Bio-on: il parere di due specialisti. Quintessential: non vogliono parlare di contabilità

Dopo le accuse di Quintessential, Bio-on ha pubblicato i video di due esperti del settore. Il fondo non ci ha messo molto a rispondere.

Bio-on: il parere di due specialisti. Quintessential: non vogliono parlare di contabilità

Nuova puntata della saga Bio-on–Quintessential. L’azienda bolognese oggi ha pubblicato la testimonianza video del Professor Paolo Galli, scienziato specializzato nell’industria della plastica (uno dei due chimici italiani presenti nella Plastics Hall of Fame insieme al Nobel Giulio Natta), e della Professoressa Paola Fabbri, PHD in Ingegneria dei Materiali, Associata dell’Università di Bologna.

Dopo l’attacco frontale da parte del fondo del fondo Quintessential Capital Management, che ha definito l’azienda “un castello di carte”, le risposte della società (Bio-on: la risposta della società alle accuse del fondo Quintessential e Bio-on: la risposta punto per punto alle accuse) e di Banca Finnat (Bio-on: per Banca Finnat è solo un attacco speculativo), assistiamo ad una nuova puntata dell’appassionante vicenda Bio-on–Quintessential.

Bio-on: Galli, PHA? Un polipropilene biodegradabile

«Oggi non possiamo vivere senza materie plastiche, ma bisogna che gli diamo anche la proprietà di vera bio degradabilità”, ha detto Galli. “Ci sono oggi sul mercato molti prodotti definiti bio degradabili, che in realtà non lo sono. Questo PHA polimerico dall’alto peso molecolare, ha una struttura che ricorda moltissimo nelle proprietà il polipropilene, il quale è una materiale perfetto ma non bio degradabile”.

“Adesso riusciamo a fare il polipropilene che ha anche la caratteristica della biodegradabilità. Certamente, fondamentalmente, assolutamente biodegradabile. Lo dicono tonnellate di pubblicazioni e non possono essere messe in dubbio”.

“È quello che mancava alle materie plastiche più buone e adesso riusciamo anche a dosare la durata nel tempo. Come scienziato ho sempre sognato un prodotto del genere, adesso vedo delle possibilità e trovo questo futuro molto stimolante, penso che aprirà delle porte nuovissime all’impiego delle materie plastiche nella nostra vita di tutti i giorni».

Bio-on: Fabbri, con Bio-On il PHA implementato su larga scala

"I PHA non sono materiali nuovi nel senso introdotti o scoperti recentemente, ma sono materiali che pur scoperti ormai decenni fa non hanno trovato fino ad un’epoca recentissima una concreta implementazione a livello industriale per diverse ragioni: le tecnologie non erano pienamente mature, ma anche i tempi e la consapevolezza non erano maturi”, ha invece commentato la Professoressa Fabbri.

“Quello che è estremamente cambiato dalle epoche precedenti con l’arrivo delle tecnologie di Bio-On è stata la possibilità effettivamente di implementare su larghissima scala e su scala industriale le produzioni della polvere di PHA da processo biotecnologico, da cui poi si ottengono i formulati, i pellet, per le applicazioni industriali su larga scala”.

“Bio-On è riuscita in questi pochi anni a compiere questo salto ottimizzando tutti gli stadi […] e riuscendo, grazie alla disponibilità di grandi quantitativi di materia, a sviluppare tutte quelle soluzioni che consentono di andare a testare l’efficacia di questi materiali per settori di larghissima scala”.

“Mi aspetto che nei prossimi decenni si raggiungano dei traguardi con le nuove bioplastiche davvero impensabili e lo dico perché abbiamo raggiunto già adesso risultati che solo due, tre, quattro anni fa ritenevamo sul fronte delle applicazioni industriali dei PHA completamente da sognatori”.

“Ho un’esperienza concreta a bordo macchina di questi materiali, ho un’impressione certamente di materiali in via di sviluppo che hanno necessità di ulteriore investimento nella ricerca e nell’implementazione, ma che possono già essere proposti su larghissima scala”.

“Siamo davvero all’inizio, in una fase embrionale di quella che sarà una implementazione. Dobbiamo intanto aspettare che i tempi siano veramente maturi per una completa accettazione da parte del mercato di questi materiali per una loro valorizzazione”.

Bio-on: Quintessential risponde a Galli e Fabbri

A seguito delle testimonianze dei due esperti, il fondo Quintessential Capital Management ha diffuso un commento in quattro punti.

1) I due esperti, rileva il Fondo, confermano quanto detto da noi. “I pareri di entrambi gli esperti confermano quanto riportato nella ricerca di Quintessential: il PHA non è un materiale nuovo, al contrario si tratta di una scoperta che risale a decenni fa e che ancora oggi non ha trovato una sua completa implementazione a livello industriale”.

2) Bio-on non può dirsi rivoluzionaria. “Non dubitiamo che nei prossimi decenni le bioplastiche possano trovare una loro piena applicazione in svariati settori industriali e rappresentare quindi un mercato profittevole per molte aziende. Quello che sosteniamo con piena convinzione – e che trova oggi ulteriore conferma dai pareri degli esperti – è che Bio-on non possa affermare di aver rivoluzionato il mercato della bio-plastica, nonostante operi sul mercato da 12 anni”.

3) Bio-on vuole solo distogliere l’attenzione. “Riteniamo che Bio-on si rifugi dietro fumose dichiarazioni per distogliere l’attenzione dalla questione chiave: la contabilità, il conferimento delle licenze e il fatturato che esiste solo grazie a dubbie vendite (auto-fatturazione) e al sistema di scatole vuote che è stato evidenziato nel report”.

4) “Infine notiamo che anche in questa occasione, Bio-on ha scelto di avvalersi del parere della Professoressa Fabbri dell’Università Bologna, spesso coinvolta in dichiarazioni a favore dell’azienda, che peraltro proprio con l’Università di Bologna ha una collaborazione molto stretta”.

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