Book Calling #20: Vincenzo De Luca, da sindaco a social star con Domenico Giordano

Antonella Coppotelli

6 Aprile 2021 - 19:00

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Il modo di comunicare del Governatore Vincenzo De Luca, divenuto oramai una vera e propria social star, affonda le proprie radici nella costruzione di un progetto ben studiato che nell’era digitale ha trovato la sua massima espressione. Alla fine chi resterà nella memoria delle persone? Il politico o il personaggio? L’ex Sindaco o Lo Sceriffo?

Vincenzo De Luca, attualmente Governatore della Regione Campania, è divenuto un vero e proprio fenomeno dal punto della vista della comunicazione. Ogni sua apparizione social che oggi sostituisce in parte e amplifica i suoi storici appuntamenti fissi su LIRATV , diviene un vero e proprio show mediatico che aizza gli animi degli astanti virtuali quasi fossimo dentro a uno stadio o stessimo assistendo a un match di boxe durante il quale il nemico di turno viene letteralmente polverizzato. Non è un caso che l’ex Sindaco di Salerno, con le sue uscite, sia diventato la fonte principale di meme social che non fanno altro che aumentare la sua popolarità o che Maurizio Crozza, noto mattatore televisivo, lo abbia trasformato in uno dei suoi personaggi di punta nelle parodie che propone durante il suo show.

De Luca, Social Star

Ma perché il fenomeno De Luca è così forte e pervasivo? In cosa differisce la sua dialettica da quella di altri leader politici nostrani e non solo che del populismo ne hanno fatto un cavallo di battaglia? A questa e a molte altre domande risponde “De Luca, la comunicazione politica di Vincenzo De Luca da sindaco a social star”, ultimo libro di Domenico Giordano edito da Areablu Edizioni. C’è di più nel testo dell’autore: una riflessione molto accurata e approfondita sul contesto in cui viviamo e un’analisi quasi certosina del modus comunicandi contemporaneo che alleva e premia fenomeni comunicativi come quello del Governatore più famoso d’Italia e, non scordiamolo, più scelto e votato dalla popolazione.

Viviamo in un contesto in cui l’odio e il livore sono premiati e se espressi da un rappresentante politico diventano la voce del riscatto di gran parte della frustrazione delle persone. Il tutto è aiutato da un sapiente nonché spregiudicato utilizzo dei social network che invece di essere usati per parlare alle teste arrivano dritte e mirate alla pancia, con i conseguenti travasi di bile. Come ci induce a riflettere Giordano si viene a creare una sorta di “paradosso della libertà di espressione” per il quale più si è liberi di dire, meno tale esigenza è avvertita dagli utenti miti, lasciando pieno campo e voce, invece, a quelli più aggressivi. Questo ha come conseguenza una visione distorta della realtà dal momento che chi fa la voce più grossa è come se rappresentasse l’opinioni di tutti o dei più, restituendo una una fotografia poco aderente alla realtà. In tale scenario lo stile comunicativo deluchiano insieme a quello salviniano, renziano finanche a quello berlusconiano emergono e assurgono a essere la vox populi. Perché, però, De Luca spicca rispetto ai suoi colleghi politici?

Le 3 “D” dell’oratoria deluchiana

Da sempre la comunicazione di De Luca ha fatto leva sulle “3 D”:

  • Decisionismo: tutto è autoriferito nell’attività del politico campano che pone e dispone a beneficio della sua popolazione. Una sorta di pater familias perpetuo che non sente nessuno e agisce in nome proprio per il bene della collettività. Tale caratteristica, da sempre insita nel suo agito politico, si è notevolmente amplificata durante l’anno della pandemia, nel quale paura e preoccupazioni erano (e sono tuttora) all’ordine del giorno. Il saper prendere decisioni drastiche, l’averle comunicate attraverso i social con il suo stile diretto, al limite del dileggio, e in modo autoritario andando contro tutto e tutti, lo hanno consacrato come una sorta di defensor patriae della Regione Campania. Un esempio a cui tutta l’Italia doveva guardare.
  • Disintermediazione: il Governatore non teme nessun confronto, anzi si ciba di situazioni comunicative che possano avvalorare sempre di più la sua posizione di «Sceriffo» dotato di lanciafiamme per combattere chi contravviene alle regole.
  • Derisione: tale elemento è quello che lo rende diverso da tutti i colleghi politici star. De Luca non si contenta di deridere l’avversario che di volta in volta cambia, come se vi fosse la necessità di avere un nemico a tutti i costi, ma affonda il coltello verbale fino ridurre in poltiglia il proprio avversario. Anche se si tratta di una bambina che chiede di andare a scuola.

Questo sapiente mix supportato anche da una fisicità e da una mimica facciale ben studiata e dosata nei momenti di pathos più acuti lo hanno portato a essere una vera e propria social star nazionale con una pagina Facebook che supera abbondantemente il milione di follower e un tasso di interazione che è il sogno di ogni team social. Al netto del suo percorso politico che in qualche modo ha iniziato a scricchiolare data la situazione di grande crisi e di indigenza che sta attraversando tutto il Paese, Campania compresa, e non aiutata dalle continue restrizioni e chiusure, c’è da chiedersi se tutto questo lavoro di posizionamento della sua figura non faccia correre il rischio di lasciare ai posteri solo l’immagine dello Sceriffo e non quella del politico, scelto dalla popolazione ricordiamolo, che tra le tante cose fatte ha portato le Luci d’Artista a Salerno.

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