Borse caute: ottimismo su PIL e dati Cina, pesa l’attesa per riunione sul petrolio a Doha

Borse asiatiche poco mosse, pesa l’attesa per la riunione sulla produzione di petrolio a Doha. PIL Cina secondo le attese, migliorano gli altri dati macro.

Le borse asiatiche rimangono poco mosse nella sessione di venerdì: la cautela in attesa della riunione di domenica tra i maggiori produttori mondiali di petrolio incide sulla propensione al rischio, nonostante l’ottimismo dai dati della Cina su crescita e industria secondo le attese.

In Cina la crescita economica segnalata dal PIL è la più lenta del 2009 ma l’aumento di nuovi prestiti sembra stia dando la giusta spinta al settore industriale, agli investimenti e alla spesa dei consumatori nella seconda economia più grande al mondo.

Buone notizie nel breve termine, ammettono gli economisti, ma rimangono le paure di un ritorno dei tempi della crisi finanziaria, quando Pechino sosteneva artificialmente la sua economia attraverso un importante piano di stimolo.

I dati ufficiali pubblicati sul Calendario Economico di venerdì hanno mostrato il Prodotto Interno Lordo della Cina a +6.7% a/a nel primo trimestre 2016, in ribasso dal 6.8% del quarto trimestre 2015 - come da attese degli analisti.

Tuttavia, altri indicatori hanno mostrato i nuovi prestiti, le vendite al dettaglio, la produzione industriale e gli investimenti in fixed asset al di sopra del consensus degli analisti.

Asia: borse poco mosse, ottimismo su dati Cina

Il Nikkei ha chiuso in ribasso dello 0.37%.
Shanghai ha chiuso invariata, l’Hang Seng di Hong Kong rimane poco mosso attorno lo 0%, il CSI 300 è in lieve rialzo.

I dati sul PIL della Cina hanno mostrato che l’economia è cresciuta del 6.7% nel primo trimestre rispetto ad un anno fa e, sebbene questo ritmo sia il più lento dal 2009, ha incontrato le attese degli analisti - dando un ulteriore segnale che il rallentamento del gigante cinese potrebbe aver raggiunto il suo picco massimo e che la Cina sia pronta per la ripresa.

«Tutta questa ossessione di un ‘atterraggio duro’ della Cina credo sia un po’ troppo. I dati macro cinesi stanno mostrando dei segni di stabilizzazione, compresi i dati recenti sugli indici PMI, così come gli ultimi dati sulla produzione industriale e le vendite al dettaglio»,

ha detto Suan Teck Kin , economista presso la United Overseas Bank di Singapore.

L’indice MSCI Asia-Pacifico è in lieve rialzo dello 0,1%, in rialzo di circa il 3,6% nella settimana, durante la quale ha colpito i massimi di cinque mesi. Aiuta il ritorno dei un leggero ottimismo sull’economia cinese e il recente aumento del prezzo del petrolio.

A livello mondo, i mercati azionari hanno viaggiato in territorio positivo nella settimana; lo S&P 500 ha raggiunto i massimi del 2016 durante la notte, molto vicino ai massimi raggiunti lo scorso anno.

Il prezzo del petrolio è in ribasso dagli ultimi massimi sulla preoccupazione che l’incontro tra i principali produttori al mondo possa non portare ad un congelamento dei livelli di output.

Il petrolio WTI è in rialzo di 6 centesimi a $41,56 al barile, sotto ai massimi del 2016 a $42 raggiunti a metà settimana, quando le speranze di mercato in un accordo tra i produttori a Doha erano molto più alte. Il Brent è in rialzo di 5 centesimi a $43,89.

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