Intesa Sanpaolo: domani è il gran giorno della trimestrale. Ecco le stime aggiornate

La stagione delle trimestrali domani entrerà nel vivo con i conti di Intesa Sanpaolo. Il margine di intermediazione è visto stabile mentre l’utile netto dovrebbe segnare un +20%. Oggi a muovere il titolo è la bocciatura di GS.

Intesa Sanpaolo: domani è il gran giorno della trimestrale. Ecco le stime aggiornate

Domani il Consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo si riunirà per l’approvazione del resoconto intermedio al 30 settembre 2018. Sul listino principale di Piazza Affari alzerà il velo sui conti anche UBI mentre l’appuntamento con i numeri di UniCredit, Banco BPM e Generali è per il 7 novembre. Giovedì attenzione invece a conti di BPER, Unipol e Unipolsai.

Utile stimato in aumento di oltre il 20%

Stando alle indicazioni elaborate da Bloomberg, l’istituto guidato da Carlo Messina ha terminato il terzo trimestre 2018 un margine di intermediazione in quota 4,24 miliardi, sostanzialmente in linea con il dato di 12 mesi fa. Il risultato lordo di gestione è invece stimato a atteso a 1,9 miliardi, +1,5% nel confronto annuo, mentre l’utile netto è stimato in progresso di oltre 20 punti percentuali a ridosso della soglia degli 800 milioni (792 milioni). L’utile del terzo trimestre 2017 aveva dovuto fare i conti con gli oneri legati all’acquisizione degli attivi e dei passivi delle banche venete.

Prima tra le italiane negli stress test dell’EBA

Gli stress test condotti dall’Autorità Bancaria Europea (EBA) hanno permesso all’istituto di posizionarsi al di sopra di tutti i competitori italiani con un Common Equity Tier 1 ratio (CET1) al 2020 del 13,04% nello scenario base (12,28% a regime) e del 10,40% nello scenario avverso (9,66%).

Arrivata la bocciatura di GS

Nonostante questo, gli analisti di Goldman Sachs hanno annunciato, nell’ambito di un processo riguardante tutti gli istituti tricolori, di aver ridotto la valutazione su ISP a “vendere” con prezzo obiettivo a 1,95 euro. In scia del giudizio, oggi il titolo registra una delle performance peggiori del FtseMib mettendo a segno un -1,66% a 1,9732 euro.

Tra i giudizi rilevati da Bloomberg, 15 analisti consigliano di “comprare”, altrettanti di “tenere” e quello di Goldman è l’unico “sell”. Il prezzo obiettivo medio è fissato a 2,72 euro, quasi il 40% in più rispetto ai livelli attuali (non lontano dal -34% post-elezioni politiche). Nell’ultimo mese il titolo ha lasciato sul parterre 6 punti percentuali portando il saldo trimestrale al -18 per cento e quello 2018 al -25%.

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