Bielorussia: decine di migliaia chiedono nuove elezioni, Lukashenko non molla

Nuova giornata di proteste contro il governo di Minsk. La polizia attacca i manifestanti e usa i lacrimogeni

Bielorussia: decine di migliaia chiedono nuove elezioni, Lukashenko non molla

Decine di migliaia di persone hanno sfilato nella capitale della Bielorussia, Minsk, nonostante il pugno duro delle autorità, per chiedere le dimissioni del presidente Alexander Lukashenko. Secondo alcuni media, almeno 100.000 manifestanti si sono radunati davanti il Palazzo dell’Indipendenza, la residenza del presidente, dove si sono verificati alcuni scontri con la polizia.

Bielorussia, decine di migliaia chiedono dimissioni di Lukashenko

La prima domenica di settembre 2020 ha segnato un’altra grande giornata di proteste contro quello che è stato definito “l’ultimo dittatore d’Europa”, il presidente bielorusso Lukashenko.

Il Paese esteuropeo è scosso da un’ondata di manifestazioni per chiedere nuove votazioni, dopo che gli ultimi risultati elettorali - secondo i critici alterati da brogli - hanno portato alla conferma dell’attuale governo.

Nella sola Minsk, oggi sarebbero state arrestate 167 persone. Sin dalla mattina, nella capitale sono stati avvistati veicoli pesanti e forze di sicurezza armate. Alcuni video mostrano la polizia colpire violentemente i manifestanti con manganelli. In un altro si vedono abitanti della città di Grodno tossire con forza, probabilmente dopo aver inalato gas lacrimogeno.

Prima delle manifestazioni, il ministro dell’Interno bielorusso aveva avvertito: “Ci rivolgiamo ai cittadini e agli ospiti del nostro Paese: non prendete parte a questi eventi di massa non autorizzati. È contro la legge! La polizia adotterà tutte le azioni necessarie affinché questi siano impediti e non permetterà la violazione dell’ordine pubblico”.

Ma la leader dell’opposizione Svetlana Tikhanovskaya, fuggita in Lituania dopo aver perso le elezioni, ha lanciato un video-appello ai concittadini affinché non si facessero intimidire.

Bielorussia, cosa fa l’Europa?

Lukashenko governa la Bielorussia con pugno di ferro dal 1994 e ha l’abitudine di imprigionare gli oppositori. All’inizio del mese scorso ha vinto le elezioni con un consenso dell’80%, scatenando proteste in tutto il Paese.

L’Unione europea non ha riconosciuto il risultato delle votazioni, ma non ha preso azioni concrete. Secondo il ministro degli Esteri lituano Linas Linkevicius, la mancanza di azioni da parte dell’Ue sta minando la credibilità della sua politica estera.

In un’intervista al Financial Times, Linkevicius ha detto che l’Unione deve incoraggiare la democrazia in Bielorussia per neutralizzare l’influenza di Mosca, fornendo un “aiuto concreto” all’opposizione.

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