Bezos & co nei guai: maxi-processo per Amazon, Facebook, Google e Apple

Amazon, Facebook, Google e Apple verranno sentiti dalla Commissione di giustizia della Camera degli Stati Uniti. Le accuse per Bezos & co.

Bezos & co nei guai: maxi-processo per Amazon, Facebook, Google e Apple

Nella giornata di oggi, precisamente alle 12 orario di Washington, i CEO delle quattro tra le più grandi e potenti compagnie del mondo, ovvero Amazon, Facebook, Google e Apple, si dovranno presentare davanti alla Commissione di giustizia della Camera degli Stati Uniti.

Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Sundar Pichai e Tim Cook dovranno rispondere in questa sede in materia di antitrust, messa in pericolo dalle loro policy aziendali, secondo le tesi della commissione.

Per la prima volta i quattro amministratori risponderanno in prima persona a tali accuse, anche se ognuno sarà collegato online dalla propria abitazione. Nonostante i campi di imputazione riguardino tutti l’ambito della libera concorrenza, essi sono diversi per ognuna delle aziende prese in esame.

Le accuse ad Amazon nel maxi-processo

L’accusa nei confronti di Amazon è di sfruttare la propria posizione di distributore per raccogliere informazioni sugli articoli più venduti da altri produttori.

In questo modo, secondo le indagini, l’azienda di e-commerce più importante al mondo utilizzerebbe tali elementi al fine di produrre e mettere in commercio essa stessa prodotti simili a prezzi ridotti.

Bezos ha sempre negato di adottare una policy del genere, nonostante pochi mesi fa un articolo del Wall Street Journal riportasse come questa strategia fosse stata utilizzata in diverse occasioni.

Facebook e Google nel mirino dell’antitrust

Per quanto riguarda Facebook, invece, l’inchiesta si concentra sull’enorme audience internazionale su cui può contare. Infatti, insieme a Messenger, Instagram e WhatsApp, il social fondato da Zuckerberg ha registrato nel primo trimestre del 2020 un totale di 2,6 miliardi di utenti attivi.

Con un volume di pubblico così ampio, la compagnia potrebbe quindi decidere il destino di nuove realtà che si affacciano sul mercato, decidendo di farle emergere o, al contrario, non dando loro un sufficiente spazio.

Inoltre, secondo Buzzfeed, Facebook aveva utilizzato l’app Onavo per carpire i dati sulle concorrenti, utilizzandoli, ad esempio, per acquisire WhatsApp.

Un discorso simile coinvolge Google, la quale controlla il 65% del traffico via browser con Chrome e, tramite Android, il 74% dei sistemi operativi per smartphone. Inoltre, il motore di ricerca è utilizzato dal 92% degli utenti.

Google è accusata di utilizzare questo enorme volume di dati per la vendita di annunci pubblicitari e, allo stesso tempo, frenare la concorrenza, come è stato contestato in passato da Yelp e TripAdvisor.

Concorrenza sleale per l’App Store di Apple

Infine, Apple, per voce di Tim Cook, verrà interrogata riguardo al proprio App Store. Il sistema iOS applica una commissione del 30% sugli acquisti e la stessa percentuale, che dal secondo anno passa al 15%, è prevista per le app in abbonamento.

Secondo gli sviluppatori si tratta di fee troppo elevate da sostenere e che, in alcune occasioni, si trovano in diretta concorrenza con i servizi offerti da Apple stessa, come lo streaming di musica, film e serie tv.

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