Chi è favorevole al taglio dei parlamentari? Il M5S guida il fronte del Sì al referendum

Referendum taglio dei parlamentari: dal Movimento 5 Stelle fino a Fratelli d’Italia, ecco chi si è apertamente schierato in favore del Sì alla riforma che prevede una sforbiciata di 230 deputati e 115 senatori.

Chi è favorevole al taglio dei parlamentari? Il M5S guida il fronte del Sì al referendum

Chi è per il Sì al referendum per il taglio dei parlamentari? Con il voto che si avvicina, le urne si apriranno il 20 e 21 settembre insieme alle regionali e al primo turno delle amministrative, non sembrerebbe essere particolarmente coeso il fronte dei favorevoli alla riforma.

Dopo le 71 firme presentate da altrettanti senatori, gli italiani si dovranno esprimere sul confermare o meno il taglio di 345 parlamentari, a partire dalla prossima legislatura, così distribuito: 115 senatori e 230 deputati in meno, con il Senato che così passerebbe a 200 seggi elettivi e la Camera a 400.

Promotore e grande sostenitore della sforbiciata è il Movimento 5 Stelle, che fa del taglio dei parlamentari da sempre uno dei suoi cavalli di battaglia tanto che, come andati al governo prima con la Lega e poi con il centrosinistra, i pentastellati subito hanno portato in Parlamento la riforma che è stata approvata definitivamente dalla Camera l’8 ottobre 2019.

Nonostante l’ampia maggioranza parlamentare che ha sostenuto la riforma, l’ultimo voto a Montecitorio è passato con 553 voti favorevoli, 14 voti contrari e 2 astenuti, oltre ai 5 Stelle soltanto Lega e Fratelli d’Italia tra i principlai partiti si sarebbero schierati pienamente per il Sì al referendum.

Referendum taglio dei parlamentari: chi è per il Sì

A guidare il fronte del Sì al referendum sul taglio dei parlamentari c’è ca va sans dire il Movimento 5 Stelle, con tutti i suoi big (Luigi Di Maio in testa) che si stanno molto spendendo in questa campagna referendaria.

Giorgia Meloni di recente ha confermato il Sì da parte di Fratelli d’Italia, a cui ha fatto seguito la presa di posizione simile di Matteo Salvini per quanto riguarda la Lega “abbiamo votato per quattro volte per il taglio dei parlamentari e non cambiamo idea adesso”.

Merita una parentesi a parte il Partito Democratico. Nonostante la direzione del PD si sia detta favorevole alla riforma, non mancano tra i dem molte dichiarazioni di voto contrario anche tra gli esponenti più in vista.

Stesso discorso per Forza Italia, con gli azzurri ufficialmente schierati per il Sì anche se sono diversi i distinguo come quello del deputato forzista Simone Baldelli, uno dei promotori del Comitato per il No al referendum.

Del resto basterebbe guardare le firme dei 71 senatori che hanno richiesto il referendum: 42 sono di Forza Italia-UdC, 10 del Misto, 9 della Lega, 5 del PD, 2 a testa per Italia Viva e M5S e un senatore a vita.

Le firme dei senatori di Forza Italia per chiedere il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari? - ha rivelato lo scorso dicembre Silvio Berlusconi - Credo che il movente sia stato quello di andare prima alle urne”. Un giochetto politico quindi costato qualche centinaio di milioni di euro per indire il referendum.

Il sentore è che, eccezion fatta per il Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia, tutti gli altri pareri favorevoli al taglio da parte dei partiti siano arrivati obtorto collo, per cercare in qualche modo di non andare contro i sondaggi che vedrebbero il Sì nettamente in testa.

Per quanto riguarda i media, gran parte della carta stampata si è apertamente schierata per il No al referendum, con soltanto il Fatto Quotidiano che invece al contrario si è detto favorevole a questa riforma.

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