Buoni fruttiferi postali: rendimento e calcolo. Conviene comprare?

Investire in Buoni fruttiferi postali: analizziamo rendimenti, il calcolo del tasso, i rischi e i vantaggi nel comprare i Bfp. Conviene davvero comprare?

Buoni fruttiferi postali: rendimento e calcolo. Conviene comprare?

Conviene comprare i buoni fruttiferi postali? Quale rendimento offrono e come effettuare il calcolo del profitto e avere il rimborso? Sono queste le domande che molti risparmiatori si pongono, impegnati a decidere se investire nei buoni fruttifero postali emessi da Poste Italiane, definiti da molti tra gli investimenti più sicuri sul mercato.

A rinnovare l’interesse dei risparmiatori è stata una campagna pubblicitaria in TV dallo slogan «Neanche i più buoni sono perfetti. Solo i buoni fruttiferi postali sono sempre buoni perché sono garantiti dallo Stato italiano e il capitale investito è sempre disponibile. Buoni fruttiferi postali - Buoni al 100% ». Lo spot ci ricorda una delle caratteristiche più interessanti: i buoni fruttiferi italiani sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti, le tasse sugli interessi maturati sono agevolate al 12,5% e il rimborso del capitale investito è sempre disponibile.

I tassi di rendimento, tuttavia, sono bassi: un buono fruttifero postale a 10 anni dà un rendimento dello 0,30% (di seguito è disponibile una tabella con tutti i rendimenti dei Bfp ordinari).

Money.it ha raccolto in una guida tutte le informazioni da sapere sui buoni fruttiferi postali elencando i buoni disponibili nel 2017, il loro rendimento, il calcolo, il rimborso del Bfp e del rendimento sui fruttiferi e quali sono i rischi e i vantaggi.
I buoni fruttiferi postali sono davvero un investimento sicuro?

Buoni fruttiferi postali in breve

Cosa sono i buoni fruttiferi postali - Sonotrumento di investimento pensato da chi vuole avere una posizione garantita dallo Stato italiano

Destinatari dei buoni fruttiferi postali - Tutti gli italiani, sia gli investitori che i piccoli risparmiatori che vogliano avere un investimento sicuro e garantito.

Vantaggi dei buoni fruttiferi postali - Il rimborso dell’investimento di tutto l’investimento del risparmiatore nei Bfp è sempre garantito, insieme al rendimento al netto della tassazione. Esistono diversi tipi di buoni che differiscono per rendimento e durata, così da adattarsi alle svariate esigenze del compratore.

Dove comprare i buoni fruttiferi postali - È possibile acquistarli presto gli sportelli di Poste Italiane presso gli uffici postali: non esistono spese e commissioni all’atto dell’acquisto, ad eccezione delle spese fiscali.

Di seguito lo spot TV in onda qualche mese fa:

Investire in buoni fruttiferi postali nel 2017

Poste Italiane ha riportato l’attenzione degli italiani sui buoni fruttiferi postali attraverso una massiccia campagna di marketing. I buoni fruttiferi postali sono tornati sotto l’occhio dei piccoli risparmiatori anche grazie la mancanza di rendimenti su titoli considerati sicuri (titoli di Stato) un po’ in tutte le aree del mondo, Europa in primis.

Ma i buoni fruttiferi postali rappresentano una buona alternativa a bond e azioni nel 2017? Le politiche monetarie adottate dalle banche centrali, focalizzate in larga parte sulla spinta dei consumi, hanno fatto crollare i rendimenti offerti da bond sovrani rendendo sempre meno conveniente detenere liquidità sui conti in banca.

I risparmiatori vanno a caccia di rendimenti alternativi ma il contesto difficile dei mercati finanziari, su cui pesano i timori di vari eventi futuri e sulla scarsa crescita economica globale, complica gli acquisti sul mercato azionario. Per questo motivo in molti tornano a chiedersi quale sia il rendimento dai buoni fruttiferi postali, insieme alla ricerca di tutti quelli che sono i rischi e i principali vantaggi di investire nei buoni fruttiferi postali nel 2017.

Nel dettaglio, convengono i buoni fruttiferi postali 2017?
Ecco quale rendimento offrono e quali rischi e svantaggi si nascondono dietro tali strumenti. Infine, si potrà vedere come non tutte le tipologie di buoni fruttiferi postali sono convenienti.

Come investire?


Il funzionamento dei buoni fruttifero postali è piuttosto semplice: si versa una somma di denaro, sulla quale vengono maturati periodicamente degli interessi. Il detentore dei buoni fruttiferi di Poste Italiane può farsi restituire il capitale quando preferisce, tuttavia gli interessi in genere maturano dopo un periodo di tempo che va dai 6 ai 12 mesi dal giorno di sottoscrizione (ciò dipende dal tipo di buono fruttifero postale scelto).

Conviene investire, sono sicuri?

I buoni fruttiferi postali anche nel 2017 vengono considerati sicuri poiché lo Stato, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti (CDP), si fa da garante sull’investimento (i Bfp sono uno strumento collocato da Poste ma emesso dalla CDP).

I buoni fruttiferi postali, a differenza dei Buoni del Tesoro, non sono soggetti ad oscillazioni di mercato ed è per questo che quando si fa richiesta di rimborso, viene restituito l’intero capitale versato. Sui buoni fruttiferi non ci sono commissioni di gestione, si paga una quota di iscrizione di 50€.

Rendimento

I rendimenti dei buoni fruttiferi postali variano a seconda delle diverse tipologie in base alla durata dell’investimento e, dunque, ai parametri su cui si basano i rendimenti. I buoni di breve periodo hanno un rendimento nominale piuttosto basso (0,15%) che via via cresce a seconda della durata del buoni fruttiferi postali.

Come riportato sul sito di Cassa Depositi e Prestiti, le tipologie di buoni fruttiferi postali disponibili nel 2017 sono le seguenti:

  • BFP Ordinari (a tasso fisso a lunga durata)
  • BFP dedicati ai minori di età
  • Piano di Risparmio Piccoli e Buoni

I buoni fruttiferi postali ordinari ventennali (serie TF120A160218) hanno una durata massima di 20 a partire dalla sottoscrizione e concedono gli interessi dal 12° mese dalla sottoscrizione in poi.

Il rendimento del buono fruttifero ordinario è riportato nella seguente tabella.

Tassi nominali annui lordi (%)

AnnoTasso (%)AnnoTasso (%)AnnoTasso (%)AnnoTasso (%)
1 0,01 6 0,15 11 0,30 16 0,60
2 0,01 7 0,15 12 0,40 17 0,60
3 0,01 8 0,30 13 0,40 18 0,60
4 0,15 9 0,30 14 0,40 19 0,60
5 0,15 10 0,30 15 0,40 20 0,60

Buoni fruttiferi postali: calcolo rendimento


Per effettuare il calcolo dei rendimenti dei buoni fruttiferi postali che si posseggono già, Cassa Depositi e Prestiti ha reso disponibile un semplice indicatore all’indirizzo http://portalecdp.cassaddpp.it/cdp/Risparmiatori/Calcolorendimentibuonipostali/index.htm

Il rimborso

Come procedere per avere il rimborso dei buoni fruttiferi postali, anche nel caso di Bfp cointestati?
Con il termine “rimborso” facciamo riferimento alla conversione da buono fruttifero a contate. Per farlo è molto semplice: presso gli sportelli degli uffici di Poste Italiane occorre presentarsi con il buono intestato a proprio nome e un documento di identità.
Attenzione però: se ci si reca presso lo stesso ufficio postale che ha emesso il buono fruttifero postale, allora il rimborso del Bfp può avvenire immediatamente. Se, al contrario, si tratta di un ufficio postale diverso, allora possono essere necessari fino a 5 giorni di attesa e il risparmiatore è chiamato a recarsi presso lo sportello una seconda volta per incassare il valore del suo investimento.

Attraverso il rimborso il risparmiatore può decidere se ritirare il suo valore direttamente in contanti oppure versare la somma su un conto corrente postale, come il Libretto Smart, a patto che il suo nome risulti essere lo stesso dell’intestatario. Se invece si vuole il rimborso sul proprio conto corrente bancario, si procede tramite la compilazione di un assegno circolare auto-intestato.

Nel caso di buoni fruttiferi postali cointestati, bisogna fare attenzione alla presenza (o meno) della clausola CPFR (Con Pari Facoltà Rimborso): se presente, allora ogni intestatario ha il diritto e la possibilità di richiedere il rimborso in modo indipendente. Se invece è assente, è necessario che tutti gli intestatari si rechino all’ufficio postale per fare richiesta di rimborso.
Nel caso in cui l’intestatario sia defunto, è necessaria una pratica di successione che deleghi una persona terza in qualità di nuovo intestatario del buono fruttifero postale.

Pro e contro

I vantaggi dei dei buoni fruttiferi postali:

  • Non c’è rischio di mercato.
  • Il capitale viene sempre rimborsato in toto.
  • Non ci sono spese di commissione.
  • Per capitali inferiori ai 5.000€ non è presente l’imposta di bollo.
  • Alcuni Bfp presentano buoni rendimenti se confrontati con altri strumenti a basso rischio.


Gli svantaggi dei buoni fruttiferi postali:

  • Rischio emittente.
  • Non convenienti se basati sull’andamento di indici di Borsa.
  • Non tutti i Bfp sono convenienti, quindi attenzione a quale strumento si intende sottoscrivere.
  • Insieme ai Btp non convengono.
  • A parità di rischio emittente rendono meno dei Btp (anche se questi ultimi sono esposti anche al rischio mercato).

Tassazione


I buoni fruttiferi postali sono soggetti ad una tassazione favorevole: sui rendimenti annuali viene applicata una tassazione del 12,5% (contro il 26% sulle rendite finanziarie).

Le tipologie

Di seguito, tutte le tipologie di buoni fruttiferi postali il cui collocamento è momentaneamente sospeso:

Buoni fruttiferi postali a tasso fisso

breve durata:

  • BFP a 18 mesi
  • BFP a 18 mesi Plus
  • BFP a 2 anni Plus
  • BFP a 3 anni Plus
  • BFP a 3 anni Fedeltà
  • BFPImpresa
  • BFP RisparmiNuovi
  • BFP a 3 anni

lunga durata:

  • BFP7insieme
  • BFP3x4
  • BFP3x4Fedeltà
  • BFP3x4RisparmiNuovi
  • BFP4x4
  • BFP4x4Fedeltà
  • BFP4x4RisparmiNuovi


indicizzato:

  • BFP indicizzati all’inflazione italiana
  • BFP indicizzati a scadenza
  • BFPPremia
  • BFPEuropa

Buoni fruttiferi postali a tasso variabile

  • BFPRenditalia

Rendimento sicuro in avverse condizioni dei mercati

Anche nel 2017 potrebbero verificarsi forti turbolenze sui mercati finanziari che rendono gli investimenti sui titoli azionari molto più rischiosi, basta pensare alle numerose elezioni in programma in Europa quest’anno.
In un periodo di avversione al rischio, la possibilità di investire in strumenti più coperti dal rischio mercato desta interesse tra gli investitori. Questo è un altro motivo per cui i buoni fruttiferi postali 2017 rappresentano una buona opportunità di investimento-risparmio.


Visto il rendimento offerto dai buoni fruttiferi è più corretto parlare di risparmio che non di vero e proprio investimento. Un risparmio che in un periodo di incertezza dei mercati finanziari, dall’instabilità del sistema bancario (visto ciò che è accaduto con le banche fallite interessate dal decreto salva-banche) e di tutti i rischi che ne conseguono resta quindi una buona opportunità per far fruttare un minimo i propri risparmi.

Rischi e svantaggi

Quali sono gli aspetti negativi nell’investire i propri risparmi sui buoni fruttiferi postali? In primis il rischio emittente: se lo Stato Italiano dovesse fallire i Bfp diventerebbero carta straccia.

Il fallimento dello Stato è per ora abbastanza improbabile ma con il rallentamento economico globale, il rischio di recessione degli USA, e l’instabilità dell’Eurozona è un evento che non è così improbabile come poteva invece essere anni fa.

E se Poste non paga il rendimento?
Altro problema: le Poste sono entrate in causa con alcuni risparmiatori che avevano Bfp trentennali. Questo perché le Poste hanno erogato la metà degli interessi spettanti ai risparmiatori, cosa che si è ripetuta anche altre volte con risparmi di media durata come segnalato da alcune associazioni di consumatori.

Aggiornamento in merito alla questione: Buoni postali: rendimento garantito anche con serie modificata

Sconsigliato sottoscrivere insieme a Btp
Attenzione poi a sottoscrivere Btp e Bfp insieme: in questo modo non si sta diversificando correttamente il proprio risparmio poiché ci si espone doppiamente al rischio emittente. Inoltre, non tutti i Bfp sono convenienti solo quelli che pagano interessi fissi o variabili su base di parametri certi lo sono. I Bfp che remunerano in base all’andamento di indici di Borsa sono assolutamente sconvenienti.

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