Bonifici dall’estero, la sospensione è una realtà ma l’ultima parola spetterà comunque al nuovo esecutivo targato Renzi. A sottolinearlo è Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate. Vediamo insieme che cosa ha detto ieri.
Bonifici dall’estero, se l’ultima notizia che abbiamo avuto in merito era la rassicurante sospensione, a inquietare un po’ gli animi giungono le parole del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera. Intervenuto ieri con un video messaggio al convegno “Lotta all’evasione e cultura della legalità” organizzato dall’Ordine dei commercialisti di Napoli, nel suo discorso ha spaziato dal tema della voluntary disclousure fino alla sospensione della ritenuta del 20 per cento sui bonifici dall’estero.
Stop alla ritenuta: non è ancora definitivo
E’ importante sottolineare, infatti, che la sospensione dell’operatività della ritenuta, disposta dal ministro dell’Economia uscente Fabrizio Saccomanni, non è - almeno per il momento – un addio definitivo, bensì uno stop limitato fino al prossimo 1 luglio. Non sarà quindi il provvedimento del direttore delle Entrate (2014/24663) ha sancire la fine di questa criticatissima vicenda: dovrà farsene carico direttamente il nuovo Governo Renzi, che appena stamattina ha giurato davanti al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Che cos’è successo?
Che ci sia tutta la volontà di affrontare rapidamente questa vicenda è la speranza di tutti, soprattutto se consideriamo che la sospensione da parte del Mef è arrivata appena 20 giorni dopo dall’inizio dell’applicazione della ritenuta, da parte delle banche e degli intermediari finanziari, sui bonifici provenienti dall’estero. Una misura chiaramente pensata come efficace strumento di lotta all’evasione fiscale internazionale, ma talmente controversa da suscitare non solo un vespaio di polemiche nel nostro Paese, ma anche l’interesse di Bruxelles nel capire se si potesse configurare addirittura come una violazione delle norme Ue.
Si tratterà, quindi, dell’ennesima sgradita eredità a finire direttamente sulla scrivania del neopremier Matteo Renzi, il quale – suo malgrado – sarà costretto ad affrontare una serie infinita di annose questioni che aspettano da troppo tempo una soluzione rapida ed efficace.