Borse: Nikkei in rialzo, Abe vince le elezioni. Abenomics verso il potenziamento

Flavia Provenzani

11/07/2016

Borse asiatiche in rialzo, gran chiusura per il Nikkei con la vittoria per un soffio di Abe. Analisti prevedono una nuova spinta all’Abenomics.

Borse: Nikkei in rialzo, Abe vince le elezioni. Abenomics verso il potenziamento

Borse asiatiche in rialzo nella sessione di lunedì, spinte dai risultati elettorali in Giappone e in Australia e dall’ottimismo sul report dei Non Farm payrolls negli Stati Uniti che porta la Federal Reserve più vicina al prossimo rialzo dei tassi di interesse.

Il giapponese Nikkei ha chiuso in rialzo del +3.98% nonostante lo yen rimanga super forte contro le valute principali nel Forex. Il cambio dollaro-yen viaggia intorno quota 101.10.

Alle elezioni in Giappone domenica, la coalizione di governo del primo ministro Shinzo Abe ha vinto di misura, uno sviluppo che analisti sperano metterà più coraggio al governo per spingere la realizzazione dei punti presenti sulla sua agenda economica, soprannominato l’Abenomics.

«È probabile che venga attuato un programma di stimolo economico su larga scala, della dimensione di almeno 10 trilioni di yen (2 per cento del prodotto interno lordo del paese) per riavviare l’Abenomics»,

scrive Societe Generale in una sua nota di oggi.

«Alcune delle misure da inserire nel pacchetto saranno le politiche per ridurre le disuguaglianze economiche tra i cittadini e nelle regioni del Giappone».

La vittoria alle elezioni, sebbene di misura, rafforzerà la presa di Abe sul partito conservatore che ha portato al potere nel 2012 promettendo di riavviare l’economia con una politica monetaria ultra accomodante, la spesa fiscale e le riforme.

In Australia l’ASX 200 è salito dell’1,76 per cento, sostenuto dalla corsa delle banche - ANZ sale del 3,2 per cento, dollaro australiano corre contro il dollaro USA a $0,7542.

Domenica, il primo ministro australiano Malcolm Turnbull ha annunciato che la vittoria della sua coalizione di governo è estremamente vicina, anche se il conteggio dei voti prosegue ancora oggi, a più di una settimana dallo svolgimento delle elezioni.

Venerdì scorso il report dei Non Farm payrolls negli Stati Uniti ha mostrato 287.000 nuovi posti di lavoro aggiunti all’economia nel mese di giugno, contro i 175.000 attesi dagli economisti. Il tasso di disoccupazione è salito dello 0,1 per cento al 4,9 per cento.

Nonostante il risultato al di sopra delle attese, gli analisti non credono che questo sia sufficiente a spingere la Federal Reserve ad alzare i tassi di interesse, almeno non nel brevissimo termine.

Kathy Lien, direttore della strategia FX presso la BK Asset Management, ha scritto in una nota di venerdì che i Forex trader non sono rimasti convinti dal numero di posti di lavoro migliori del previsto a giugno soprattutto a causa della revisione al ribasso del risultato già debole di maggio, da 38.000 a 11.000 unità.

«Non c’è possibilità per un rialzo dei tassi prima della fine dell’anno»,

ha detto Lien, aggiungendo che i rischi generati dalla Brexit , i dati sulle vendite al dettaglio in programma sul Calendario Economico, i dati sulla bilancia commerciale e sul PIL della Cina causeranno un’altra settimana volatile per il biglietto verde.