Bonus cultura 18enni: sarà rinnovato o cancellato?

Simone Micocci

18 Giugno 2018 - 13:15

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Il bonus cultura - nonostante le risorse stanziate in Legge di Bilancio - rischia la cancellazione? Le parole del neoministro Alberto Bonisoli mettono in allarme i nati nel 2000.

Il bonus cultura - ovvero il contributo di 500€ riconosciuto ai giovani che compiono 18 anni nel corso dell’anno - rischia di sparire.

Un’ipotesi che fino a qualche mese fa sembrava impensabile, visto il rinnovo previsto dalla Legge di Bilancio 2018, ma che improvvisamente è diventata più che possibile: è stato il neo Ministro dei Beni Culturali - il pentastellato Alberto Bonisoli - infatti a parlare della possibile cancellazione del contributo di 500€ che il Governo Renzi ha introdotto per permettere ai giovani di soddisfare la loro “fame di cultura” permettendogli di utilizzarlo per l’acquisto di libri, biglietti per cinema e teatro e corsi di formazione.

Un contributo che secondo i dati riportati all’indomani dell’approvazione dell’ultima Legge di Bilancio dall’allora Ministro Dario Franceschini ha fatto sì che in soli 2 anni i consumi culturali in Italia raddoppiassero, con più di 163 milioni di euro spesi e 600mila registrazioni sulla 18 App, l’applicazione necessaria per utilizzare il bonus.

Tuttavia, l’attuale Ministro Bonisoli non è d’accordo con la convenienza del bonus cultura per diciottenni perché sostiene che le risorse stanziate per garantire i 500€ ai neomaggiorenni si possano utilizzare per altri scopi.

Affermazioni pronunciate quando mancano pochi giorni alla scadenza del bonus per coloro che hanno compiuto 18 anni lo scorso anno (quindi i nati nel 1999) e che mette in allarme tutti i nati nel 2000. Il rinnovo del bonus cultura è a rischio, oppure non c’è nulla da chiarire? Facciamo chiarezza analizzando le parole del neo ministro dei Beni Culturali.

Bonisoli: “Bonus cultura? I soldi andavano spesi diversamente”

Il neoministro dei Beni Culturali, il 5 Stelle Alberto Bonisoli, nel corso di intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha puntato il dito contro la precedente amministrazione dichiarando che “in alcuni casi era meglio spendere diversamente i soldi a disposizione”.

E tra “i casi” indicati da Bonisoli c’è appunto quello della 18 App, i “500€ in buoni da far spendere ai diciottenni”.

Secondo il nuovo Ministro, infatti, i 200 milioni di euro stanziati per questo contributo potevano essere utilizzati diversamente. Questo perché se un giovane ha veramente “fame di cultura” dovrebbe “rinunciare ad un paio di scarpe” pur di acquistare un libro o iscriversi ad un corso di formazione.

Dichiarazioni alla quale è seguita l’imminente risposta del Partito Democratico, promotore del bonus. Nel dettaglio, è stata la deputata Anna Ascani a rispondere a Bonisoli, dichiarando che:

Il Ministro persevera in un atteggiamento irresponsabile e svilente nei confronti di 18 App, ma soprattutto dei nostri giovani. È delirante arrivare a dire che sarebbe più educativa per un ragazzo la rinuncia a un paio di scarpe per permettersi i consumi di cultura che avere 18app. Come se tutti i ragazzi in questo Paese potessero permettersi i consumi culturali, come se non fosse responsabilità pubblica educare alla cultura.

Per la deputata del PD questo atteggiamento del Ministro potrebbe essere indizio di un possibile “taglio di fondi” per il bonus cultura. Come dichiarato dalla Ascani, infatti, il Ministro continua a ricercare “goffamente” un motivo qualsiasi per eliminare questo contributo.

Il bonus cultura rischia di essere cancellato?

Fino al 30 giugno 2018 la 18 App sarà riservata a coloro che sono diventati maggiorenni nel 2017, ovvero per i nati nel 1999. Solo dopo il 1° luglio, quindi, verranno rese note le tempistiche per l’iscrizione alla piattaforma per i nati nel 2000, i quali compiranno 18 anni nel 2018.

Spetterà al Ministero dei Beni Culturali, quindi, pubblicare il decreto con tutte le informazioni in merito; il rinnovo del contributo non dovrebbe essere a rischio visto che le risorse necessarie sono già state stanziate con l’ultima manovra finanziaria.

Lo stesso vale per il 2019, visto che anche per i nati nel 2001 sono state già stanziate le risorse per il bonus cultura.

Tuttavia, il tutto potrebbe essere rimesso in discussione dal neoministro Bonisoli; ipotesi poco probabile comunque, perché riteniamo che difficilmente il Governo del cambiamento si farà carico di una scelta così impopolare.

Alle dichiarazioni di Bonisoli quindi non dovrebbe seguire alcun atto pratico, con il bonus cultura che, come da programma, dovrebbe essere rinnovato sia per il 2018 che per il 2019, con maggiori dubbi invece per gli anni a venire.

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