Brasile: recessione e corruzione anche senza la Rousseff. Giochi Olimpici a rischio?

Il Brasile annega fra instabilità politica, corruzione, scandali e una recessione economica sempre più dura. Il tutto a due mesi dai Giochi Olimpici.

Niente da fare per il Brasile: la crisi economica che lo attanaglia sembra non voler lasciare il passo a tempi migliori, neanche in previsione dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro.

Il Brasile, che era già in piena crisi politica, sta sprofondando giorno dopo giorno in una dura recessione economica.

Secondo i dati governativi rilasciati mercoledì, la più grande economia dell’America Latina ha registrato una decrescita del 5.4% nel primo trimestre del 2016, meglio delle attese degli analisti per un risultato al -6.0%.

Brasile: PIL crolla ma meno delle attese

Proprio il mese scorso la Presidente Dilma Rousseff è stata sospesa dal suo ruolo di Presidente dopo che il Congresso brasiliano ha votato a favore della procedura di impeachment - messa in stato d’accusa con l’obiettivo di destituire il soggetto dalla carica ricoperta.

L’aumento della spesa pubblica per far rialzare il PIL da parte della Rousseff ha rappresentato l’ultimo estremo tentativo di conquistare l’appoggio dell’opinione pubblica in piena campagna elettorale per il suo secondo mandato, ma il progetto non ha funzionato.

Svelato poi il tentativo di celare la crescita del debito pubblico, la Rousseff è stata sospesa e il vicepresidente Michel Temer, ha preso il suo posto come Presidente ad interim.

Il dato sul PIL del Brasile arriva a 64 giorni dai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, mentre il Paese è già immerso in una fase di grande instabilità.

Brasile: pesa ancora l’alta corruzione

Anche per Temer però le prospettive si sono rivelate sin da subito tutt’altro che rosee.

In tre settimane di lavoro, due dei suoi ministri hanno rassegnato le dimissioni per accuse di corruzione.

Domenica, ad esempio, alcune registrazioni telefoniche trapelate hanno portato alla luce come il nuovo Ministro della Trasparenza (designato per combattere la corruzione) stesse fornendo indicazioni e avvertimenti ad un senatore con l’obiettivo di schivare un’inchiesta anti corruzione.

Il Ministro in causa, Fabiano Silveira, ha rassegnato le sue dimissioni lunedì.

Il Ministro della pianificazione Romer Juca, invece, si è dimesso la settimana scorsa quando altre registrazioni hanno portato alla luce il suo tentativo di ostacolare un’indagine federale.

La recessione alimenta la crisi politica e viceversa: una spirale di sofferenza per il Paese.

Recessione: il Brasile mai così male dagli anni ’30

"Il crollo dei contributi all’attività economica rivela ancora una volta un’estrema debolezza nei punti strategici dell’economia”

ha detto Neil Shearing, capo economista dei mercati emergenti alla Capital Economics, una società di ricerca.

Gli esperti dal canto loro hanno previsto per l’economia del Brasile una contrazione ancora maggiore di quella già avvenuta, mentre valutazioni simili sono state effettuate anche dalla Banca Centrale del Brasile la quale ha stimato a marzo che l’economia si contrarrà del 3.5% per tutto il 2016.

Lo scorso anno, invece, l’economia si era contratta del 3.8%.

Il Paese si trova in una lunga fase di recessione così come non si verificava dagli anni Trenta del Novecento.

L’inflazione è salita, la fiducia dei consumatori è crollata e l’enorme scandalo di corruzione che ha coinvolto il gigante petrolifero Petrobras (avente ad oggetto appalti, deviazioni illecite di fondi pubblici e scambi di tangenti) continua ad inghiottire i funzionari pubblici a due anni dal suo scoppio.

La recessione del Brasile ha visto la luce all’inizio del 2015, quando i prezzi delle materie prime (che sono il suo primario fattore di crescita) sono crollati e lo scandalo di corruzione della compagnia petrolifera statale Petrobras ha risucchiato politici di qualsiasi parte e anche molti imprenditori.

I prezzi delle materie prime rimangono bassi poiché la Cina, grande importatrice di materie prime (verso la quale il Brasile ha accresciuto la sua dipendenza come partner commerciale), si trova ancora nel bel mezzo di un rallentamento.

Martedì, funzionari governativi hanno annunciato che la disoccupazione brasiliana è salita fino all’11.2% nel periodo compreso tra aprile e febbraio.
Ci sono 11.4 milioni di disoccupati brasiliani, quasi il 20% rispetto ad un anno fa.

Giochi Olimpici di Rio a rischio?

La crisi politica, la recessione, il virus Zika, sono tutti fattori che assieme hanno sollevato preoccupazioni circa la capacità di Rio di ospitare i Giochi Olimpici.

Fino ad ora, i funzionari olimpici hanno comunicato che le infrastrutture sono quasi tutte pronte ed hanno altresì espresso ottimismo circa il successo che avranno i Giochi Olimpici.

Tuttavia, a Rio, la crisi politica oscurerà qualsiasi aria di festeggiamento.

Fonte: CNNMoney

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