è Daniele Franco, nuovo direttore generale di Bankitalia

È Daniele Franco, bellunese di 66 anni, il nuovo direttore generale di Banca d’Italia. Già vice direttore dal 20 maggio 2019, subentra quindi a Fabio Panetta. Il posto rimasto vacante, invece, adesso è di Piero Cipollone. Le nomine, spiega la banca centrale in un comunicato, devono ora “essere approvate con decreto del Presidente della Repubblica, promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, sentito il Consiglio dei ministri”.

Fino a qualche tempo fa, l’ex Ragioniere dello Stato era malvisto da Luigi Di Maio, che nei suoi confronti aveva lanciato un duro attacco. Come avrà preso la nomina? E come influirà quest’ultima sulla forma che prenderà la Banca d’Italia nei prossimi mesi?

Chi è Daniele Franco, nuovo direttore di Bankitalia

Daniele Franco è nato a Trichiana, in provincia di Belluno, il 7 giugno del 1953. Laureato in Scienze politiche all’università di Padova nel 1977, l’anno successivo consegue un master prima nella stessa città e poi un altro in Economia all’università di York.

Nel ‘79 entra in via Nazionale, al Servizio Studi, e lì rimane fino al 1994. Dopo un periodo alla Direzione Generale degli Affari Economici della Commissione europea, torna in Banca alla guida della Direzione Finanza Pubblica per 10 anni (dal 1997 al 2007).

Dal 2007 al 2011 è a capo del Servizio Studi di struttura economica finanziaria, e fino al 2013 è direttore dell’Area ricerca economica e relazioni internazionali. Per 6 anni, poi, fino al 2019, è Ragioniere generale dello Stato. Ed è proprio in quel periodo che si configurano diversi scontri con i vari esecutivi, prima con il governo Renzi e poi con il governo Conte.

Gli scontri fra Daniele Franco e i governi Conte e Renzi

Nel 2014, Matteo Renzi attaccò in pubblico l’alto funzionario parlando di “valutazioni tecnicamente false” sui famosi “80 euro”. Ai tempi del governo 5Stelle-Lega, invece, Di Maio affermò con disinvoltura di non fidarsi di Daniele Franco, che aveva dubbi sulle coperture della penultima manovra economica.

Anche durante il mite governo Gentiloni, Franco non appose il sigillo di Ragioniere su una misura che non tornava e costrinse il Senato a rivotare. In settembre, il suo nome - ormai sinonimo di imparzialità - venne fatto per il ruolo che, alla fine, andò a Roberto Gualtieri.

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