Chi è Bernard Arnault, il miliardario francese terzo uomo più ricco del mondo?

Il miliardario francese Bernard Arnault continua a essere accostato all’acquisto del Milan: la biografia e il patrimonio dell’uomo più ricco d’Europa, a capo di un autentico impero operante nel settore della moda e del lusso.

Chi è Bernard Arnault, il miliardario francese terzo uomo più ricco del mondo?

Il magnate del settore del lusso Bernard Arnault si conferma in terza posizione nella classifica degli uomini più ricchi del mondo, subito dopo il padron di Microsoft Bill Gates e il boss di Amazon Jeff Bezos.

Stando a quanto riportato nell’annuale classifica stilata da Forbes, rivista americana specializzata nel settore, l’imprenditore francese avrebbe a disposizione un patrimonio personale pari a 76 miliardi di dollari che lo rende l’uomo più ricco d’Europa.

Bernard Arnault, dopo l’acquisizione del bran Tiffany da parte della sua LVMH, è tornato adesso sotto i riflettori grazie alle voci che lo vedrebbero pronto ad acquistare il Milan dal fondo Elliott, per una cifra di poco inferiore al miliardo di euro.

Arnault infatti avrebbe interesse a prendere i rossoneri sia per il progetto del nuovo stadio, sia per legare il nome del suo brand a una città come Milano da sempre in tutto il mondo simbolo della moda e del lusso.

Una scalata la sua tra i magnati più facoltosi del mondo iniziata fin da giovane e legata al suo Paese d’origine: la Francia. Ma chi è davvero Bernard Arnault e come ha fatto a diventare il terzo uomo più ricco del mondo?

Chi è Bernard Arnault, il terzo uomo più ricco del mondo

Da oggi Bernard Arnault è il terzo uomo più ricco del mondo secondo Forbes. Il proprietario di aziende del lusso come Louis Vuitton e Moet & Chandon tramite la holding LVMH vanta un patrimonio di circa 71 miliardi di dollari, in calo comunque rispetto ai 76 miliardi fatti registrare a marzo 2019.

La sua fortuna, che è arrivata anche a toccare quota 100 miliardi di dollari nel giugno dello scorso anno, ha registrato un boost da record grazie al rialzo delle azioni LVMH che sono cresciute di oltre il 50% durante il 2019.

Bernard Arnault stando a Forbes avrebbe davanti a sé, in questa speciale classifica degli uomini più ricchi al mondo, soltanto Bill Gates (98 miliardi di dollari) e Jeff Bezos (113 miliardi di dollari).

La biografia

Bernard Arnault nasce il 5 marzo del 1949 a Roubaix, in Francia, dove frequenta il liceo locale per proseguire poi i suoi studi all’Ecole Polytechnique.

Nel 1971 inizia a lavorare come ingegnere nell’azienda familiare specializzata in costruzioni, la Ferret-Savinel. Bernard convince il padre a vendere l’attività al fine di riconvertirla in una società di promozione immobiliare, la Férinel, impegnandosi così nel business degli appartamenti turistici e mostrando fin da ragazzo grande perspicacia e spirito di iniziativa.

Nel 1978 Bernard succede al padre nella direzione di Férinel divenendone Presidente, ma la sua scalata viene arrestata quando i socialisti francesi vanno al governo nel 1981 con Mitterand. Ciò costringe Arnault e la sua famiglia a trasferirsi negli Stati Uniti.

Anche oltreoceano Bernard riesce a mantenere e far crescere il suo capitale: costruisce condomini a Palm Beach, in Florida, fino a creare una filiale statunitense della sua società. Dopo soli due anni, nel 1983, appena i socialisti francesi passano ad una politica più conservatrice, Arnault decide di rimpatriare nella sua amata Francia.

Il ritorno in patria e l’inizio della scalata

Come detto, l’ascesa di Arnault è molto legata alla sua nazione. Infatti, tornato in terra francese, Bernard riesce ad acquisire Boussac Saint-Frères, compagnia tessile che era andata in bancarotta e fonte di vivi scontri politici.

Per il possesso del gruppo, Arnault investe 15 milioni di dollari e mette a rischio gran parte del patrimonio accumulato negli anni. È grazie a questa operazione che incontra Antoine Bernheim, colui che gli sarà mentore insegnandogli lo spregiudicato sistema delle holding.

Bernheim riesce a far ottenere i restanti 80 milioni di dollari necessari per possedere il gruppo Boussac. Una volta in possesso del gruppo in dissesto Arnault comincia lo scorporo di ogni attività. Non salva quasi niente, attirandosi dietro molte proteste e malcontento, e dovendo rimborsare dietro ingiunzione della Commissione di Bruxelles una parte dei 51,5 milioni di euro di cui aveva beneficiato.

Ma questi intoppi non fermano Bernard Arnault: l’imprenditore ha solo un obiettivo, possedere il marchio Christian Dior. Astuto e determinato quale è, vi riesce nel 1985 divenendo amministratore delegato del marchio simbolo del lusso e della moda.

Da quel momento la sua è una strada in ascesa continua.
Forte di una grande liquidità, di un intuitivo senso degli affari ed educato da Bernheim al sistema delle holding, con cui riesce a controllare aziende senza in realtà esserne a capo, diventa famoso per i suoi raid in borsa con cui si accaparra brand, manager migliori e che gli permette di fare la differenza nei contrasti tra azionisti.

Nel 1988 il magnate francese assume il controllo di LVMH (Louis Vuitton Moët Hennesy), divenendone primo azionista, e l’anno dopo azionista maggioritario. per poi essere eletto Presidente e CEO.

Arnault ha il merito di aver creduto e realizzato con LVMH un gigantesco gruppo del lusso per diversi segmenti: le maison di pelletteria e abiti, ricondotte sotto Louis Vuitton, lo champagne Moët & Chandon, ed il cognac Hennesy.

La scalata con LVMH, continua durante tutti gli anni ‘90 e negli anni duemila per rafforzare la posizione del gruppo con acquisizioni aziendali dapprima con i profumi Guerlain (1994), prosegue e non si arresta assorbendo Loewe (1996), Marc Jacobs (1997), Sephora (1997) e Thomas Pink (1999).

LVMH raccoglie sotto di sé più di una sessantina di brand: il già citato Moët & Chandon, Dom Perignon, Veuve Clicquot, Ruinart, Krug, i whisky Ardbeg e Glenmorangie, la vodka Belvedere, così come i brand italiani Emilio Pucci, Bulgari, Fendi, Loro Piana e Cova.

La vita privata e la filantropia

Arnault si è sposato due volte. Dal 1973 al 1990 è stato legato ad Anne Dewavrin, madre di due dei suoi cinque figli: Delphine e Antoine. Nel 1991 sposa Hélène Mercier-Arnault, l’attuale moglie, eccellente pianista con cui ha avuto Rimowa, Frédéric e Jean. Ai figli sta insegnando il proprio mestiere inserendoli nel controllo del gruppo per passargli poi un giorno l’intera successione.

Nel tempo ha saputo diventare amico di politici francesi e non, a partire da Sarkozy, di cui è stato testimone di nozze, fino a Tony Blair, ex primo ministro inglese.
È stato nominato Grand Officier della Legion d’Onore per i servizi resi alla nazione francese.

Arnault è Comandante dell’Ordine delle Arti e delle Lettere, essendo un grande e importante collezionista d’arte. Nel 2006 ha dato vita a una delle fondazioni d’arte più importanti del momento: la Fondazione Louis Vuitton, che nel 2014 durante ha ottenuto il riconoscimento di museo.

Numerose anche le donazioni al mondo dell’arte e gli impegni filantropici per Save the Children, la Fondazione per gli ospedali di Parigi e la Fondazione Principessa Grace di Monaco.

Durante l’emergenza coronavirus, ha fatto convertire tre sue fabbriche di profumi per produrre disinfettante per le mani, che è stato poi distribuito gratuitamente al sistema sanitario.

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