Boom di licenziamenti oggi? Ecco perché

Boom di licenziamenti oggi? Spieghiamo il perché dal momento che il decreto Rilancio che stabilisce lo stop dei licenziamenti per cinque mesi ancora non è in vigore e i termini del Cura Italia in merito sono scaduti.

Boom di licenziamenti oggi? Ecco perché

Boom di licenziamenti oggi? Spieghiamo il perché che è legato al decreto Rilancio approvato dal Consiglio dei Ministri, ma non ancora in vigore. Nonostante il decreto Rilancio proroghi lo stop ai licenziamenti per cinque mesi fino a luglio si potrebbe creare un vuoto legislativo che farebbe venir meno quanto già disposto dal Cura Italia.

Il decreto n.18/2020 è entrato in vigore il 17 marzo 2020 stabilendo per sessanta giorni la sospensione delle procedure di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Sessanta giorni che diventano cinque mesi, sempre a decorrere dal 17 marzo 2020, con il decreto Rilancio.

Il decreto Rilancio, sebbene stabilisca quanto sopra indicato, ancora non è entrato in vigore non essendovi ancora traccia del testo in Gazzetta Ufficiale. I sessanta giorni per lo stop ai licenziamenti sono scaduti a mezzanotte tra sabato 16 e domenica 17 maggio e quindi tra domenica e lunedì si conterebbero le prime ore di un vuoto normativo che in teoria potrebbe farci trovare davanti al boom dei licenziamenti.

Il vuoto normativo potrebbe creare un problema anche se la retroattività potrebbe incorrere come anche il buon senso del datore di lavoro.

Boom di licenziamenti oggi? Ecco perché

Boom di licenziamenti oggi? Il dubbio c’è come abbiamo detto perché il decreto Rilancio ancora non è stato pubblicato e non si sa ancora quando il testo ufficiale sarà in Gazzetta.

Oggi qualche datore di lavoro potrebbe decidere, approfittando del vuoto normativo, di procedere con i licenziamenti o meglio, dal momento che si presume che il decreto Rilancio possa uscire oggi in via definitiva, avrebbe potuto farlo nella giornata di domenica. Il decreto Cura Italia, come abbiamo anticipato, all’articolo 46 stabilisce quanto segue:

“A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto l’avvio delle procedure di cui agli articoli 4, 5 e 24, della legge 23 luglio 1991, n. 223 è precluso per 60 giorni e nel medesimo periodo sono sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020. Sino alla scadenza del suddetto termine, il datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’articolo 3, della legge 15 luglio 1966, n. 604.”

Il decreto Cura Italia è entrato in vigore il 17 marzo, i sessanta giorni sono scaduti e il dl Rilancio che prevede la proroga non è ancora in Gazzetta motivo per cui si è parlato di un possibile boom di licenziamenti oggi. Il decreto Rilancio stabilisce infatti che il termine di sessanta giorni del Cura Italia, sia sostituito dall’espressione “cinque mesi”.

Oggi ci potremmo aspettare un boom di licenziamenti, ma è proprio così?

Boom di licenziamenti oggi: retroattività

Per quanto oggi ci si potrebbe aspettare un boom di licenziamenti, possiamo immaginare che la retroattività della norma potrebbe avere un’importanza capitale nella questione.

Immaginiamo che il governo abbia in qualche modo considerato la questione del vuoto normativo. Il decreto Rilancio infatti stabilisce la sospensione comunque dei licenziamenti dal 17 marzo, giorno in cui è entrato in vigore il Cura Italia, e i mesi successivi fino a cinque.

Sebbene, a detta di qualche giuslavorista, la retroattività della norma è possibile, non è detto che, in caso di licenziamenti avvenuti nel vuoto normativo, la ragione sia poi del lavoratore licenziato.

Come ha spiegato due giorni fa l’avvocato giuslavorista Gionata Cavallini, legale della federazione di nove studi legali Legalilavoro, a Il Fatto Quotidiano:

“Ipotizziamo che il decreto entri in vigore solo lunedì. Domenica 17 maggio abbiamo un blocco dei licenziamenti sancito dall’articolo 46 del Cura Italia che è scaduto e quindi a quella data non c’è nessun divieto in vigore.”

E continua:

“Si pone quindi un problema di retroattività della legge perché alla data di domenica l’atto negoziale, cioè il licenziamento, è perfettamente valido.”

Il terreno della retroattività, anche in campo civile, potrebbe essere particolarmente insidioso. Pertanto ci si dovrebbe almeno appellare al buon senso del datore di lavoro che potrebbe evitare di licenziare nonostante la mancanza della norma al momento glielo permetterebbe.

Il decreto Rilancio stabilisce anche, in campo di licenziamenti e retroattività, che le procedure individuali e collettive avviate tra il 23 febbraio e il 17 marzo, data di entrata in vigore del Cura Italia, possono essere sospese e trasformate in cassa integrazione.

Non sappiamo nel concreto se e come il vuoto normativo in assenza del decreto Rilancio potrebbe davvero creare dei problemi ai lavoratori e un eventuale boom di licenziamenti. Solo i fatti confermeranno o meno i sospetti.

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