Revocati gli arresti domiciliari ai genitori di Renzi: interdetti per 8 mesi

Il tribunale del riesame ha revocato gli arresti domiciliari ai genitori di Matteo Renzi. Resta l’accusa di bancarotta fraudolenta.

Revocati gli arresti domiciliari ai genitori di Renzi: interdetti per 8 mesi

I genitori dell’ex premier Matteo Renzi non sono più agli arresti domiciliari. Lo ha deciso il tribunale del riesame di Firenze, che, su richiesta della difesa, ha mutato la misura cautelare degli arresti domiciliari nell’interdizione dall’attività imprenditoriale per i prossimi 8 mesi.

Resta l’accusa di bancarotta fraudolenta, per la quale i coniugi Renzi rischiano da 3 a 10 anni di carcere e l’inabilitazione dall’attività imprenditoriale per 10 anni, insieme all’incapacità di coprire uffici direttivi d’impresa.

Tiziano Renzi e Laura Bovoli: revocati gli arresti domiciliari per l’accusa di bancarotta fraudolenta

Il tribunale del riesame ha revocato gli arresti domiciliari a Tiziano Renzi e Laura Bovoli, i genitori dell’ex premier Matteo Renzi accusati di bancarotta fraudolenta.

Su richiesta della difesa, la misura cautelare è stata alleggerita: i Renzi non potranno esercitare alcun tipo di attività imprenditoriale per i prossimi 8 mesi.

Contestualmente alla revoca degli arresti domiciliari per i genitori di Renzi, il tribunale del riesame ha anche disposto l’obbligo di dimora per Mariano Massone, l’imprenditore arrestato insieme a Tiziano e Laura Renzi. Massone sarà tenuto a non muoversi dal Comune di Campo Ligure (Genova) con divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dalle 22:00 alle 6:00.

Resta in piedi l’accusa di bancarotta fraudolenta per aver provocato il fallimento di tre cooperative sociali (“Delivery Service”, “Europe Service” e “Marmodiv”) collegate alla società di famiglia “Eventi 6”, svuotandone le casse e ricavando diversi milioni di euro. Le tre cooperative servivano a manipolare le scritture contabili per ottenere manodopera senza dover pagare gli oneri previdenziali ed erariali.

La reazione di Matteo Renzi

L’ex premier Matteo Renzi si dice molto sollevato della revoca degli arresti domiciliari per i genitori. Infatti, secondo il suo parere si trattava di una misura sproporzionata, mirata a colpire il suo progetto politico più che a perseguire il reato dei genitori. Tuttavia Renzi continua a sostenere che l’accusa di bancarotta fraudolenta sia“assurda” e “sproporzionata”.

Intanto molti avversari politici hanno manifestato la propria solidarietà nei confronti dell’ex Premier, accusando la magistratura italiana di manipolare le vicende della politica con attacchi ad personam. Solidarietà da parte di tutti gli esponenti del Pd che si dichiarano fiduciosi dell’innocenza dei genitori di Renzi ed attendono che la giustizia faccia il proprio corso.

Bancarotta fraudolenta: cosa rischiano i genitori di Renzi?

Se le accuse fossero confermate, i genitori di Matteo Renzi rischierebbero pene molto severe, dal carcere all’inabilitazione ad esercitare attività imprenditoriale di tipo commerciale.

La bancarotta fraudolenta è la fattispecie di reato prevista all’articolo 216 della Legge fallimentare (R.D. n. 267 16 marzo 1942) per la quale l’ordinamento italiano richiede la coscienza e la volontà di delinquere con il fine di cagionare un danno alla massa creditizia, con azioni volte ad occultare il reale contenuto delle scritture contabili.

Dunque, Tiziano Renzi e Laura Bovoli rischierebbero la reclusione da 3 a 10 anni per aver sottratto, distrutto e falsificato le scritture contabili al fine di procurare un profitto ingiusto. Inoltre la legge fallimentare prevede anche che chi subisce una condanna per bancarotta fraudolenta venga inabilitato dall’esercizio di impresa commerciale per 10 anni e diventi incapace di esercitare gli uffici direttivi in qualsiasi tipo di attività imprenditoriale.

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