La Bce scopre la greenflation e ora ventila interventi. Capito perché Draghi ha fretta?

Mauro Bottarelli

9 Gennaio 2022 - 18:00

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Clamoroso voltafaccia della «colomba» Schnabel: la transizione verde crea inflazione e i prezzi energetici ora potrebbero richiedere la fine dell’attendismo. Ultimo giro di clessidra per il governo?

La Bce scopre la greenflation e ora ventila interventi. Capito perché Draghi ha fretta?

Quando la situazione si fa davvero seria, il dovere di un banchiere centrale è quello di mentire. L’attribuzione di questo aforisma è da sempre incerta e controversa, qualcuno la vuole pronunciato da Alan Greenspan, qualcun altro da Jean-Claude Trichet. Poco importa: è vero.

Il problema, però, è determinare lo step successivo. Ovvero, quale grado di gravità si è raggiunto, quando un banchiere centrale è costretto a dire la verità? Viene da chiederselo dopo il discorso tenuto ieri dalla super-colomba del board Bce, la tedesca Isabel Schanbel, intervenendo in collegamento video al meeting annuale dell’American Finance Association. Perché se Christine Lagarde per mesi ha ampiamente assolto al compito di mentire rispetto alla transitorietà dell’inflazione, oggi la sua stretta collaboratrice apre non solo al concetto di greenflation, ovvero l’aumento dei prezzi legato direttamente alle criticità del processo di transizione energetica ma spalanca le porte a un’azione di contrasto dell’Eurotower.

Stante i rischi al rialzo per le dinamiche dei prezzi di medio termine, i costi della bolletta energetica potrebbero richiedere un’uscita dalla politica di osservazione, le sue parole. Tradotto, stop con l’attendismo legato proprio alla convinzione di una natura transitoria che renderebbe mal consigliato un interventismo troppo repentino e prima riflessione su provvedimenti concreti. Di fatto, un ritocco ai tassi. Di più. a detta della Schnabel ci sarebbero già due scenari già delineati che - una volta sostanziatisi - renderebbero ineluttabile una discesa in campo dell’Eurotower.

In prima istanza, quello che veda le alte valutazioni dell’energia esondare verso altri settori e alterarne il processo di formazione dei prezzi. Secondariamente, l’ipotesi che la transizione verde e la tassazione sulle emissioni vadano ulteriormente a esacerbare le dinamiche inflattive dell’energia, di fatto minacciando di spedire il target del 2% in overshooting. E se la ex-colomba ha in un primo tempo sottolineato come al momento non si riscontrino effetti collaterali di ampio spettro, quantomeno a livello di crescita salariale e domanda in tal senso da parte dei sindacati, il fatto che la stessa abbia in più di un caso risposto personalmente alle critiche di cambio di posizione avanzate da vari utenti su Twitter tradisce un certo nervosismo.

O la tardiva presa d’atto di una mossa forse troppo repentina, quantomeno per la sua natura di smarcamento a freddo e dopo mesi e mesi di sottovalutazione e ridimensionamento del rischio. E se questo grafico

Correlazione fra vendite di auto elettriche in Cina e prezzo del carbonato di litio Correlazione fra vendite di auto elettriche in Cina e prezzo del carbonato di litio Fonte: Bloomberg

mostra un aspetto molto da addetti ai lavori ma chiaramente esemplificativo della correlazione diretta fra sviluppo del mercato dell’auto elettrica in Cina e letterale esplosione dei prezzi di minerali base come il litio, un’uscita simile - dopo la recente conferma di un’inflazione europea al 5% - sembra gettare ombre lunghe e scure sul board del 2-3 febbraio.

Possibilità di una mossa a sorpresa sui tassi già da qui a un mese? Praticamente impossibile, quantomeno per due motivi. Primo, il Pepp andrà a scadenza solo il 31 marzo, quindi apparirebbe quantomeno bizzarro alzare i tassi con una mano, mentre si continuano a comprare bond con l’altra. Secondo, la variante Omicron garantisce un supplemento di attendismo, un ulteriore diritto all’inazione rispetto anche a quanto prospettato dalla Schnabel. Altresì, due criticità sembrano invece non poter escludere una mossa azzardata da qui all’estate.

Al netto della reale ragione che abbia spinto una super-colomba a rompere gli indugi, oltretutto in un contesto decisamente non ufficiale, va segnalato come il governo Scholz stia a sua volta mutando atteggiamento verso l’agenda green e con rapidità estrema rispetto al risicato arco di tempo intercorso dal suo insediamento. Prima la sconfessione della promessa fatta ai Verdi e il sì all’inclusione di gas e nucleare fra le fonti sostenibili in sede Ue, poi l’uscita allo scoperto nientemeno che del segretario generale della SPD, Kevin Kuehnert. a detta del quale non bisogna mischiare l’aspetto operativo di Nord Stream 2 con questioni politiche o di rispetto dei diritti umani in Russia.

Anticipazione di un clamoroso dietrofront rispetto all’annunciato blocco delle concessioni fino al prossimo luglio? Non c’è da escluderlo, stante i prezzi raggiunti dall’elettricità in Germania e al perdurante stop da parte di Gazprom nell’invio di gas all’hub tedesco di Mallnow. Seconda criticità, decisamente più interessante e potenzialmente grave per l’Italia: qualcuno potrebbe essere tentato dalla ripetizione volontaria di un errore Trichet, ovvero la decisione del luglio 2008 di alzare i tassi subito prima del crollo Lehman e dell’esplosione della crisi finanziaria? Se le dinamiche di debito dei Paesi più esposti, come appare già oggi chiaro, non sono in grado di camminare senza l’ausilio strutturale della Bce, un azzardo simile appare la scorciatoia migliore per garantirsi una retromarcia in tempi brevissimi. E nuovo Qe alluvionale.

C’è un problema, però: cosa accadrebbe ai nostri BTP in quell’arco temporale, essendo il nostro spread già oggi nel mirino di attenzione speculative e tremori da sostenibilità dello stock di debito? Il tutto alla vigilia di un evento spartiacque come l’elezione del Presidente della Repubblica e di un successivo e quasi certo nuovo ricorso a deficit per finanziare i ristori. Capito perché Mario Draghi pare aver fretta, tanto da cedere a compromessi sul green pass pur di evitare crisi al buio conclamate? Capito il perché di quell’asta del trentennale in modalità non c’è tempo da perdere?

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