Chi è Buscetta: il pentito di mafia nominato al Grande Fratello Vip

Matteo Novelli

24/02/2020

16/06/2021 - 12:09

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Chi è Tommaso Buscetta, il pentito di mafia al centro delle polemiche del Grande Fratello Vip: ecco cosa ha fatto e la biografia dell’ex membro di Cosa nostra.

Chi è Tommaso Buscetta, il pentito di mafia affiliato di Cosa nostra collaboratore di giustizia arrestato da Giovani Falcone: il suo nome è tornato alle cronache dopo essere stato pronunciato, incautamente, nel corso della diretta h24 del Grande Fratello VIP.

“Sei un Buscetta, un pentito, e io non parlo con i pentiti” queste le parole di Clizia Incorvaia, che ha nominato il defunto testimone e collaboratore di giustizia associandolo a un altro concorrente, Andrea Denver. Un paragone che ha sollevato le polemiche del mondo del Web e l’indignazione dell’Arma dei Carabinieri: in molti potrebbero anche non aver compreso la gravità di queste parole, chiedendosi chi è Tommaso Buscetta?

Di recente la sua figura è stata al centro del film Il traditore (di Marco Bellocchio, principale rappresentante dell’Italia per la candidatura agli Oscar 2020 come miglior film straniero) e ora ritorna anche in TV a causa del Grande Fratello Vip, che ha riportato alla luce un nome per molti sconosciuto ma ancora decisamente attuale.

Chi è Tommaso Buscetta: gli anni di Cosa nostra

Buscetta, conosciuto anche come Don Masino e Il boss dei due mondi, è nato a Palermo nel 1928 ed è deceduto nel 2000 (ormai più di vent’anni fa).

Inizia le attività illegali già dall’adolescenza all’interno del mercato nero, durante il periodo del fascismo. Già in questi anni nasce l’epiteto di Don Masino e dal 1945 si affilierà a Cosa nostra e dopo una breve parentesi in Sud America si unirà a Angelo La Barbera e a Salvatore «Cicchiteddu» Grecoe con altri mafiosi come Antonino Sorci, Pietro Davì e Gaetano Badalamenti, occupandosi del contrabbando di sigarette e stupefacenti subendo anche diversi arresti.

Dopo gli eventi della prima guerra di mafia (anni sessanta) tornerà nuovamente in Sud America, in Brasile, dove farà partire un traffico di eroina e cocaina destinata agli Usa: inizia una lunga carriera da latitante, sotto falsi nomi e con un cambio dei tratti facciali tramite chirurgia plastica. A inizio anni settanta sarà arrestato ed estradato in Italia e venne rinchiuso a Palermo all’Ucciardone per dieci anni (poi ridotti a otto).

La seconda guerra di mafia, anni ottanta, lo vedrà schierato con Toto Riina e con i Corleonesi (che usciranno vincitori dai vari scontri all’ultimo sangue). Dopo l’ennesimo intervento di chirurgia plastica, e di modifica della voce, verrà arrestato a San Paolo in Brasile il 23 ottobre 1983.

Chi è Buscetta: gli anni da pentito di mafia

Nel 1984 saranno i giudici Giovanni Falcone e Vincenzo Giraci a proporre l’accordo come pentito e ad invitarlo a prendere la strada del collaboratore di giustizia. Dopo l’estradizione, a cui seguì anche un tentativo di suicidio da parte di Buscetta, si aprì alla via collaborazionista e rivelò alcuni importanti dettagli sull’organizzazione mafiosa di Cosa nostra direttamente Falcone.

La gerarchia mafiosa venne messa alla luce da Buscetta, pur evitando di rivelare i legami tra Stato e mafia. Nello stesso anno verrà estradato negli USA, ottenendo la cittadinanza americana e la libertà vigilata (scambiate sulla base di ulteriori informazioni sulle ramificazioni mafiose americane).

Dopo gli attenti a Falcone e Borsellino, 1992, Buscetta collaborerà ulteriormente con i magistrati, facendo tra i nomi illustri dell’epoca gli onorevoli Salvo Lima e Giulio Andreotti (che verrà processato per associazione mafiosa e per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli, quest’ultimo poi decaduto con assoluzione).

Morirà di cancro il 2 aprile del 2000 a 71 anni in Florida, dove perirà sotto falso nome.

Sei un Buscetta: la frase di Clizia Incorvaia al Grande Fratello VIP

Immediata la reazione del web alle parole della concorrente Clizia Incorvaia, che arrabbiata per una nomination involontaria del modello Andre Denver ha pronunciato il paragone che tanto ha destato scalpore.

Le parole hanno fatto scattare una forte protesta sui principali social network e la reazione dell’Arma, che condanna senza appello la frase pronunciata dalla concorrente. L’hashtag #cliziafuori ha scatenato i telespettatori, che hanno chiesto a gran voce l’eliminazione della Incorvaia. Poche ore dopo, è scattato un provvedimento disciplinare che ha portato all’annullamento del televoto che la vedeva protagonista: probabile quindi la squalifica per aver pronunciato senza contesto un nome al centro di alcune delle pagine più sanguinose della Storia italiana.

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