Bond greci sempre più svalutati. Ipotesi di «reprofiling»: ristruttarazione sì o no? Serve una soluzione europea.

Nadia Fusar Poli

20/05/2011

Bond greci sempre più svalutati. Ipotesi di «reprofiling»: ristruttarazione sì o no? Serve una soluzione europea.

Negli ultimi giorni, l’ipotesi di una ristrutturazione del debito sta prendendo sempre più piede. Ne ha cominciato a parlare il presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker, dichiarando che una ristrutturazione «soft» potrebbe rappresentare la giusta soluzione per uscire dalle sabbie mobili. L’allungamento delle scadenze avrebbe però effetti negativi per le banche creditrici. L’ammontare dell’esposizione totale degli istituti di credito nei confronti della Grecia, infatti, ammontava nel 2010 a 160,9 miliardi di dollari,con le banche tedesche e francesi a fare la parte del leone. Si può ben intuire quindi come la proposta abbia creato forti tensioni all’interno del mondo bancario europeo, con i banchieri centrali che si oppongono fermamente a questa soluzione. Funzionari della Banca Centrale Europea avevano infastti espresso la loro preoccupazione sostenendo che qualsiasi forma di ristrutturazione sarebbe una catastrofe per il sistema bancario.

Prosegue il deterioramento del profilo di credito della Grecia. Precipitano oggi le obbligazioni. Il differenziale di rendimento tra i titoli decennali tedeschi (3,12%) e quelli della Grecia (15,92%) ha raggiunto un nuovo picco storico a 1.280 punti. I rendimenti a 10 anni sono saliti a 49 punti base, a una percentuale record di 16.48 (09:47 di Londra) mentre quelli a due anni sono cresicuti di 46 punti base, al 25.32 per cento.La Ue starebbe lavorando a un nuovo piano di aiuti al paese per circa 50-60 miliardi di euro, dopo i 110 miliardi del prestito settennale già approvato e che viene erogato in tranche trimestrali. In un mercato dei capitali che attende collocamenti di bond sovrani per 246 miliardi nel secondo trimestre contro i 253 dei primi tre mesi dell’anno, l’evoluzione della situazione greca e’ seguita dunque con la massima attenzione da tutti i grandi operatori. In sostanza "la Grecia e’ essenzialmente un problema europeo per il quale occorre trovare una soluzione europea
Il capo economista della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo Erik Berglof, ha sottolineato come il rischio di «contagio» dalla Grecia per i paesi dell’Europa centro-orientale, in cui operano le banche elleniche, sia «significativo». La Bers - ha fatto sapere Berglof - ha «rapporti di lunga data con il sistema bancario greco» e «alla metà del 2010 abbiamo deciso di intervenire a sostegno di controllate di banche greche in Paesi di nostra competenza».
E secondo le previsioni il debito della nazione potrà raggiungere il 158 per cento del Pil quest’anno, e toccare, entro l’anno prossimo, il 166%.