La crisi economica del Brasile sembra non avere più fine: è la peggiore recessione dagli anni ’30 del secolo scorso
La parabola discendente del Brasile continua a stupire in negativo sia gli investitori che gli analisti finanziari, che fino a pochi anni fa erano pronti a scommettere forte sul proseguimento del boom economico del gigante sudamericano. Negli ultimi tre anni le cose sono improvvisamente cambiate e l’economia carioca si è infilata in un tunnel così profondo, tanto da non riuscire più a vedere la luce. Il paese continua a mostrare una pesante recessione, da considerarsi la più forte dagli anni ‘30 del Novecento. Non va a rotoli solo l’economia, ma anche la finanza e la politica.
Oltre alla sopra citata recessione, bisogna ricordare che la disoccupazione è in costante aumento tanto da essere raddoppiata nel giro di un anno. Il tasso di inflazione si aggira intorno al 10%, con punte in estate oltre il 15%. Il Banco do Brasil ha portato il tasso Selic al 14,25% e minacciato un’ulteriore stretta monetaria, nonostante la recessione in corso. Sul fronte dei conti pubblici il 2015 dovrebbe chiudersi con un disavanzo di bilancio dello 0,8% anziché con un avanzo primario dello 0,15% previsto in precedenza dal governo.
Da un punto di vista finanziario gli asset denominati in real continuano a soffrire il rischio paese, il basso rating sovrano (declassato di recente al livello “spazzatura”) e le aspettative di elevata inflazione nel medio termine. I bond governativi brasiliani con scadenza decennale rendono ormai stabilmente più del 15%. Va male anche la borsa di San Paolo, dove l’indice azionario Bovespa perde il 15% circa su un orizzonte temporale di un anno. Sul fronte valutario il real brasiliano è in lieve recupero, dopo aver toccato il minimo di sempre contro il dollaro sul finire di settembre scorso. Il cambio Dollaro/Real ha guadagnato più del 50% in un anno, mentre Euro/Real più del 30%.
Sul fronte politico, invece, continua a tenere banco la richiesta di impeachment per la presidente Dilma Rousseff, implicata nello scandalo corruzione della Petrobras. La Rousseff è sempre meno popolare, a causa delle severe misure di austerità imposte al paese per riequilibrare le finanze pubbliche. Eventuali dimissioni dell’attuale presidente e l’avvio di nuove elezioni non dovrebbero comunque cambiare più di tanto il panorama politico brasiliano, che al momento risulta molto frastagliato e potenzialmente non in grado di garantire una maggioranza significativa anche in capo all’attuale opposizione.