Brexit, si decide tutto domenica: no-deal inevitabile?

Riccardo Lozzi

10 Dicembre 2020 - 09:53

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Entro domenica si saprà se ci sarà un accordo tra UE e UK sulla Brexit o se si arriverà al no-deal. La notizia dopo l’incontro tra Boris Johnson e Ursula von der Leyen.

Brexit, si decide tutto domenica: no-deal inevitabile?

Dopo l’incontro di ieri sera tra Ursula von der Leyen e Boris Johnson è stata comunicata la notizia che una decisione definitiva sulla Brexit sarà presa entro domenica, giorno in cui si saprà se si è arrivati a un’intesa o il no-deal sarà ormai inevitabile.

Per riuscire a trovare l’accordo tra UE e UK quindi, dopo mesi di trattative, manca ormai solo una manciata di ore.

La cena tra i due leader politici ha dato vita a un vertice definito dallo staff di Johnson come “franco”, mentre von der Leyen ha twittato parlando di conversazione “vivace”.

Due termini che nella traduzione dal linguaggio diplomatico possono essere utilizzati per definire una discussione quantomeno molto accesa, ma che comunque non escludono ancora del tutto la possibilità di siglare un’intesa, anche se questa risulta ormai appesa a un filo.

Brexit, si decide tutto entro domenica

Boris Johnson ha dichiarato durante il summit di non essere disposto a legare il futuro del Regno Unito a quello dell’Unione Europea sottoscrivendo la “evolution clause”.

Una clausola che permetterebbe di istituire un meccanismo che armonizzi gli standard di produzione per non concedere all’altro un vantaggio competitivo.

La cancelliera tedesca e presidente di turno del Consiglio europeo Angela Merkel, al contrario, ha affermato nel suo intervento alla Bundestag di ieri, come senza la sottoscrizione di questa condizione i Paesi membri siano pronti ad affrontare il no-deal.

No-deal inevitabile?

Intanto, oggi si tiene il Consiglio europeo in cui i capi di Stato e di Governo del blocco comunitario si concentreranno sul Recovery Fund e la riforma del MES, ma durante il quale sono attese anche le comunicazioni della von der Leyen su quanto detto ieri sera con il primo ministro britannico.

Alla Camera dei Comuni, Boris Johnson aveva attaccato l’UE sostenendo come avesse posto delle condizioni che nessun capo di Governo avrebbe mai potuto accettare.

Non solo la “evolution clause”, che costringerebbe il Regno Unito a seguire l’Unione sulle nuove norme approvate, ma anche la perdita di sovranità di pesca nelle proprie acque.

Accordo sui confini tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord

Al momento quindi sembra che le due parti abbiano imboccato un vicolo cieco, con ognuna delle due che chiede all’altra di cedere qualcosa per arrivare a un accordo.

In caso gli sforzi diplomatici non portassero alla firma di un negoziato commerciale ci sarebbero gravi conseguenze economiche sia per l’Unione Europea che per il Regno Unito, con quest’ultimo che potrebbe subire le perdite più pesanti.

Una nota positiva riguarda però il raggiungimento di un patto sulla spinosa questione tra la Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord, cui confini subiranno controlli meno approfonditi per quanto riguarda la circolazione delle merci e delle persone, in modo da non alimentare le storiche tensioni nel territorio.

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