Bonus condizionatori 2018: le agevolazioni fiscali per i climatizzatori

Per chi acquista un condizionatore (o una pompa di calore) ci sono diverse agevolazioni fiscali con cui risparmiare sul costo iniziale; per usufruire di bonus e detrazioni, però, ci sono alcune regole da seguire.

 Bonus condizionatori 2018: le agevolazioni fiscali per i climatizzatori

Quali agevolazioni fiscali per chi acquista un condizionatore?

Con le temperature in aumento si segnala un incremento delle vendite per condizionatori e deumidificatori. Molti italiani, infatti, stanchi del gran caldo che sta attraversando la penisola hanno deciso di mettere mano al portafoglio acquistando un condizionatore per rinfrescarsi.

Solitamente la spesa per un condizionatore, compreso il montaggio, va dai 500€ ai 700€; è importante sapere però che grazie a quello che potremmo definire bonus condizionatori e climatizzatori è possibile risparmiare sul costo dell’apparecchio.

Ci sono diverse agevolazioni e bonus con i quali risparmiare sull’acquisto di un condizionatore, tutte confermate dall’ultima Legge di Bilancio e quindi in vigore per il periodo d’imposta 2018. Nel dettaglio, le agevolazioni vigenti sono:

  • detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie;
  • bonus mobili (detrazione sempre al 50%);
  • detrazione del 50% o 65% per gli interventi di efficienza energetica (ecobonus).

Per usufruire di questi bonus però è importante rispettare alcune regole: ad esempio il pagamento deve essere tracciabile e bisogna conservare la fattura rilasciata dal venditore. Questi documenti, infatti, vi verranno richiesti con la dichiarazione dei redditi del prossimo anno con la quale beneficerete della detrazione fiscale prevista per il condizionatore acquistato nel 2018.

Quindi, per non rischiare di non poter usufruire dell’agevolazione per colpa di una vostra distrazione, e di conseguenza di non poter risparmiare sulla spesa dell’apparecchio, vediamo quali sono le regole da seguire a seconda dell’agevolazione fiscale richiesta.

Cos’è il Bonus condizionatori?

Il valore del Bonus condizionatori dipende dal tipo di climatizzatore e dal tipo di intervento. Infatti, come anticipato, ci sono tre tipologie di bonus:

  • bonus condizionatori con ristrutturazione edile;
  • bonus climatizzatori risparmio energetico (ecobonus);
  • detraibilità condizionatori con bonus mobili;

Vediamo nel dettaglio in cosa consistono e quali sono le differenze tra queste tipologie di Bonus condizionatori e a quanto ammonta il loro valore.

1) Bonus condizionatori con ristrutturazione edile

Quando un condizionatore viene acquistato in seguito ad una ristrutturazione dell’abitazione, il prezzo del climatizzatore può essere detratto del 50% dalla dichiarazione dei redditi, approfittando del Bonus ristrutturazioni 2018. Affinché il prezzo del condizionatore possa essere detratto è fondamentale che l’apparecchio sia a risparmio energetico.

In totale con il Bonus ristrutturazioni la detrazione Irpef è riconosciuta su un ammontare massimo di 96mila euro; inoltre, è bene sapere che per beneficiare del bonus il pagamento del condizionatore deve essere effettuato con bonifico - bancario o postale - con causale “Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986”. Inoltre nel bonifico bisognerà indicare il codice fiscale del beneficiario della detrazione, nonché la Partita Iva del beneficiario del pagamento.

2) Bonus condizionatori 2018 risparmio energetico

Al cittadino che ha effettuato una sostituzione di un impianto di riscaldamento di un’abitazione (o di un altro locale commerciale) con un condizionatore a risparmio energetico, spetta una detrazione IRPEF IRES pari al 50% o al 65% dei costi sostenuti.

L’ammontare della detrazione dipende dalla tipologia di intervento di efficienza energetica che si vuole affrontare; ad esempio, se il climatizzatore viene acquistato in sostituzione di vecchi apparecchi, allora la detrazione è pari al 65% della spesa su un massimo di 46.154€.

Per fruire del bonus condizionatori con l’ecobonus, quindi, è fondamentale che l’impianto di riscaldamento preesistente sia stato sostituito con un nuovo impianto a pompa di calore ad alta efficienza energetica.

Può interessarti anche: Ecobonus 2018: detrazione Irpef 65% e 75% per risparmio energetico. Regole, importi e novità.

3) Detraibilità condizionatori con Bonus mobili

Infine, quando si realizza una ristrutturazione edilizia straordinaria e nel frattempo si acquistano mobili e elettrodomestici A+ (in cui sono compresi anche i condizionatori), potrete usufruire del Bonus mobili 2018, con cui potrete detrarre il 50% dei costi sostenuti dalla dichiarazione dei redditi, per un limite di spesa di 10.000€.

Come pagare il climatizzatore?

Come abbiamo detto in precedenza, per poter approfittare del bonus condizionatori è necessario che il pagamento presenti alcuni requisiti:

  • deve essere documentato;
  • deve essere fatto tramite bonifico bancario o postale;
  • nel bollettino deve essere indicata la causale relativa ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati;
  • nel bonifico venga indicato il codice fiscale del beneficiario e la Partita IVA (o codice fiscale) del negozio o del rivenditore.
  • inoltre, sono accettati i pagamenti fatti tramite carte di credito o carte di debito.

Ricordate di conservare tutte le ricevute dei pagamenti e le fatture d’acquisto del condizionatore, in quanto valgono come documentazione fiscale.

Acquistare un condizionatore: come si calcola l’IVA?

Sull’acquisto del condizionatore è prevista un’IVA agevolata del 10%, e non del 22%, in quanto è considerato un bene significativo.

Tuttavia, questa aliquota non si applica al prezzo totale del condizionatore, ma alla differenza tra il valore totale del servizio e il costo del condizionatore.

Ad esempio, consideriamo che il condizionatore e la sua installazione vi siano costati 3.000€ in totale. Nel dettaglio, il costo del condizionatore è di 2.300€, mentre quello d’installazione è pari a 700€.

Sul costo totale della manodopera verrà applicata l’IVA al 10%. Sul condizionatore, invece, solo una parte sarà tassata al 10% mentre all’altra viene applicata l’aliquota al 22%.

Quindi, bisogna sottrarre il prezzo del condizionatore dal costo totale dell’intervento (3000-2300) e applicare l’IVA del 10% alla differenza (700€). La parte restante (1600€) sarà tassata con un’aliquota del 22%.

Come risparmiare grazie alla riforma delle bollette

Dal 1° gennaio 2018 è stata completata la riforma delle tariffe elettriche, con l’introduzione della nuova tariffa TD per i servizi di rete.

Nel dettaglio, la riforma prevede la cancellazione della progressività della tariffa. Quindi, mentre prima della riforma il costo del KWh aumentava progressivamente con il crescere dei consumi, d’ora in avanti non sarà più così.

Ogni consumatore quindi pagherà ogni kWh in base a quanto stabilito nel contratto, indipendentemente dalla quantità di consumi.

Una buona notizia, poiché anche se con gli ultimi modelli di condizionatori sono stati ridotti notevolmente i consumi, non si può certamente negare che nel periodo estivo l’importo della bolletta elettrica salga notevolmente proprio per l’impatto dell’accensione di un climatizzatore a pompa di calore.

Inoltre, con le nuove tariffe chi vuole adattare la potenza elettrica all’acquisto di una pompa di calore molto grande, potrà aumentare la potenza elettrica indicata nel contratto senza dover spendere troppo. Un vantaggio in più, specialmente se consideriamo che quella che stiamo vivendo potrebbe essere l’estate più calda degli ultimi anni.

Per maggiori informazioni vi consigliamo di leggere-Bollette luce 2018, nuova tariffa TD: quanto si risparmierà.

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