La Borsa di Mosca riapre in pieno caos finanziario in Russia

Violetta Silvestri

24 Marzo 2022 - 08:52

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Il mercato azionario russo riapre parzialmente dopo essere stato chiuso agli scambi dal 25 febbraio. In un clima di incertezza finanziaria, la Russia tenta un recupero di normalità: cosa aspettarsi?

La Borsa di Mosca riapre in pieno caos finanziario in Russia

Borsa di Mosca verso la riapertura oggi 24 marzo: il mercato azionario russo torna alle negoziazioni, ponendo fine alla chiusura record, ma con diverse misure attivate per limitare un nuovo selloff.

Cosa aspettarsi? Il clima finanziario in Russia è piuttosto caotico e incerto.

Da quando le azioni sono state scambiate a Mosca per l’ultima volta, il 25 febbraio, il Paese è diventato un paria globale, la nazione più sanzionata al mondo, con una valuta in crisi e una prevista contrazione della produzione a due cifre.

Con un’inflazione dilagante, persino una serie di misure aggressive da parte del Governo per stabilizzare i mercati locali potrebbe non essere sufficiente per superare la pressione di vendita.

Con l’apertura parziale della Borsa di Mosca, Putin tenta di ridare un po’ di normalità: con quali previsioni?

Borsa di Mosca tenta la riapertura: a quali condizioni?

La Borsa di Mosca riprende delle attività, seppure con importanti limitazioni.

Le negoziazioni oggi 24 marzo in mattinata sono attive per una sessione ridotta di quattro ore con solo 33 titoli, comprese alcune delle più grandi società della nazione, come Gazprom PJSC e Sberbank PJSC.

Tuttavia, gli stranieri non potranno vendere azioni in un divieto che durerà fino al 1 aprile e le vendite allo scoperto non saranno consentite.

Se l’indice MOEX Russia si muove di oltre il 15% nell’arco di 10 minuti, la negoziazione verrà interrotta e sostituita da un’asta discrezionale.

I singoli titoli avranno una soglia del 20%. Saranno attive solo le azioni che hanno quotazioni primarie in Russia, il che significa che Yandex NV, TCS Group Holding Plc, Ozon Holdings Plc e altre società con quotazioni principali all’estero non saranno negoziate.

L’indice MOEX Russia ha guadagnato l’11% entro le 10:15 ora locale.

Nonostante i migliori sforzi delle autorità di regolamentazione russe, questa riapertura limitata del mercato azionario è destinata a essere caotica. Le ricevute di deposito globali per le società russe sono crollate di oltre il 95% prima di essere sospese il mese scorso.

Le società europee con esposizione al Paese hanno perso più di 100 miliardi di dollari di valore di mercato da quando sono aumentati i rischi di guerra. E gli indici globali hanno rimosso le azioni della nazione dai loro indicatori.

Il Governo russo si è impegnato all’inizio del mese a spendere l’equivalente di 10 miliardi di dollari per l’acquisto di azioni quando le contrattazioni sono riprese. La capitalizzazione di mercato totale dell’indice MOEX prima della sua chiusura era di 357 miliardi di dollari.

Con ben due terzi delle attività in valuta estera della banca centrale congelate a livello internazionale per punire la Russia per l’invasione, non è chiaro come Mosca sarà in grado di accedere e convertire quei fondi per stimolare il mercato.

Infine, al di là dell’esodo degli investitori stranieri, Putin sta affrontando una crisi interna. L’apprezzata governatrice della banca centrale russa Elvira Nabiullina ha cercato di dimettersi dopo l’invasione dell’Ucraina, ma il presidente gli ha detto di rimanere. E proprio questa settimana, il riformatore economico di lunga data Anatoly Chubais si è dimesso dalla carica di inviato di Putin per il clima e ha lasciato il Paese, secondo persone che hanno familiarità con la situazione.

Cosa aspettarsi nel mercato azionario russo?

C’è molto scetticismo sulla capacità di tenuta del mercato azionario russo.

Malcolm Dorson, un gestore di denaro presso Mirae Asset Global Investments LLC a New York ha commentato su Bloomberg:

“La maggior parte del mercato era composta da investitori internazionali, quindi l’impossibilità per gli stranieri di vendere non si traduce in un vero mercato. Dato che il Paese è uscito dai benchmark più rilevanti, potrebbero esserci pressioni per la vendita forzata da parte di chiunque segua un indice. Questo primo passaggio limita la potenziale volatilità che potrebbe derivare dal primo giorno di negoziazione tra più settimane.”

Charlie Wilson, che gestisce circa 1,3 miliardi di dollari presso Thornburg Investment Management a Santa Fe, New Mexico e detenevae azioni russe fino a febbraio ha evidenziato:

“Molti investitori hanno avuto accesso alla Russia tramite i Global Depositary Receipt quotati nel Regno Unito e sono andati tutti a zero. È probabile che ci sia un certo sostegno del Governo per le azioni e mi aspetto che il trading sia limitato in gran parte agli investitori nazionali che potrebbero non avere una prospettiva globale sulla situazione.”

In questo contesto, quindi, restano in piedi mille dubbi sulla stabilità russa e sulle prospettive per il mercato di Mosca.

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