Bolle sui mercati: il collasso sta arrivando. Ecco le prove (e come difendersi)

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Bolle sui mercati: il collasso sta arrivando. Ecco le prove (e come difendersi)

Le bolle speculative in atto sui mercati stanno per scoppiare, e il crollo sarà peggio di quanto ci si aspetta. Ecco motivi, prospettive e come difendersi.

Il prossimo crollo dei mercati finanziari sta arrivando: il tentativo da parte delle banche centrali di coprire i problemi dell’economia con un’enorme iniezione di debito porta a pensare che lo scoppio delle bolle speculative sia vicino, ed è già in ritardo.

Molto presto gli investitori saranno costretti a conciliare i tentativi di stimolo monetario, la produzione e la crescita in discesa con una serie di crisi potenzialmente distruttive: l’avvento di una guerra cibernetica promosso dal governo statunitense, seguito dal crollo del sistema monetario globale basato sul dollaro.

Crollo mercati in arrivo: una combo di tre bolle speculative

L’ultima crisi ha causato delle forti svalutazioni per i mercati immobiliari e per il mercato azionario, ma quella che sta per arrivare sarà il risultato dello scoppio di tre bolle speculative diverse: su azioni, su immobili e sulle obbligazioni.

Gli investitori stanno abbandonando gli asset tradizionali a favore dei beni rifugio come l’oro, l’argento e le criptovalute come il Bitcoin.
In occasione del vicino crollo dei mercati gli asset tradizionali sono destinati a svalutarsi, mentre oro, argento e bitcoin si preparano a sovraperfomare.

Il collasso sta arrivando: i motivi

  • Ripresa fittizia del mercato immobiliare

Negli Stati Uniti, i prezzi delle abitazioni hanno recuperato dopo la crisi dei mutui subprime. Ma in altri mercati, come in Nuova Zelanda e in Canada, è stata la corsa all’acquisto da parte dei cinesi con la speranza di fare soldi all’estero a mantenere i prezzi solidi, causando un innalzamento ai massimi storici del rapporto tra i prezzi delle abitazioni e il reddito dei cittadini. In Canada, l’indice di accessibilità - il rapporto tra prezzi delle case e il reddito - è a livelli massimi a 1,4.

  • Investitori troppo esposti sull’azionario

Nel mercato azionario sono già emerse alcune vulnerabilità: il rapporto del capitale preso in prestito dagli investitori presso i broker (il rapporto di leva finanziaria) ha raggiunto i massimi di tutti i tempi, il che indica che i recenti rialzi sono esposti al rischio short-squeeze - fenomeno che vede la chiusura in massa delle posizioni short su uno o più strumenti, quando i broker chiudono i posizionamenti dei clienti in base agli stop loss impostati.

  • I livelli di EPS e VIX

Il VIX - indice di volatilità attesa - è sceso ai minimi di decenni, suggerendo che i mercati siano cresciuti ormai quanto possibile a fronte del prossimo crollo. Gli utili per azioni sono ai massimi visti l’ultima volta prima dello scoppio della bolla delle dot com.

Le prove: i pattern che predicono il crollo

Infine, diamo uno sguardo ai pattern sui grafici di trading intraday: Mike Maloney, l’analista che ha lanciato l’allarme tramite un video Youtube, ha individuato degli exhaustion gaps, che appaiono con frequenza crescente.

Siamo in presenza di uno exhaustion gap quando l’S&P 500 apre lo 0,5% al di sopra della chiusura della sessione precedente, mentre la chiusura del giorno è distante non oltre il 2% rispetto ai suoi massimi storici. Questi gap dimostrano che il flusso di capitali sul mercato sta diminuendo o che non ci sono più trader disposti ad acquistare sui massimi.

Le obbligazioni sono state in un «mercato toro perfetto» per 36 anni, secondo Maloney, ma i patter storici suggeriscono che il prossimo crollo darà fine all’era rialzista: negli ultimi decenni, i tassi di interesse sono stati più o meno bilanciati calcolando il tempo trascorso sui massimi e quello sui minimi.

Secondo il pattern, il rally dei decennali ha solo altri due o tre anni di spazio, fattore che ci porta ad un’altra domanda importante: quando arriverà il crollo? Come si manifesterà?

Come difendersi

Secondo Maloney, lo scoppio della bolla avrà luogo in due tempi.
In un primo momento, gli investitori vorranno rifugiarsi nei mercati obbligazionari, provocando un picco temporaneo, mentre il mercato azionario e quello immobiliare staranno crollando.
Poi tutti e tre i mercati saranno protagonisti di un crollo catastrofico a causa degli alti livelli di debiti, portando alla fine del sistema monetario globale basato sul dollaro.

Nel XX secolo, i cambiamenti al paradigma monetario mondiale si sono verificati ogni 30-50 anni. E le variazioni di trend nel mondo dei titoli obbligazionari tendono a rispecchiarli.

Per questo motivo l’analista consiglia la posizione long su oro, argento e bitcoin.

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