Btp e Bund, perché Italia e Germania sono due mercati agli antipodi sui titoli di Stato?

Alberto De Pasquale

03/03/2025

I Btp attraggono principalmente gli investitori nazionali, mentre i Bund hanno maggiore appeal tra quelli esteri. Quali sono pro e contro?

Btp e Bund, perché Italia e Germania sono due mercati agli antipodi sui titoli di Stato?

Un mercato sostanzialmente “nazionale” e legato alla negoziazione regolamentata per l’Italia e uno “decentralizzato” e senza dubbio più aperto verso l’esterno, data la più elevata quota di investitori stranieri, per la Germania. In fatto di titoli di Stato, le differenze tra Roma e Berlino sono sostanziali.

Ma secondo un’analisi congiunta di Banca d’Italia e Bundesbank entrambi, a proprio modo, hanno dimostrato di essere solidi anche durante i periodi più turbolenti affrontati negli ultimi anni.

Per le loro caratteristiche principali, ciascuno ha dei punti forti ma anche il classico rovescio della medaglia. Nel caso italiano, l’alta presenza di investitori nazionali favorisce la stabilità, però aumenta naturalmente un’eccessiva interconnessione economica interna. In quello tedesco, la diversificazione degli investitori esteri favorisce la domanda, ma allo stesso tempo può portare a troppa volatilità in caso di crisi internazionale.

Per farla breve, i Btp sono sostanzialmente in mani italiane, a differenza dei Bund tedeschi, che risultano essere detenuti soprattutto da investitori stranieri. L’assetto italiano è più prudente, ma anche meno dinamico; quello tedesco è più aperto, ma i rischi non mancano.

Chi detiene i titoli di Stato in Italia e in Germania?

Come riportato nello studio, a fine 2023 i titoli di Stato tedeschi erano detenuti al 77% da investitori esteri, in particolare cinesi, statunitensi e britannici, nonché da fondi di investimento, anche con sede nell’Eurozona. Al contrario, nello stesso momento, il 60% dei titoli di Stato italiani era nelle mani di investitori nazionali (banche, famiglie e assicuratori). Una differenza profonda, che parte già dalle modalità con cui i titoli di Stato italiani e tedeschi vengono negoziati.

In Germania i Bund sono negoziati principalmente Over-the-Counter, ossia mediante contratti conclusi con una negoziazione diretta tra le parti e al di fuori del mercato borsistico ufficiale. Per l’Italia prevale invece la negoziazione su piattaforme elettroniche regolamentate, principalmente da parte di investitori domestici che operano con strategie “buy & hold”, ossia basate sull’acquisto e il mantenimento di un portafoglio stabile per lunghi periodi. Queste differenze influiscono notevolmente sulla stabilità e la volatilità dei due mercati. I titoli italiani sono meno attrattivi di quelli tedeschi; in compenso il mercato è meno dipendente dall’estero. Da segnalare è che l’Italia è tra i paesi dell’Eurozona con la minor quota di debito pubblico in mani straniere.

A che punto è lo spread Btp-Bund?

I titoli di Stato consentono ai governi di ottenere denaro in prestito e le nazioni percepite dagli investitori come più solide e autorevoli riescono a ripagare le risorse ricevute a tassi relativamente più bassi. Per lungo tempo la Germania è stato considerato il paese Ue più sicuro: non a caso, come noto, quando si parla di spread, si fa automaticamente riferimento alla differenza tra il rendimento dei titoli di Stato italiani e quello dei titoli tedeschi. Nel novembre del 2011 il differenziale toccò il record assoluto, di ben 575 punti base, mentre oggi è molto più basso, a poco più di circa cento punti base.

Ma attualmente la Germania, anche a causa dei problemi economici interni che ha attraversato dal 2023 in avanti, non è più considerato così sicuro come un tempo: da settembre 2024 lo spread tra i titoli di Stato della Danimarca e quelli tedeschi risulta stabilmente negativo, ossia il debito tedesco oggi è percepito come più rischioso di quello danese.