Brexit: settimana decisiva per Cameron e UE. Bruxelles: “Rischio reale”

Il rischio di una Brexit è reale, afferma Donald Tusk. Sui sondaggi politici aumenta il sostegno per l’uscita dall’Unione Europea.

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk è impegnato in una serie di incontri in questa settimana alla ricerca di sostegno per l’accordo con David Cameron, primo ministro inglese, sul progetto di rinegoziazione dell’adesione della Gran Bretagna all’Unione Europea. La mancanza di un punto comune potrebbe aprire le strade alla temuta Brexit.

Dopo averne discusso a Parigi e a Bucarest - e aver tenuto una telefonata con il Primo Ministro inglese - Tusk ha ammesso che l’UE sta affrontando un «momento critico» per il suo futuro, facendo riferimento alle conseguenze dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione.
Parlando nella capitale rumena, Tusk ha detto:

“Ho una sola riflessione politica: è un momento critico. [...]
E’ giunto il momento di ascoltare le richieste degli altri più che le nostre. [...]
Il rischio di una rottura è reale perché questo processo è davvero molto fragile. [...]
Maneggiare con cura. Ciò che è rotto non può essere riparato.”

Il pacchetto di riforme del primo ministro Cameron, comprese le proposte per limitare i benefici dei migranti nell’UE e il potere di Bruxelles sul Parlamento del Regno Unito, non manca di critiche provenienti direttamente dal Parlamento, con la proposta di Cameron che è accusata essere «patetica» e «pappa annacquata».
Tuttavia, il Primo Ministro sembra stare riuscendo a convincere gli elettori britannici con i suoi risultati per la rinegoziazione del rapporto tra la Gran Bretagna e l’UE.

Leggi anche: Brexit: cosa succede se il Regno Unito lascia l’UE?

Sondaggi politici: al popolo piace la Brexit

Un nuovo sondaggio mostra un calo del supporto circa la permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea e un aumento del supporto per una Brexit.
Lo studio ITV News/ComRes ha rivelato il 49 per cento dei cittadini britannici voterebbe per rimanere nell’UE se il referendum si svolgesse domani, contro il 41 per cento che voterebbe per una Brexit.

Questo significa che il fronte legato al Regno Uniti nell’UE è sceso del 18 per cento; l’ultimo sondaggio del ComRes a gennaio aveva rivelato che i cittadini a voler rimanere nell’UE fossero il 54 per cento, rispetto al 36 per cento a favore della Brexit.

Il sondaggio di ieri sera suggerisce che il 42 per cento degli intervistati potrebbe ancora cambiare idea prima del referendum, che con probabilità si terrà il 23 giugno, e che il problema immigrazione nella Gran Bretagna è la questione più importante per gli elettori, seguita dal controllo sulle legiferazioni del Paese.

Tusk andrà in Grecia, in Repubblica Ceca e in Germania prima del vertice del Consiglio europeo di giovedì, mentre continua con il tentativo di ricevere sostegno sull’accordo con Cameron.

Il primo ministro, che ha visitato Parigi per incontrare il presidente Francois Hollande ieri, ha in programma di incontrare il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, insieme agli europarlamentari.

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