Azioni Exor: società lancia buyback, cosa dice l’analisi tecnica?

Il Cda della società ha approvato un programma di buyback fino a 300 milioni di euro in azioni ordinarie con l’obiettivo di ottimizzare la struttura patrimoniale. Analizziamo il quadro tecnico del titolo per impostare l’operatività odierna

Azioni Exor: società lancia buyback, cosa dice l'analisi tecnica?

Exor prosegue in territorio negativo a Piazza Affari nella giornata della notizia di approvazione del programma di buyback fino a 300 milioni di euro in azioni ordinarie atta a migliorare la struttura patrimoniale della compagnia.

A livello grafico i corsi procedono in un andamento sostanzialmente laterale ormai dalle sedute del 2 novembre, alternando movimento di breve tra i livelli statici a 52,36 euro e 49,95 euro, che delimitano l’attuale area di trading range.


Exor, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Nel lungo periodo le quotazioni hanno disegnato un movimento correttivo dai minimi segnati il 25 ottobre a 48,10 euro segnato con la seduta del 25 ottobre, testando la neckline della figura di testa e spalle che si è sviluppata dai primi mesi dell’anno, che conta i minimi segnati nella prima ottava di marzo a 53,58 euro e successivamente il 25 luglio a 52,46 euro.

Osservando il grafico settimanale i corsi stanno creando un pattern di consolidamento con le ultime tre candele weekly, evidenziando una compressione di volatilità che si protrae già da molto tempo. Per questo motivo non sarebbe sorprendente attendersi un ritorno della volatilità con un forte movimento direzionale al ribasso visto il recente momentum negativo.

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Strategie operative su Exor


Elaborazione Ufficio studi di Money.it

Alla luce del quadro tecnico di più lungo periodo si potrebbero implementare strategie di natura ribassista di lungo periodo alla rottura dell’attuale area di consolidamento rappresentato dal livello statico di breve a 49,90 euro. Lo stop loss andrebbe posizionato sopra il massimo segnato a 52,70, poco al di sopra del massimo segnato nella seduta del 17 ottobre.

In tal caso si avrebbe molto spazio di manovra con primo target a ridosso del livello di supporto a 45,80 lasciato in eredità dai minimi segnati tra marzo e aprile 2017. Obiettivo più ambizioso a contatto con livello orizzontale che conta i minimi segnati il 12 gennaio 2017 a 38,24 euro che coinciderebbe anche all’estensione ribassista della figura distributiva in atto dall’inizio dell’anno.

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