Bonus nido 2022, via alle domande: requisiti, importi e novità

Simone Micocci

24 Febbraio 2022 - 16:13

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Bonus asilo nido, l’Inps ha dato il via libera per le domande. Guida completa con tutto quello che c’è da sapere - lato importi e requisiti - per il rimborso nell’anno corrente.

Bonus nido: al via le domande anche per il 2022, come comunicato dall’Inps su tutti i suoi canali. È finalmente online infatti la procedura che consente l’inserimento per le domande di bonus asilo nido per l’anno 2022, con alcune novità per l’anno corrente.

È dunque possibile, fin da subito, fare richiesta per ottenere il rimborso della spesa sostenuta per l’iscrizione del proprio figlio a un asilo nido, sia pubblico che privato.

Ricordiamo che per il bonus asilo nido non si segnalano novità nel 2022. D’altronde, questo è uno dei pochi bonus famiglia che resiste all’introduzione dell’assegno unico per i figli, con il quale è interamente cumulabile.

Anche nel 2022, dunque, le famiglie che mandano i loro figli al nido possono godere di un rimborso di una parte delle spese, tanto più elevato quanto più l’ISEE è basso. E godere del bonus nido non mette in alcun modo a rischio la percezione dell’assegno unico visto che le due misure sono compatibili e cumulabili al 100%.

Di seguito una guida aggiornata sul bonus nido, con tutto quello che serve sapere su importi e invio della domanda; informazioni utili affinché quanto spetta di diritto a quelle famiglie che mandano - per scelta o per necessità - i figli al nido non vada perso.

Bonus asilo nido 2022: come funziona

Il bonus nido è quella misura che favorisce l’inserimento dei minori all’interno degli asili nido pubblici e privati. Come? Semplicemente riconoscendo alle famiglie che beneficiano del bonus asilo nido, erogato dall’Inps, un rimborso di tutta o una parte delle spese sostenute per iscrizione e rette mensili.

E in alternativa al bonus per l’asilo nido è possibile ricevere un rimborso per le forme di assistenza domiciliare in favore dei bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.

L’importo del rimborso varia a seconda dell’indicatore della situazione economica del nucleo familiare, il cosiddetto ISEE.

Bonus asilo nido: importi aggiornati al 2022

Come anticipato, il bonus asilo nido - o per chi ha usufruito di forme di assistenza domiciliare - prevede un rimborso delle somme spese. L’importo massimo del rimborso, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2020, varia a seconda del valore indicato dall’ISEE minorenni, come spiegato dall’Inps nella circolare 27 del 14 febbraio 2020.

Il messaggio Inps pubblicato il 24 febbraio 2021 conferma quindi gli importi del bonus nido previsti per il 2021 e per gli anni a venire (quindi 2022 compreso):

  • 3.000 euro per i nuclei familiari con modello ISEE di valore fino a 25.000 euro. L’importo massimo mensile erogabile è di 272,72 euro per 11 mensilità;
  • 2.500 euro per i nuclei familiari con modello ISEE di valore compreso da 25.001 e 40.000 euro. In questo caso l’importo massimo erogabile mensilmente è di 227,27 euro;
  • 1.500 euro per i nuclei familiari con modello ISEE di valore superiore a 40.000 euro Il massimo erogabile mensilmente è pari a 136,37 euro.

Ricordiamo che si tratta di un rimborso, ergo - come precisato dall’Inps sul suo sito Internet - “il contributo mensile erogato dall’Istituto non può eccedere la spesa sostenuta per il pagamento della singola retta”.

Il bonus asilo nido, dunque, spetta a tutti i neogenitori, indipendentemente dall’ISEE. La presentazione del modello ISEE sarà quindi fondamentale, ma non indispensabile. Chi non lo presenta non sarà escluso totalmente dal beneficio, ma riceverà l’importo minimo riconosciuto, pari quindi a 1.500 euro.

Si ricorda che, a differenza degli altri bonus famiglia, il riconoscimento del bonus asilo nido è strettamente legato ai mesi di iscrizione: il pagamento viene effettuato dall’Inps soltanto dopo l’invio dei documenti che attestano il pagamento della retta.

Le ricevute corrispondenti ai pagamenti delle rette non presentate all’atto della domanda devono essere allegate entro la fine del mese di riferimento e, comunque, non oltre il mese di aprile dell’anno successivo a quello a cui il bonus fa riferimento.

Ovviamente, quindi, non tutte le famiglie avranno diritto ai 3.000 euro, 2.500 euro o 1.500 euro di bonus asilo nido 2022, ma il totale riconosciuto sarà riparametrato in base ai mesi di frequenza.

Messaggio INPS n.802 del 24 febbraio 2021
Agevolazioni per la frequenza di asili nido pubblici e privati o forme di supporto presso la propria abitazione (articolo 1, comma 355, della legge 11 dicembre 2016, n. 232). Domande 2021

Bisogna ricordare che il “premio” asilo nido non è cumulabile con le detrazioni fiscali frequenza asili nido previste dall’articolo 2, comma 6, della legge del 22 dicembre 2008, e questo vale a prescindere delle mensilità percepite.

Bonus asilo nido: come fare domanda Inps

Non cambia la procedura per fare domanda di bonus asilo nido nel 2022. Il bonus nido è un’agevolazione rivolta ai genitori italiani, comunitari e stranieri in possesso del regolare permesso di soggiorno.

Per poterne beneficiare, bisogna presentare domanda online tramite i canali telematici Inps.

Un dettaglio importante da indicare nella domanda di bonus nido 2022 riguarda i mesi per i quali si intende ottenere il rimborso (se successivamente si vorrà chiedere il rimborso per mensilità non indicate nella richiesta bisognerà presentare una nuova domanda).

Nel modulo di richiesta Inps bisognerà inoltre allegare un documento che dimostra il pagamento almeno della prima retta relativa al primo mese di frequenza, oppure la documentazione (per i soli asili nido pubblici) che certifica l’avvenuta iscrizione.

La documentazione necessaria per dimostrare il pagamento delle rette e l’iscrizione all’asilo nido deve essere corredata da alcune informazioni basilari, quali:

  • la denominazione e la Partita IVA dell’asilo nido;
  • il Codice Fiscale del minore;
  • il mese di riferimento;
  • gli estremi del pagamento;
  • il nominativo del genitore che sostiene l’onere della retta.

Come specificato sul sito ufficiale dell’Inps la domanda si può inviare esclusivamente per via telematica tramite uno dei seguenti canali:

Come anticipato, ogni mese bisogna inviare all’Inps i documenti relativi alle spese sostenute per l’iscrizione e la frequenza all’asilo nido; per farlo potete utilizzare la nuova funzione dell’app Inps Mobile, come indicato dall’Istituto nel messaggio 4464 del 2018. L’importo mensile - che si può autocertificare in fase di allegazione della fattura per la quale si chiede il rimborso - deve comprendere il pagamento della retta e dei pasti relativi alla mensilità e il bollo. Non deve comprendere, invece, l’iscrizione al nido, il pre e post scuola e l’IVA (con l’eccezione per quegli asili nido gestiti da una cooperativa sociale).

Il bonus nido è riconosciuto anche per quei bimbi affetti da gravi patologie croniche che non possono frequentare l’asilo. In questo caso, il contributo da 1.500 e fino a 3.000 euro viene erogato in un’unica soluzione e può essere utilizzato per finanziare forme di supporto a casa.

Per richiedere il contributo bisogna allegare l’attestazione rilasciata dal pediatra che certifica l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido, per l’intero anno di riferimento, a causa di una grave patologia cronica. Il certificato dovrà essere allegato con tutta le documentazione idonea.

Si ricorda che il termine ultimo per la domanda era il 31 dicembre 2021 per le rette riferite allo scorso anno, mentre appunto è il 31 dicembre 2022 per le frequenze nell’anno corrente.

Bonus nido, quando si perde

Come anticipato, il richiedente dopo aver inviato la domanda per il bonus dovrà, in un secondo momento e comunque non oltre il mese di aprile dell’anno successivo, allegare la documentazione riferita a ogni mensilità. A tal proposito, contestualmente il richiedente è chiamato a confermare l’invarianza dei requisiti rispetto a quanto dichiarato nella domanda.

A tal proposito, il bonus asilo nido decade in caso di perdita di uno dei requisiti previsti dal giudice. Ad esempio, spettando il bonus anche nel caso dell’affidamento, questo decade in caso di provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo.

Nel dettaglio, l’Inps interromperà l’erogazione dell’assegno a partire dal mese successivo all’effettiva conoscenza di uno dei seguenti eventi:

  • perdita della cittadinanza;
  • decesso del genitore richiedente;
  • decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda (affidamento del minore a terzi).

Attenzione: è comunque possibile il subentro nel beneficio da parte di un soggetto diverso, qualora ovviamente quest’ultimo ne soddisfi i requisiti. Ad esempio, in caso di malaugurato decesso della madre richiedente del bonus, può beneficiare del bonus il padre. L’importante è procedere entro 90 giorni.

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