Bce: allarme deflazione, Draghi deve agire. Taglio dei tassi e misure per ripartire, ecco cosa accadrà domani

Lo spettro della deflazione si aggira nell’Eurozona e rende necessario un intervento da parte della Bce. Domani l’attesa riunione dell’Eurotower, ecco quali sono i probabili provvedimenti di Draghi

Domani è il tanto atteso Bce Day, il giorno in cui la Banca centrale europea si riunisce per decidere se intervenire sui tassi di interesse. Nel mese di maggio le elezioni europee hanno dato uno forte scossone all’assetto dell’Unione e i mercati attendono con ansia la decisione della Bce.

Economisti e addetti ai lavori si aspettano un’azione da parte di Mario Draghi. La riunione di domani della Bce è l’evento economico più atteso degli ultimi mesi. Maggio è stato l’ennesimo mese di stallo per quanto riguarda gli interventi della Bce e c’è anche chi sostiene che sia stato un errore non intervenire prima. Sul fatto che domani la Bce prenda dei provvedimenti per frenare il trend deflazionistico dell’eurozona è ormai opinione comune. Resta soltanto da capire quale tipologia di intervento abbia in mente il numero uno della Bce.

Le parole di Draghi
E’ stato lo stesso Draghi nel mese di maggio ad annunciare che gli interventi sui tassi di interesse avrebbero avuto luogo nel mese di giugno. Nel mese scorso infatti i tassi sono rimasti fermi allo 0,25%, ma Draghi ha annunciato, per il mese di giugno, un intervento da parte della Bce «anche con misure non convenzionali, a patto di rientrare nell’ambito del mandato dell’Eurotower».

La scorsa settimana Draghi ha presentato il grande nemico dell’economia europea: bassa inflazione e crescita debole. Questa «spirale perniciosa» - così l’ha definita Draghi - è il vero pericolo dell’Eurozona, il nemico che la Bce deve contrastare «whatever it takes».

Deflazione
L’urgenza di interventi da parte della Bce è ancora più pressante dopo i dati sull’inflazione. Ieri infatti è arrivata l’ennesima sorpresa negativa sull’inflazione dell’Eurozona, scesa nel mese di maggio dallo 0,7% allo 0,5%. E lo spettro che si aggira in Europa è quello della deflazione, lo stesso che ha colpito il Giappone nel cosiddetto «decennio perduto». L’inflazione europea è ormai sotto la soglia dell’1% dall’ottobre 2013 e secondo gli economisti resterà attorno a questi livelli anche nei prossimi mesi. Ma, e questo è un dato molto indicativo, il trend deflazionistico si fa avanti anche in Germania, dove i prezzi sono scesi dall’1,1% di aprile allo 0,6%. Un elemento che dovrebbe mettere a tacere la Bundesbank di Jens Weidmann e le sue consuete ritrosie ad intervenire in senso accomodante.

Cosa accade domani
Sull’impossibilità di rimandare ulteriormente l’azione espansiva della Bce sono tutti concordi. Non solo. Secondo gli analisti di Unicredit «se la sua azione verrà ritenuta troppo timida le condizioni monetarie subiranno una restrizione».

Secondo fonti vicine alle Bce, l’azione di Draghi di domani si baserà su tre elementi: in primis taglio dei tassi e poi interventi per far ripartire l’economica reale. I tassi di riferimento potrebbero scendere allo 0,10% dallo 0,25% attuale, mentre i tassi sui depositi delle banche presso la Bce oggi allo 0% potrebbero scendere in territorio negativo. Prima mossa per far ripartire l’economia reale: Ltro, iniezione di liquidità a lungo termine per le banche a condizione che finanzino prestiti alle imprese. Infine si prevede il rilancio dei titoli cartolarizzati anche con l’eventuale acquisto da parte delle banche centrali.

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