La BCE è pronta all’euro digitale: le novità

Euro digitale: appuntamento importante oggi 12 ottobre. La BCE sta per attivare una consultazione pubblica sulla valuta elettronica comunitaria. La digitalizzazione della finanza diventa cruciale anche in Europa.

La BCE è pronta all'euro digitale: le novità

La BCE verso l’euro digitale. Le novità da Francoforte raccontano che la banca centrale inizierà a sperimentare una versione digitale della moneta comunitaria e terrà una consultazione pubblica sulla questione lunedì 12 ottobre.

La digitalizzazione è la nuova frontiera della finanza, ne sono ormai consapevoli anche i responsabili della politica monetaria dell’UE.

Le criptovalute, per esempio, sebbene regolarmente criticate dai banchieri centrali come poco più che asset speculativi, hanno stimolato riflessioni significative sul futuro delle tecnologie di pagamento.

Christine Lagarde ha affermato che il continente deve essere pronto a emettere un euro digitale in caso di necessità. Sulla stessa scia Fabio Panetta, membro della BCE, che ha spiegato perché una moneta comunitaria virtuale rientra negli obiettivi strategici europei.

Euro digitale: la BCE si prepara

La Banca Centrale Europea ha reso noto un rapporto sull’impatto dell’emissione di una moneta digitale comunitaria.

Oggi, 12 ottobre, viene lanciata una consultazione pubblica sul tema e, in parallelo, dovrebbe prendere forma un vero e proprio esperimento sull’emissione. La BCE ha spiegato che deciderà verso la metà del 2021 se ufficializzare un progetto di euro digitale, che inizierebbe con una prima fase di indagine.

Perché la banca centrale vuole consultare gli europei su questa novità in cantiere? A spiegarlo è lo stesso sito dell’istituzione finanziaria: per sviluppare e far funzionare una valuta digitale davvero sicura, accessibile, efficiente occorre tempo. Lo scopo di un euro virtuale è fare in modo che i sistemi che usiamo per pagare stiano al passo con le esigenze delle persone che li utilizzano.

Per questo è importante capire cosa ne pensano i potenziali fruitori di questa innovazione epocale. Da sottolineare, come ricorda la nota ufficiale della BCE, che:

“un euro digitale sarebbe una forma elettronica di moneta della banca centrale accessibile a tutti i cittadini e alle imprese - come le banconote, ma in forma digitale - per effettuare i pagamenti quotidiani in modo rapido, facile e sicuro. Integrerebbe il denaro, non lo sostituirà. L’Eurosistema continuerà comunque ad emettere contante.”

Nello specifico, la moneta unica in formato virtuale non sarebbe una criptovaluta poiché verrebbe sostenuta sempre dalla BCE, offrendo ad essa uguale fiducia del denaro contante.

La moneta virtuale dovrà avere specifiche garanzie per i cittadini, ovvero: “offrire i medesimi servizi che oggi l’euro offre loro, ossia l’accesso gratuito a un mezzo di pagamento di facile utilizzo, accettato da tutti, affidabile e privo di rischi.”

A sottolinearlo è Panetta, certo che il lavoro di studio e progettazione di un euro digitale è assolutamente necessario per l’Eurozona, perché “i sistemi di pagamento stanno cambiando, talora con grande rapidità...si stanno affermando strumenti alternativi e pagamenti contactless: oggi molti di noi utilizzano sofisticate carte di pagamento o applicazioni su uno smartphone o su uno smartwatch.”

Una moneta digitale unica, quindi, riuscirebbe a rispondere alla riformulazione della finanza, lanciando sfide e opportunità.

Perché una valuta digitale europea?

Le banche centrali di tutto il mondo hanno sperimentato versioni digitali delle loro valute e i funzionari della BCE hanno recentemente sottolineato la necessità di rimanere al passo con le tendenze tecnologiche.

La Banca popolare cinese sarà probabilmente la prima grande istituzione del suo genere a emettere una versione digitale della sua valuta dopo test commerciali avanzati.

In questa cornice, quindi, a Francoforte si studiano le opportunità di un euro digitale. Perché sarebbe utile? Panetta ha evidenziato almeno tre scenari in cui potrebbe risultare vantaggioso l’uso della moneta virtuale europea: la riluttanza crescente dei cittadini a impiegare il contante; l’affermarsi di eventi estremi come le pandemie che rendono insicura la valuta tradizionale; l’avanzare di strumenti digitali di pagamento stranieri con l’intento di minare la sovranità monetaria europea.

Inoltre, Panetta ha spiegato che:

“L’euro digitale renderebbe la nostra moneta più appetibile all’estero, accrescendone il ruolo di valuta globale e rafforzando il sistema finanziario europeo. Conferirebbe efficacia al contrasto di attività illegali quali il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.”

Quali sfide? Non mancano e la BCE vuole proprio fare luce su privacy, rischi per i diritti dei cittadini, garanzie per le attività bancarie, ripercussioni sulla finanza.

L’euro digitale, comunque, resta un obiettivo dell’Europa, che non vuole restare indietro nei campi innovativo e della digitalizzazione.

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