La scorsa settimana la People’s Bank of China ha tentato di alleggerire la sua politica economica per incentivare la crescita, lasciando intravedere una grande preoccupazione nei confronti dell’economia.
Ci sono almeno quattro buone ragioni perché la PBoC torni ad intervenire a breve sull’economia del paese modificandone le politiche monetarie.
1. Performance economiche deludenti
Molti indicatori della Cina mostrano segni di cedimento. Il PMI manifatturiero ufficiale è sceso al 50.2 dopo aver raggiunto il 50.4 del mese scorso. Tuttavia, i dati relativi allo stesso indice pubblicati dalla HSBC sono inferiori al 50.0 (vale la pena di ricordare che il 50.0 rappresenta la linea di confine tra la contrazione e l’espansione del settore).
I dati relativi al PIL non sembrano migliori. La crescita nel secondo semestre del 2012 è prevista per scivolare al 7.9% in caduta dal 8.1%.
I dati relativi all’inflazione raccontano la stessa storia deludente. Il più recente indice dei prezzi ai consumatori non ha raggiunto le aspettative del 2.4%, raggiungendo ancora il 2,2%.
2. Minacce di deflazione
Parlando di inflazione, la Cina ha raggiunto il punto più basso nell’Indice dei Prezzi ai Consumatori degli ultimi 29 mesi. E l’indice dei costi di produzione potrebbe sembrare anche peggio in caduta dello 0.7% mese dopo mese. Questo dato segna il quarto mese di deflazione.
Alcuni economisti prevedono che la Cina possa ricadere nello stato di deflazione già vissuto tra il febbraio e l’ottobre del 2009.
3. Beni invenduti e carenza di domanda
La carenza della domanda ha come effetto il sovraccarico dei magazzini che rimangono pieni di merci invendute. Il settore dell’agricoltura e dei prodotti tessili vive in queste condizioni di scarsissima domanda interna e accumulo di invenduti. Così, le industrie più grandi hanno ridotto le produzioni, mentre quelle più piccole sono state costrette a chiudere.
4. Minacce dalle altre major
Non si possono non considerare i fattori esterni, come la crisi dell’Euro che pure pesa sull’andamento della Cina, insieme a tutti gli altri problemi che in questo momento caratterizzano l’economia mondiale.
Benché ci sia più di qualcuno ad attendere i segnali positivi di una prosperosa economia dell’Asia, i vicini della Cina non danno riscontri migliori; tutta la zona lancia segnali instabili e poco rassicuranti.
In Cina, così in Asia
Per esempio, il surplus evidenziato dall’ultima pubblicazione della Bilancia dei Pagamenti in Giappone rivela il dato peggiore dal 1985.
Hong Kong, l’economia più forte della regione Asiatica, ha già annunciato che non riuscirà a raggiungere i target per la crescita del 2012 e, molto probabilmente, la Banca Centrale dovrà tagliare i costi sui tassi di interesse.
La PBoC
La PBoC potrebbe scegliere di aspettare fino alla fine del mese e vedere se gli ultimi sforzi siano stati sufficienti a far ripartire la crecita. Tuttavia, se l’economia globale continuasse con questo andamento, è probabile che la Cina dovrà provare a speronare di nuovo l’economia attuando nuove misure di politica monetaria.
Traduzione per Forexinfo.it a cura di Federica Agostini - Fonte: Piponomics