Boeing, detriti nei serbatoi dei 737 Max: è bufera

Rinvenuti corpi estranei all’interno dei serbatoi di diversi jet 737 Max: si complica ulteriormente il percorso della compagnia per cercare di far tornare operativo il velivolo

Boeing, detriti nei serbatoi dei 737 Max: è bufera

Nella serata di ieri, Boeing ha confermato quanto già anticipato qualche giorno fa: nei serbatoi di diversi dei suoi 737 Max fermi in deposito sono state rinvenute sostanze estranee.

In una nota indirizzata ai dipendenti, la società ha dichiarato che i detriti, qualificati come “oggetti estranei” (FOD, Foreign Object Damage) sono “assolutamente inaccettabili”:

“Con il vostro aiuto e la vostra attenzione, lavoreremo per eliminare tutti i FOD dal nostro sistema di produzione”.

La nota è a firma di Mark Jenks, vicepresidente e direttore generale del programma 737 e della fabbrica di Renton, in Washington. Jenks ha parlato inoltre di “tempi difficili”, specificando quanto i viaggiatori puntino sulla compagnia e sia quindi opportuno e assolutamente necessario “prendere provvedimenti”.

Boeing, detriti nei serbatoi dei 737 Max: è bufera

Boeing ha comunicato che intende affrontare il problema aggiornando istruzioni e le liste di controllo necessarie per i dipendenti, aggiungendo ulteriori verifiche tra cui ispezioni e audit.

L’Authority USA del comparto aviazione, la Faa, è a conoscenza di quanto emerso, ma ha comunicato che l’azienda sta conducendo “ispezioni volontarie”, non specificando il numero dei velivoli coinvolti.

Il 737 Max è ormai fermo da marzo, a seguito dei due gravi incidenti che hanno portato alla morte di 346 persone. La compagnia cerca di ottenere l’ok per la correzione del software del sistema di sicurezza, che si ritiene possa essere la causa dei sinistri.

Il completamento della correzione sta richiedendo molto più tempo del previsto, ma Boeing prevede di riportare in volo il 737 Max entro la metà del 2020.
L’azienda ha continuato a realizzare i jet al centro della bufera, anche se a un ritmo molto ridotto, fino alla sospensione arrivata solo a inizio febbraio.

Quasi 400 velivoli sono attualmente in attesa di essere consegnati alle varie compagnie aeree. Nella sua recente nota, Boeing non specifica in quanti aerei sono stati rinvenuti detriti nei serbatoi.

Quel che è certo è che i corpi estranei nei serbatoi rappresentano un grosso rischio, che può comportare significative minacce alla sicurezza, compresi cortocircuiti e incendi. È un problema che ha già interessato la compagnia in passato.

Nel 2010 Boeing ammise che alcuni detriti furono la probabile causa di un corto circuito a bordo del 787 Dreamliner, circostanza che portò alla messa a terra del jet per diversi mesi e costrinse la compagnia a lavorare su diverse modifiche ai velivoli.

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Argomenti:

Stati Uniti Boeing

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