Badanti: chi sceglie il giorno di riposo settimanale?

Tutti i collaboratori domestici hanno diritto a un giorno di riposo settimanale; la scelta del giorno non è stabilita per legge ma è affidata alla negoziazione tra le parti e va inserita nella lettera di assunzione della badante.

Badanti: chi sceglie il giorno di riposo settimanale?

Le badanti che assistono gli anziani in casa hanno diritto a staccare la spina e prendere un giorno di riposo una volta alla settimana. Ma chi sceglie quale giorno spetta alla lavoratrice in questo caso? La badante stessa o il datore di lavoro, ossia solitamente i figli dell’assistito?

Secondo la normativa depositata il 4 gennaio 2018 tutti i lavoratori domestici hanno diritto a determinati giorni di riposo; nonostante ciò la Cassazione non specifica quale sia il giorno della settimana in cui concedere il riposo ma affida la scelta alla negoziazione tra le parti al momento della stipula del contratto per badante.

Il giorno di riposo

Innanzitutto è bene sottolineare che è diritto di ogni badante avere un giorno di riposo in cui è totalmente libera da attività lavorative o mansioni quotidiane: il diritto al riposo settimanale è irrinunciabile. Se la lavoratrice convive con l’anziano ha diritto ha una mezza giornata ulteriore di riposo.

Nel caso in cui venisse chiesto alla collaboratrice di lavorare durante il giorno di riposo questa avrebbe diritto a un uguale numero di ore di riposo da fruire il giorno dopo: queste ore verranno retribuite maggiorate del 60%.

La lavoratrice convivente che rinunci alle 12 ore settimanali di riposo, ossia alla mezza giornata in più che le spetta, ha diritto invece a una retribuzione maggiorata del 40% per questo tempo di riposo sottratto o posticipato .

Chi sceglie il giorno?

Non è la legge a imporre quale giorno di riposo in particolare spetti al lavoratore anche se nella maggior parte dei casi è la domenica; al momento della stipula del contratto le parti possono scegliere di comune accordo un giorno diverso.

Se ad esempio la badante sia di una religione diversa da quella cristiana è possibile che scelga il giorno di riposo in relazione alle sue usanze e non a quelle del paese o della casa ospitante.

Quindi possiamo concludere che non esiste una regola valida per tutti ma che a decidere sono le parti in causa e sta al buon senso di esse cercare di venirsi incontro e trovare un accordo.

Durata del riposo

Ma quanto dura il giorno di riposo? Non a tutte le badanti è concesso lo stesso numero di ore di stacco dal lavoro ma la durata cambia a seconda che il lavoratore sia convivente o meno. Vediamo in particolare come:

  • badanti non conviventi: 24 ore di riposo nel giorno stabilito dalle parti al momento dell’assunzione;
  • badanti conviventi: 36 ore di riposo distribuite in modo che 24 ore vengono fruite nel giorno stabilito dalle parti e le restanti 12 in un altro giorno della settimana concordato sempre tra le parti.

A gennaio di quest’anno la Corte di Cassazione ha stabilito che le 11 ore di riposo giornaliero tra un turno e l’altro debbano essere continuative; questo vale ovviamente solo per i collaboratori domestici non conviventi. In base a questo principio si può verificare se il contratto stipulato con la badante sia in regola o meno.

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