Cambio euro-dollaro fallisce il rialzo dopo i NFP: analisi e previsioni per la settimana

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Cambio euro-dollaro fallisce il rialzo dopo i NFP: analisi e previsioni per la settimana

Il cambio euro-dollaro chiude la settimana in sostanziale parità dopo la risalita oltre quota 1,06: vediamo cosa aspettarci su EUR/USD nei prossimi giorni.

Il cambio euro-dollaro non riesce a dare seguito ai due giorni di sprint rialzista che lo hanno riportato dall’1,04 all’1,06 e torna giù nell’ultima sessione della settimana, chiudendo nelle vicinanze del livello di apertura di lunedì.

Il nulla di fatto ha ruotato intorno ai Non Farm Payrolls e ai dati ADP di giovedì, che avevano prospettato un possibile momento di debolezza del dollaro. La pubblicazione di venerdì ha tuttavia frenato gli animi e il biglietto verde si è mostrato forte abbastanza da riprendere il controllo della situazione.

Non è quindi avvenuta nessuna delle inversioni attese su cambi e beni rifugio, e si riparte così con un mercato del lavoro USA tutto sommato stabile e con la Fed preoccupata ma pronta ad agire nel corso dei prossimi mesi.

Con un occhio al calendario economico vediamo quindi cosa attenderci dalla settimana di euro-dollaro e se il trend ribassista è destinato a riprendere forza.

Cambio euro-dollaro di nuovo ribassista dopo NFP: giù in zona 1,03?

Il cambio euro-dollaro torna deciso in direzione di quota 1,050 dopo l’attesa pubblicazione dei Non Farm Payrolls di venerdì.

Il sospetto di possibili dati deludenti nato con gli ADP di giovedì è rimasto quindi incompiuto e i 156.000 nuovi posti di lavoro nel mese dicembre sono stati recepiti dal mercato come al di sotto delle aspettative ma tutto sommato soddisfacenti.

La crescita del +0,4% nel salario medio mensile, al di sopra delle aspettative, ha poi completato un quadro che, con la disoccupazione costante, ha permesso al dollaro USA di uscire rafforzato e di riprendersi dai due giorni negativi dai quali proveniva.

Fallisce così il tentativo di coloro che scommettevano su queste giornate per dare il via ad un profondo ritracciamento dei trend di fine 2015, almeno per ora.

I movimenti incerti di questa settimana rappresentano in ogni caso un precedente e, per renderli inefficaci, sarà ora necessaria la ripresa decisa dei trend a favore del bgilietto verde.

Nel caso di euro-dollaro l’incapacità di raggiungere la resistenza chiave a 1,066 è un chiaro segnale ribassista ma la spinta di metà settimana pone dei dubbi sull’andamento dei prossimi giorni.

Afinché il trend ribassista venga ripreso sarà necessaria una nuova discesa al di sotto di quota 1,05 e della zona in blu rappresentata nel seguente grafico H4:

La necessità di tornare nei pressi dell’1,03 e dei minimi stabiliti e rinnovati nelle ultime settimane è alta al fine di credere ad una efficace ripresa del ribasso.

Se questo dovesse avvenire sarà facile attendersi durante le prossime due settimane nuovi minimi storici per il cambio e quindi l’avvicinamento a quota 1,02.

Se tuttavia i supporti a 1,050 e 1,045 dovessero impedire una forte discesa si aprirebbe lo scenario opposto, ovvero un nuovo movimento rialzista, il seguito di quello avvenuto durante la parte centrale di questa settimana.

A quel punto per porre fine alla pressione ribassista sarà necessario raggiungere e superare quota 1,066, vero crocevia al di sotto del quale si continuerà a guardare più ai minimi che ai livelli lasciati ad inizio dicembre.

L’RSI e il MACD mostrano situazioni di equilibrio ma sono entrambi ancora rivolti al rialzo, direzione che sembra caratterizzare il breve periodo di EUR/USD ma che dovrà fare i conti con le aspettative di medio/lungo periodo.

Il calendario economico della settimana non vede grandi appuntamenti al netto dei minute della BCE di giovedì e del consueto dato USA di venerdì, in questo caso le vendite al dettaglio.

Al di fuori di questi due market mover euro-dollaro sarà quindi libero di seguire la direzione che dopo questa altalenante settimana il mercato deciderà di imporre.

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