Btp: niente panico dopo referendum, ci pensa Draghi. Focus su riunione BCE

Non è arrivato il tanto temuto sell-off sul mercato obbligazionario italiano all’indomani della vittoria del NO al referendum. Ora, massima attenzione alla riunione BCE.

Niente sell-off sui Btp, lo spred con il Bund viaggia in leggero allargamento ma senza grossi traumi. All’indomani del referendum costituzionale, il cui esito ha visto una forte maggioranza per il NO, ci si aspettava un crollo della Borsa che, al momento, non si è verificato.

Sul mercato obbligazionario, come si sapeva ormai da giorni, potrebbe essere intervenuta la BCE in modo da non far decollare gli spread con gli altri bond sovrani. Questa mattina, lo spread btp/bund ha toccato un massimo di 175 punti base mentre adesso scambia al di sotto di quota 168 punti.

A questo punto, l’attenzione si sposta all’importante riunione dell’8 dicembre della BCE nella quale le principali case d’affari si aspettano quanto meno un allungamento della scadenza del piano di Quantitative Easing.

Btp: niente panico dopo l’esito del referendum costituzionale

Niente panico sul mercato obbligazionario europeo ed in particolare quello italiano. Il referendum costituzionale non ha riservato sorprese, con gli italiani che hanno votato con decisione contro la riforma proposta dal governo Renzi. La paura maggiore delle case d’affari era che, in caso di vittoria pesante del NO al referendum, il premier si sarebbe dimesso lasciando così il Paese in una crisi di governo.

Evento che si è verificato, con l’Europa che ora tiene l’Italia osservata speciale. Intanto, non c’è stato il forte sell-off atteso sul mercato obbligazionario italiano: lo spread btp/bund, pur avanzando, è rimasto su livelli contenuti. La BCE potrebbe aver effettivamente dirottato temporaneamente il Quantitative Easing sui bond italiani, in modo da non far decollare gli spread.

Tuttavia, la mossa della banca centrale è solo temporanea dato che il QE non è stato progettato per evitare crisi finanziarie dei membri dell’Eurozona. A questo punto, il focus si sposta su due fattori.

Btp: focus ora su riunione BCE e aumenti di capitale Ucg e Montepaschi

Il primo riguarda gli aumenti di capitale di Montepaschi ed Unicredit che, almeno secondo gli analisti, con la vittoria del NO avrebbero maggiori ostacoli.

Il secondo, nel breve forse più importante, è la riunione della BCE dell’8 dicembre. Le attese per la riunione del board della banca centrale sono per un’estensione del programma di Quantitative Easing, in scadenza nel marzo 2017.

Fidelity: debolezze su bond periferici sono opportunità di acquisto

Fidelity International ritiene che Draghi amplierà il programma per almeno altri 6 mesi. Il sostegno continuo della BCE ai titoli di Stato del Vecchio Continente, prosegue la casa d’affari, limita il possibile ampliamento dello spread dei Btp mentre una posizione meno da “falco” potrebbe essere assunta dal board dell’EuroTower con l’incertezza dei mercati finanziari.

Per questo motivo gli esperti di Fidelity ritengono che eventuali tensioni sui titoli di Stato dei Paesi periferici possono rappresentare un’opportunità di acquisto.

MPS Capital Services: riunione BCE evento più importante per Btp

Per gli analisti di MPS Capital Services, la reazione di oggi dei mercati è dovuta a vari fattori. Il primo è l’interventismo della BCE in questi ultimi giorni sui bond periferici mentre il secondo è che gli operatori di Borsa si attendevano già un esito negativo del referendum anche se con proporzioni minori.

Gli esperti della casa italiana ritengono quindi che l’evento della settimana, in assenza di novità politiche in Italia, sia rappresentato dalla riunione della BCE dell’8 dicembre.

Btp: attenzione a decisioni BCE, possibili aperture a tapering?

Come si evince dall’analisi delle case d’affari, quindi, possiamo attenderci una bassa volatitlià sui Btp almeno fino alla riunione della BCE. Non è del tutto chiaro cosa accadrà in quella sede, dato che nelle ultime settimane sono circolate voci di tapering.

Effettivamente, se da un lato l’instabilità politica in Italia può convincere la BCE a mostrarsi meno aggressiva, dall’altro lato non si possono ignorare le aspettative di inflazione che dovrebbero migliorare con la ripresa delle quotazioni del petrolio.

In occasione del board, quindi, la BCE probabilmente estenderà il QE ma potrebbe di converso segnalare l’apertura, non immediata, del tapering. Se ciò si verificasse, difficilmente i titoli periferici dell’Eurozona prenderebbero tale decisione con entusiasmo. Massima attenzione quindi all’8 dicembre.

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