Brexit, il Regno Unito fronteggia il più alto rischio di recessione dal 2007

Elisabetta Scuncio Carnevale

15 Luglio 2019 - 18:36

Brexit e debolezza economica globale, aumenta la minaccia di recessione per la Gran Bretagna

Brexit, il Regno Unito fronteggia il più alto rischio di recessione dal 2007

Il Regno Unito starebbe affrontando il più alto rischio di recessione a partire dal 2007. A gravare sulla salute economica della nazione sarebbe l’incertezza causata dalla Brexit, a cui si affianca anche il rallentamento economico globale. Ad affermarlo è un nuovo allarmante studio del think tank Resolution Foundation, che analizza i rendimenti dei titoli di stato.

Resolution Foundation suggerisce

“piani urgenti per mitigare l’impatto della prossima recessione”,

che potrebbe portare a danni significativi e duraturi.

Brexit, sulla Gran Bretagna incombe il più alto rischio di recessione

Una forte minaccia di recessione grava sulla Gran Bretagna. A dirlo è l’indicatore “rischio di recessione” della Resolution Foundation, che utilizza i rendimenti dei titoli di stato per la sua valutazione. Secondo lo studio, pubblicato dal think tank, il rischio che la Gran Bretagna sta fronteggiando è il più alto dal 2007.

A giugno, i produttori inglesi hanno registrato il peggior mese da oltre sei anni e il debito al consumo è aumentato al suo ritmo più lento dal 2014, per questo gli analisti lanciano l’allarme e non escludono una contrazione dell’economia. Il mese scorso poi, la Banca d’Inghilterra ha ridotto a zero le previsioni di crescita economica nel secondo trimestre.

Le ultime cinque recessioni, ricordano nel rapporto, sono costate a ogni famiglia circa 2.500 sterline, con un vertiginoso aumento della disoccupazione. Ad aggravare la situazione, ci sarebbe anche il fatto che la Banca d’Inghilterra ha già utilizzato molti degli strumenti volti a frenare le recessioni future.

Durante l’ultimo episodio del 2008, i tassi di interesse nel Regno Unito furono gradatamente ridotti dal 5,75% allo 0,5%, il quantitative easing (QE) fu portato a 375 miliardi di sterline e l’IVA fu ridotta al 15%.

“In vista della prossima - potenzialmente imminente - recessione, è chiaro che i responsabili politici del Regno Unito non hanno lo stesso margine di manovra di prima della crisi finanziaria globale”,

spiega l’analista James Smith nella relazione.

I tassi di interesse sono già a livelli storicamente bassi e il QE probabilmente non avrà lo stesso effetto del passato, per questo - a detta degli analisti - è necessario attuare con urgenza un nuovo piano in grado di fronteggiare una recessione senza che questa si aggravi.

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La politica macroeconomica dunque gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione ed è ancora più importante la sua azione per limitare i danni.

“Se la politica monetaria non è in grado di svolgere il proprio ruolo di stabilizzazione a causa dell’effettivo limite inferiore dei tassi di interesse, una recessione potrebbe essere molto più dannosa”,

avvertono da Resolution Foundation.

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