Chi è Bernard Arnault, miliardario francese e terzo uomo più ricco del mondo?

Chi è Bernard Arnault, l’uomo più ricco d’Europa e terza persona più ricca del mondo che vorrebbe comprare il Milan.

Chi è Bernard Arnault, miliardario francese e terzo uomo più ricco del mondo?

Il magnate del settore del lusso Bernard Arnault vanta la terza posizione nella classifica degli uomini più ricchi del mondo, subito dopo il padron di Microsoft Bill Gates e Jeff Bezos. Il magnate francese del lusso continua a occupare il primo posto in Europa, con un patrimonio stimato di 102,9 miliardi di dollari (novembre 2019).

Bernard Arnault, dopo l’acquisizione del bran Tiffany da parte della sua LVMH, è tornato sotto i riflettori grazie alle voci che lo vedono pronto ad acquistare il Milan.

Una scalata iniziata fin da giovane e legata al suo Paese d’origine: la Francia. Ma chi è davvero Bernard Arnault e come ha fatto a diventare il terzo uomo più ricco del mondo?

Chi è Bernard Arnault? Il terzo uomo più ricco del mondo

Da oggi Bernard Arnault è il terzo uomo più ricco del mondo secondo Forbes. Il proprietario di aziende del lusso come Louis Vuitton e Moet & Chandon tramite la holding LVMH vanta un patrimonio di circa 103 miliardi di dollari, in forte salita dai 76 miliardi registrati lo scorso marzo. Solo pochi mesi fa Arnault era “solo” la quarta persona più ricca del pianeta.

La sua fortuna, che ha toccato quota 100 miliardi di dollari per la prima volta a giugno di quest’anno, ha registrato un boost da record grazie al rialzo delle azioni LVMH, che sono cresciute di oltre il 50% dall’inizio dell’anno.

Bernard Arnault vale pochi miliardi in meno rispetto al magnate Bill Gates, che con un patrimonio stimato di 107,4 miliardi di dollari si trova in seconda situazione. Di recente, nella classifica dei più ricchi in tempo reale, Arnault ha superato Gates senza però riuscire a mantenere la posizione.

Jeff Bezos si conferma al primo posto, con una fortuna di circa 110 miliardi di dollari.

Biografia Bernard Arnault: gli studi e la carriera

Bernard Arnault nasce il 5 marzo del 1949, a Roubaix, in Francia, frequenta il liceo locale e prosegue poi i suoi studi all’Ecole Polytechnique.
Nel 1971 inizia a lavorare come ingegnere nell’azienda familiare specializzata in costruzioni, la Ferret-Savinel. Bernard convince il padre a vendere l’attività al fine di riconvertirla in una società di promozione immobiliare, la Férinel, impegnandosi così nel business degli appartamenti turistici e mostrando fin da ragazzo grande perspicacia e spirito di iniziativa.

La successione e il periodo americano

Nel 1978 Bernard succede al padre nella direzione di Férinel divenendone Presidente, ma la sua scalata viene arrestata quando i socialisti francesi vanno al governo nel 1981 con Mitterand. Ciò costringe Arnault e la sua famiglia a trasferirsi negli Stati Uniti.

Anche oltreoceano Bernard riesce a mantenere e far crescere il suo capitale: costruisce condomini a Palm Beach, in Florida, fino a creare una filiale statunitense della sua società. Dopo soli due anni, nel 1983, appena i socialisti francesi passano ad una politica più conservatrice, Arnault decide di rimpatriare nella sua amata Francia.

Il ritorno in patria e l’inizio della scalata

Come detto, l’ascesa di Arnault è molto legata alla sua nazione. Infatti, tornato in terra francese, Bernard riesce ad acquisire Boussac Saint-Frères, compagnia tessile che era andata in bancarotta e fonte di vivi scontri politici.

Per il possesso del gruppo, Arnault investe 15 milioni di dollari e mette a rischio gran parte del patrimonio accumulato negli anni. È grazie a questa operazione che incontra Antoine Bernheim, colui che gli sarà mentore insegnandogli lo spregiudicato sistema delle holding.
Bernheim riesce a far ottenere i restanti 80 milioni di dollari necessari per possedere il gruppo Boussac. Una volta in possesso del gruppo in dissesto Arnault comincia lo scorporo di ogni attività. Non salva quasi niente, attirandosi dietro molte proteste e malcontento, e dovendo rimborsare dietro ingiunzione della Commissione di Bruxelles una parte dei 51,5 milioni di euro di cui aveva beneficiato. Ma questi intoppi non fermano Bernard Arnault: l’imprenditore ha solo un obiettivo, possedere il marchio Christian Dior. Astuto e determinato quale è, vi riesce nel 1985 divenendo amministratore delegato del marchio simbolo del lusso e della moda.

Da quel momento la sua è una strada in ascesa continua.
Forte di una grande liquidità, di un intuitivo senso degli affari ed educato da Bernheim al sistema delle holding, con cui riesce a controllare aziende senza in realtà esserne a capo, diventa famoso per i suoi raid in borsa con cui si accaparra brand, manager migliori e che gli permette di fare la differenza nei contrasti tra azionisti.

Nel 1988 il magnate francese assume il controllo di LVMH (Louis Vuitton Moët Hennesy), divenendone primo azionista, e l’anno dopo azionista maggioritario. per poi essere eletto Presidente e CEO.
Arnault ha il merito di aver creduto e realizzato con LVMH un gigantesco gruppo del lusso per diversi segmenti: le maison di pelletteria e abiti, ricondotte sotto Louis Vuitton, lo champagne Moët & Chandon, ed il cognac Hennesy.

La scalata con LVMH, continua durante tutti gli anni ‘90 e negli anni duemila per rafforzare la posizione del gruppo con acquisizioni aziendali dapprima con i profumi Guerlain (1994), prosegue e non si arresta assorbendo Loewe (1996), Marc Jacobs (1997), Sephora (1997) e Thomas Pink (1999).

LVMH raccoglie sotto di sé più di una sessantina di brand: il già citato Moët & Chandon, Dom Perignon, Veuve Clicquot, Ruinart, Krug, i whisky Ardbeg e Glenmorangie, la vodka Belvedere, così come i brand italiani Emilio Pucci, Bulgari, Fendi, Loro Piana e Cova.

Il Paperone d’Europa

Nel 2015 l’inarrestabile imprenditore era solo, si fa per dire, tredicesimo nella classifica Forbes degli uomini più ricchi del mondo, contando su un patrimonio di 37,5 miliardi di dollari.

Nel 2016 instaura una partnership con L Catterton che lo vede impegnato nel settore dei servizi come con DentalPro e differenziando il suo portafoglio dall’esclusività sui prodotti del lusso.

Oggi, a distanza di soli quattro anni, il magnate settantenne è quarto sulla classifica Forbes e terzo sul Bloomberg Billionaire Index. È salito di ben dieci posizioni e vanta una ricchezza di 101 miliardi di dollari che continua a salire di giorno in giorno grazie all’andamento positivo del settore del lusso, alla indiscussa storicità ed eleganza dei brand che possiede, ma sopratutto per l’ottimo andamento delle azioni LVMH sul mercato finanziario che solo da inizio 2019 gli hanno permesso di aumentare il proprio patrimonio di miliardi e miliardi di dollari.

La sua ricchezza è pari al 3% del PIL francese tanto che dal partito opposto tuonano le critiche al miliardario. Proteste che non possono arrestare la sua crescita, tanto che se fosse uno Stato sarebbe al 65° posto per PIL posseduto.

La vita privata e la filantropia

Arnault si è sposato due volte. Dal 1973 al 1990 è stato legato ad Anne Dewavrin, madre di due dei suoi cinque figli: Delphine e Antoine. Nel 1991 sposa Hélène Mercier-Arnault, l’attuale moglie, eccellente pianista con cui ha avuto Rimowa, Frédéric e Jean. Ai figli sta insegnando il proprio mestiere inserendoli nel controllo del gruppo per passargli poi un giorno l’intera successione.

Nel tempo ha saputo diventare amico di politici francesi e non, a partire da Sarkozy, di cui è stato testimone di nozze, fino a Tony Blair, ex primo ministro inglese.
È stato nominato Grand Officier della Legion d’Onore per i servizi resi alla nazione francese.

Arnault è Comandante dell’Ordine delle Arti e delle Lettere, essendo un grande e importante collezionista d’arte. Nel 2006 ha dato vita a una delle fondazioni d’arte più importanti del momento: la Fondazione Louis Vuitton, che nel 2014 durante ha ottenuto il riconoscimento di museo. Numerose anche le donazioni al mondo dell’arte e gli impegni filantropici per Save the Children, la Fondazione per gli ospedali di Parigi e la Fondazione Principessa Grace di Monaco.

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