Bonus contributi 2022 in busta paga: come funziona e conseguenze sullo stipendio

Simone Micocci

21 Dicembre 2021 - 14:43

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Bonus contributi il prossimo anno in busta paga: ecco come si riduce l’aliquota contributiva a capo del lavoratore dipendente e quanto si andrà a risparmiare sullo stipendio.

Bonus contributi 2022 in busta paga: come funziona e conseguenze sullo stipendio

Nel 2022 in busta paga verrà riconosciuto un bonus contributi che comporterà un aumento dello stipendio netto. Lo conferma il testo del maxi emendamento alla Legge di Bilancio 2022 con cui il Governo definisce i dettagli della riforma del fisco, una serie di misure - tra cui appunto figura anche il bonus contributi - che nel complesso si pongono come obiettivo la riduzione dell’imposizione fiscale per famiglie, imprese, lavoratori e pensionati.

Va specificato che il bonus contributi non rappresenta una misura definitiva: questo, infatti, viene previsto solo in via transitoria ed eccezionalmente per il 2022. Dal 1° gennaio 2023, salvo decisioni differenti, tornerà quindi a essere applicata l’aliquota contributiva piena che per il lavoratore dipendente equivale al 9,19% della retribuzione lorda.

Come vengono versati i contributi del lavoratore

Per capire cosa cambia bisogna partire da come funziona oggi il versamento della contribuzione previdenziale nelle buste paga dei lavoratori dipendenti. Nel dettaglio, come spiega anche l’INPS, “il calcolo dei contributi previdenziali viene effettuato applicando determinate aliquote alla retribuzione lorda, sempre nel rispetto di determinati minimali di retribuzione imponibile previsti dalla legge”. Ebbene, generalmente le aliquote delle contribuzioni ai fini pensionistici IVS sono pari al 33% e vengono così modulate:

  • 23,81% a carico del datore di lavoro;
  • 9,19% a carico del lavoratore.

Ci sono però delle gestioni dove la contribuzione è leggermente differente. Ad esempio, per il fondo degli iscritti all’Istituto Postelegrafonici IPOST è del 32,65%, mentre per il Fondo Volo varia a seconda dell’anzianità assicurativa e dell’adesione o meno a fondi complementari di previdenza, e va da un minimo di 37,70% a 40,82%.

Bonus contributivo in busta paga 2022

A tal proposito, la Legge di Bilancio 2022 interviene sull’aliquota contributiva a carico del lavoratore, la quale viene ridotta con vantaggi positivi per lo stipendio netto. Nel dettaglio, nel testo del maxi emendamento leggiamo che:

In via eccezionale, per il periodo di paga dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022 per i rapporti di lavoro dipendente, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, è riconosciuto un esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di 0,8 punti percentuali, a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo di 2.692 euro mensile, maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima. Tenuto conto dell’eccezionalità della misura di cui al primo periodo del presente comma, resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

Cosa ci dice questo? Intanto che il taglio dell’aliquota contribuiva vale per i dipendenti con paga mensile lorda fino a 2.692€ che considerando la tredicesima equivale a un reddito di circa 35.000€. È a questi che si rivolge il bonus in quanto si tratta della fascia che, sempre secondo le proiezioni realizzate dai tecnici del Ministero dell’Economia, trarrà meno vantaggi dalla revisione dell’IRPEF.

Il taglio è nella misura dello 0,8%, il che significa che l’aliquota contributiva a carico del lavoratore dipendente scenderà all’8,39%. Attenzione, questo non significa che verranno versati meno contributi (anche perché ciò, visto il funzionamento del sistema contributivo, avrebbe conseguenze negative sulla futura pensione), in quanto sarà lo Stato a farsi carico del restante 0,8%.

Bonus contributi lavoratori dipendenti: come si traduce in aumento di stipendio?

1,5 miliardi di euro, quindi, vengono utilizzati per effettuare una riduzione temporanea dei contributi. Trattandosi di una quota percentuale, la misura dell’aumento dipenderà dall’importo dello stipendio del lavoratore.

Ecco alcune proiezioni rispetto a quanto si andrà a guadagnare in termini di stipendio netto grazie al bonus contributi 2022 (considerando però anche le nuove aliquote IRPEF e le detrazioni spettanti).

REDDITO ANNUO LORDO SCONTO CONTRIBUTIVO
16.000 93,00
17.000 96,00
18.000 102,00
19.000 107,00
20.000 113,00
21.000 123,00
22.000 128,00
23.000 133,00
24.000 140,00
25.000 145,00
26.000 149,00
27.000 155,00
28.000 147,00
29.000 141,00
30.000 146,00
31.000 155,00
32.000 159,00
33.000 164,00
34.000 168,00
35.000 173,00

Taglio quota contributiva: perché solo sullo stipendio 2022

Perché non rendere definitivo un tale strumento che di fatto va a ridurre il cuneo fiscale nelle buste paga? Semplicemente perché ciò vorrebbe dire stanziare 1,5 miliardi l’anno, e al momento il Governo non vuole prendere un tale impegno.

Se sarà possibile riconoscere un tale bonus nel 2022 è solo perché la riforma del fisco nel primo anno non avrà un impatto totale sul bilancio dello Stato, in quanto le imposte vengono versate anche a saldo.

Nel quantificare i costi, ci si è resi conto che per il 2022 si libera una quota di 2 miliardi rispetto agli 8 complessivamente stanziati per la riforma fiscale: per questo motivo viene deciso di destinarne 500 milioni contro l’aumento delle bollette di luce e gas, più 1,5 miliardi per il taglio della quota contributiva.

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