Bonus maternità Comuni 2022: requisiti e importi per chi non lavora

Simone Micocci

08/02/2022

08/02/2022 - 15:13

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Anche chi non lavora può avere diritto a un bonus maternità, per un importo superiore ai 1.700 euro. È richiesto l’ISEE, la domanda - anche nel 2022 - va presentata al Comune.

Bonus maternità Comuni 2022: requisiti e importi per chi non lavora

Confermato il bonus maternità erogato dal Comune per quelle mamme che non hanno copertura previdenziale obbligatoria. Cosa significa questo? Oggi, come noto ai più, l’INPS riconosce il diritto al congedo di maternità a tre diverse categorie di lavoratrici e disoccupate:

Nel caso in cui non si soddisfano i requisiti per le suddette prestazioni, allora sarà possibile richiedere l’assegno mensile di maternità erogato dal Comune, spettante per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni avvenute nei 6 mesi antecedenti alla richiesta.

Così come per il bonus terzo figlio erogato dal Comune, anche per l’assegno di maternità nel 2022 bisogna segnalare un aggiornamento - e aumento - degli importi, così come pure dei requisiti necessari per averne diritto.

L’aggiornamento segue a quanto già fatto per pensioni e altri trattamenti assistenziali, per i quali l’importo è stato adeguato alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Variazione che, come certificato dall’ISTAT, nell’ultimo anno è stata pari all’1,9%.

Bonus maternità Comuni: requisiti

Prima di vedere qual è l’effetto dell’aggiornamento degli importi, vediamo a chi spetta il bonus maternità Comuni. Come anticipato, questo spetta per i seguenti eventi:

  • nascita;
  • affidamento preadottivo;
  • adozione.

È essenziale che la madre non abbia copertura previdenziale obbligatoria tale da permettere l’accesso al congedo di maternità INPS, in tutte quelle forme in cui viene riconosciuto.

Va detto, comunque, che possono accedere a tale strumento anche le lavoratrici occupate che tuttavia non hanno diritto a trattamenti economici di maternità. O ancora, spetta - ma solo in misura parziale, ossia per la quota differenziale - qualora questa benefici di trattamenti d’importo inferiore a quello dell’assegno.

È richiesto poi di soddisfare un requisito economico, con un ISEE in corso di validità (riferito quindi al 2022) che non deve superare i 17.747,58€.

Bonus maternità Comuni: importi

Al pari dell’indennità riconosciuta durante il congedo di maternità INPS, anche il bonus maternità Comuni spetta per una durata di 5 mensilità. L’importo, grazie all’aggiornamento e alla rivalutazione dell’1,9%, passa dai 348,12€ del 2021 ai 354,73€ dell’anno in corso. In totale, dunque, spetta un bonus di 1.773,65€.

Va detto che l’assegno di maternità, al pari dell’assegno al nucleo erogato dal Comune, non costituisce reddito ai fini fiscali e previdenziali. È cumulabile con altri bonus famiglia.

Bonus maternità Comuni: la domanda

La richiesta di accesso all’assegno di maternità alternativo al congedo INPS va presentata direttamente al Comune, secondo le modalità indicate dall’amministrazione di riferimento. Per la richiesta c’è tempo 6 mesi dal verificarsi dell’evento che dà luogo alla prestazione, quindi dal parto oppure dalla notifica dell’affidamento preadottivo o dell’adozione.

Anche se la domanda viene presentata al Comune, l’assegno verrà pagato direttamente dall’INPS. Il pagamento è in un’unica soluzione con cadenza mensile, non oltre i 45 giorni successivi dalla data di ricezione dei dati trasmessi ai Comuni.

Bonus maternità Comune: cosa succede con l’introduzione dell’assegno unico

Dal 1° marzo 2022 viene introdotto come noto l’assegno unico universale per figli a carico, con un vero e proprio stravolgimento per i bonus famiglia. Molti - compreso il bonus terzo figlio riconosciuto dal Comune - spariranno in quanto assorbiti nella nuova misura. Non è però il caso del bonus maternità in oggetto, il quale resiste ed è pienamente compatibile e cumulabile con l’assegno unico.

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