Brexit: May chiede più tempo, ipotesi no deal si riavvicina

Theresa May chiede più tempo sulla Brexit ad un mese e mezzo dal termine ultimo di divorzio: si fa spazio ipotesi no deal

Brexit: May chiede più tempo, ipotesi no deal si riavvicina

Theresa May ha chiesto più tempo sulla Brexit.

Le sue parole sono state interpretate dai più scettici come un vero e proprio grido d’aiuto da parte di chi, a circa un mese e mezzo dal divorzio, non ha ancora idea di come risolvere la situazione.

La richiesta della May ha avuto un impatto anche sui mercati finanziari, con il FTSE 100 che ha faticato oggi a stare al passo con le sue colleghe europee. La dilatazione dei tempi ha riavvicinato minacciosamente l’ipotesi di una Brexit no deal.

Brexit fa discutere: a che punto siamo

A dicembre scorso i negoziatori di Regno Unito e Unione europea hanno trovato l’agognato accordo sulla Brexit che non è stato però accettato dal Parlamento britannico.

Le discussioni si sono incentrate su uno dei temi più caldi, ossia quello del confine irlandese, il cosiddetto nodo backstop.

La decisione dei parlamentari britannici ha aperto le porte ad una nuova fase di profonda incertezza per il Regno Unito e per Theresa May, tornata a Bruxelles per una nuova fase di negoziati sulla Brexit.

La posizione dell’Europa, però, è stata chiara e in molti hanno espresso scetticismo sulla reale possibilità di trovare un’intesa vincente. Tutto ciò non ha fatto altro che riavvicinare lo spettro del no-deal.

“Giorni all’uscita dall’Ue: 45. Accordi alternativi: zero. Accordi commerciali raggiunti la settimana scorsa: 2 (Isole Faroe e Svizzera). Accordi commerciali di cui il Regno Unito ha bisogno prima dell’uscita: 78 (compreso quello con i 27 dell’Ue),”

ha twittato il deputato laburista Andrew Adonis.

Eppure, in un clima di dilagante incertezza, la May sembra tenere duro. Dopo aver chiesto ai parlamentari più tempo, il premier ha assicurato che la Brexit sarà portata a compimento entro il 29 marzo prossimo.

Per Jeremy Corbyn, però, questa è soltanto una strategia: a sua detta la May ritarderà così tanto le operazioni da non avere più tempo per scegliere e da essere costretta con tutto il Parlamento a votare per mancanza di alternative valide. A meno di due mesi dalla Brexit, insomma, nessuno sa ancora che cosa accadrà al Regno Unito.

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