Brexit a rischio, May: potrebbe saltare

Theresa May tuona: la Brexit salterà se non ci sarà un accordo di divorzio. Di nuovo caos a Londra

Brexit a rischio, May: potrebbe saltare

La Brexit non ci sarà se il Regno Unito non troverà un accordo di divorzio.

A gettare benzina sul fuoco delle speculazioni è stata nientemeno che Theresa May, alle prese con un divorzio sempre più complicato e con negoziati ancora in alto mare.

Il Primo Ministro britannico è tornato sulla necessità di trovare un’intesa con l’opposizione laburista di Jeremy Corbyn nonostante le profonde differenze tra i due partiti. Ad oggi, l’obiettivo primario del Regno Unito è la Brexit e il Parlamento dovrà cercare a tutti i costi di far fede al risultato del referendum del 2016.

“La scelta che abbiamo di fronte è la seguente: lasciare l’Unione europea con un accordo o non lasciarla affatto”,

ha tuonato la May nella giornata di ieri.

La Brexit è a rischio?

Durante il fine settimana, Theresa May ha difeso a spada tratta la sua decisione di lavorare con il leader del partito di opposizione laburista per contribuire a redigere un nuovo accordo sulla Brexit. Nonostante le differenze, ha ricordato la May, senza il sostegno di Corbyn il Regno Unito potrebbe non lasciare mai l’Ue.

I colloqui tra i due politici, però, sono sembrati bloccati. Nel weekend non ci sono stati incontri e nessun nuovo meeting è stato programmato per l’inizio della settimana. Il Primo Ministro, però, ha teso un ramo d’ulivo all’opposizione:

“Non sono d’accordo su molte cose con i laburisti, ma penso che sulla Brexit e sulla libertà di movimento, sul garantirci un buon accordo, sulla sicurezza e sull’occupazione, abbiamo qualche punto di intesa. Questo significa accettare compromessi da entrambe le parti, ma credo che portare a termine la Brexit sia la cosa migliore per noi”.

L’accordo di divorzio trovato sul finire del 2018 è stato già bocciato tre volte ed è probabile che non vedrà mai la luce, come confermato dalla stessa May. Se da un lato il Parlamento ha bocciato l’intesa, dall’altro ha altresì votato per evitare ufficialmente lo scenario del no-deal.

Questo significa che, senza un accordo di divorzio, l’unica opzione sarà quella di abolire la Brexit?

“La gente ha votato per lasciare l’Ue, abbiamo il dovere come Parlamento di tradurre in realtà la loro scelta. Io voglio farlo nel modo giusto, che non disgreghi la vita delle persone. Ed è a questo che il governo sta lavorando”,

ha comunque specificato la premier.

Anche l’opzione rinvio, quella considerata più probabile, non è stata esentata dalle critiche. Mentre la May ha chiesto un’estensione dei termini al 30 giugno, l’Ue ha messo sul piatto una proroga lunga e flessibile: quest’ultima eventualità farebbe slittare la Brexit al 2020.

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